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Nazioni Unite: Giornata Internazionale della Pace 2014. Con il patrocinio del Consiglio Regionale del Veneto, il 20 settembre all'Università di Padova incontro con i Sindaci per il diritto umano alla pace

Il Diritto umano alla pace è in discussione all'ONU. E’ partita dal Veneto la mobilitazione degli Enti locali

Università di Padova, Palazzo del Bo, Archivio Antico,
Sabato 20 settembre, ore 9.30 – 12.30


L'Ordine del giorno - promosso dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università di Padova e dalla Cattedra Unesco Diritti Umani, Democrazia e Pace - a sostegno di una Dichiarazione delle Nazioni Unite per il riconoscimento internazionale del diritto umano alla pace, il cui testo è in discussione al Consiglio Diritti Umani, continua ad essere diffusamente adottato in ogni parte d'Italia da Consigli e Giunte di Comuni e Province che fanno riferimento alla “norma pace diritti umani” presente nei rispettivi Statuti. Significativamente, anche i Consigli di quattro Regioni hanno finora deliberato al riguardo: Marche, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia. Alla data odierna il numero complessivo delle delibere si avvicina a 200.

Se la pace è giuridicamente riconosciuta come diritto della persona e dei popoli, essa si libera dall’abbraccio mortifero delle sovranità armate per entrare nella sfera di garanzia dei diritti e libertà fondamentali, la cui radice sta nella dignità umana incarnata nel supremo diritto alla vita.

La partita che in questi mesi si sta giocando all’ONU è di estrema importanza, ma non è conosciuta dall’opinione pubblica. I Governi che si oppongono al riconoscimento del diritto umano alla pace, in particolare quelli occidentali, temono che le rispettive opinioni pubbliche vengano a conoscenza del loro scandaloso comportamento. L’informazione è pertanto essenziale per fare uscire il tema del diritto alla pace dalle nebbie dell’autoreferenzialità dei vertici intergovernativi.

Mentre dilaga, perfino in Europa, la funesta sindrome della "guerra facile", crescono in Italia il rifiuto della guerra, come sancito dall'articolo 11 della Costituzione, e la voglia di operare sulla via istituzionale alla pace, dove spendere con competenza, passione e tenacia, le risorse del potere leggero (soft power) costituito dalla difesa della legalità fondata sui diritti umani, e dalla pratica della nonviolenza, del dialogo, della solidarietà transnazionale, della soluzione pacifica delle controversie. Concretamente, occorre agire affinché il testo finale della Dichiarazione delle NU recepisca alla lettera l’Articolo 1 proposto dal Comitato Consultivo del Consiglio Diritti Umani, che recita:

“1. Gli individui e i popoli hanno diritto alla pace. Questo diritto deve essere realizzato senza alcuna distinzione o discriminazione per ragioni di razza, discendenza, origine nazionale, etnica o sociale, colore, genere, orientamento sessuale, età, lingua, religione o credo, opinione politica o altra, condizione economica o ereditaria, diversa funzionalità fisica o mentale, stato civile, nascita o qualsiasi altra condizione. 2. Gli Stati, individualmente o congiuntamente, sono controparte principale del diritto alla pace. 3. Il diritto alla pace è universale, indivisibile, interdipendente e interrelato. 4. Gli Stati sono tenuti per obbligo giuridico a rinunciare all’uso e alla minaccia della forza nelle relazioni internazionali. 5. Tutti gli Stati, in conformità ai principi della Carta delle Nazioni Unite, devono usare mezzi pacifici per risolvere qualsiasi controversia di cui siano parte. 6. Tutti gli Stati devono promuovere lo stabilimento, il mantenimento e il rafforzamento della pace internazionale in un sistema internazionale basato sul rispetto dei principi enunciati nella Carta delle NU e sulla promozione di tutti i diritti umani e libertà fondamentali, compresi il diritto allo sviluppo e il diritto dei popoli all’autodeterminazione”.

Si ipotizza che nella Giornata internazionale per la pace 2014 prenda avvio nella Regione Veneto un Gruppo di City Diplomacy “Articolo 1-Diritto alla Pace” col compito, tra l'altro, di informare e sensibilizzare l'opinione pubblica, dar vita a eventi di carattere educativo sullo specifico tema del diritto alla pace, invitare i Comuni gemellati di altri paesi a sottoscrivere l’Ordine del giorno approvato dagli Enti locali e regionali italiani, chiedere ai membri italiani del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea e della Conferenza delle Autorità Locali del Consiglio d’Europa di presentare in questi organismi l’Ordine del giorno. All’incontro partecipano Sindaci e consiglieri di Comuni e Regioni e rappresentanti di organizzazioni di società civile.

Padova, 12 settembre 2014

 

L’incontro è promosso da: Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università di Padova, Cattedra UNESCO Diritti Umani, Democrazia e Pace, Comune di Este, Comune di Ponte San Nicolò, Comune di Loria, Beati i Costruttori di Pace, Incontro fra i Popoli, Associazione Diritti Umani-Sviluppo Umano, ...