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Presentazione

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 è all’origine di un processo normativo su scala planetaria che è determinante per la finalizzazione umanocentrica del diritto, della politica, dell’economia, dal quartiere all’ONU.

Mediante la internazionalizzazione dei diritti umani – che significa sia riconoscimento giuridico sia politiche di tutela – l’istanza “diritti umani” è divenuta trasversale a tutti i livelli e i settori della realtà sociale e politica.

I diritti umani costituiscono oggi il paradigma, tanto obbligato quanto sicuro, mediante il quale misurare la qualità dei sistemi sociali, politici ed economici.

In un mondo sempre più interdipendente e globalizzato al positivo e al negativo, al cui interno operano contemporaneamente gli stati, le organizzazioni intergovernative e sopranazionali, i governi locali (municipali, provinciali, regionali), le organizzazioni transnazionali economiche, movimenti e organizzazioni di società civile solidarista, la “società della conoscenza” richiede che ci si attrezzi di un nuovo, puntuale bagaglio culturale di carattere multi- e inter-disciplinare, con accentuata dimensione internazionale e la cui parte teorica sia funzionale a quella orientata all’azione.

Lo spazio di operatività della società della conoscenza è “glocale”, come dire dalla Città all’ONU. Per agire professionalmente in esso, nell’ottica della “good governance” ai vari livelli, occorre una formazione che consenta di declinare il paradigma dei diritti umani internazionalmente riconosciuti – nuova frontiera della civiltà del diritto - insieme con aggiornate e puntuali conoscenze riguardanti i campi della politica, dell’economia, del diritto, del volontariato, dell’etica per la pubblica amministrazione e per l’impresa, la messa in opera di appropriate abilità e tecniche di progettazione e di monitoraggio.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 è all’origine di un processo normativo su scala planetaria che è determinante per la finalizzazione umanocentrica del diritto, della politica, dell’economia, dal quartiere all’ONU.
Mediante la internazionalizzazione dei diritti umani – che significa sia riconoscimento giuridico sia politiche di tutela – l’istanza “diritti umani” è divenuta trasversale a tutti i livelli e i settori della realtà sociale e politica.

I diritti umani costituiscono oggi il paradigma, tanto obbligato quanto sicuro, mediante il quale misurare la qualità dei sistemi sociali, politici ed economici.
Fare scienza e alta formazione in materia di diritti umani significa, innanzitutto, mobilitare tutte le discipline, da quelle umanistiche a quelle tecnico-scientifiche, allo scopo di focalizzare la tematica assio-pratica della centralità della persona umana con gli strumenti analitici propri a ciascuna di esse, e di procedere quindi a rigorose concettualizzazioni in ottica applicativa. Occorre evitare che la “popolarità” dei diritti umani sia messa a rischio da genericismi, approssimazioni, ripetitività, retorica, moralismo fine a se stesso, relativismi storicistici, capziose strumentalizzazioni.

La crescente sensibilità popolare in materia, legata soprattutto all’impegno di movimenti e associazioni transnazionali, così come la crescente attenzione istituzionale da parte degli enti locali, dei governi e delle organizzazioni internazionali, deve trovare un più ampio e robusto supporto all’interno della comunità scientifica.
Interessarsi della promozione umana in tutte le sue articolazioni comporta ampi processi di rivisitazione etica ed epistemologica delle varie discipline. In particolare, la “trasversalità” dei diritti umani deve indurre alla pratica della interdisciplinarietà all’interno della comunità scientifica. Allo stesso tempo, si impone l’approccio internazionalistico, assolutamente esigito dal fatto che i diritti umani sono oggi formalmente riconosciuti in sede universale e regionale in virtù di appositi strumenti normativi che, nel loro insieme, costituiscono il corpus organico del Diritto internazionale dei diritti umani.

La costruzione della pace positiva, lungo un continuum di ruoli operativi dal quartiere all’ONU, ha come suo momento centrale la promozione e la tutela dei diritti umani: da quelli della persona a quelli dei popoli, da quelli individuali a quelli collettivi, da quelli civili e politici a quelli economici, sociali e culturali, interpretati tutti alla luce del principio della loro interdipendenza e indivisibilità.
Questo approccio assio-pratico (valori più azioni) informa la preparazione degli studenti e delle studentesse dei corsi di laurea sulle relazioni iternazionali e i diritti umani dell’Università di Padova.

L’offerta formativa del Corso di laurea triennale in “Scienze politiche, relazioni internazionali, diritti umani" e del collegato Corso di laurea magistrale in “Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace” è frutto delle esperienze maturate in seno alla Facoltà di Scienze Politiche soprattutto grazie alle attività del Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli istituito nel 1982, primo in Italia e tra i primi al mondo ad essere incardinato nel sistema universitario. Il piano quinquennale degli studi è in sintonia con i più avanzati standard internazionali maturati e costantemente messi a punto all’interno di reti di cooperazione inter-universitaria, quali in particolare quelle alimentate dal Programma Jean Monnet dell’Unione Europea, dalle Cattedre UNESCO e dal Master Europeo in Diritti Umani e Democratizzazione.

Questo organico percorso quinquennale prepara allo svolgimento di ruoli in settori quali, indicativamente: funzionariato internazionale; diplomazia; dipartimenti e uffici della Pubblica amministrazione nazionale, regionale e locale addetti all’area relazioni internazionali, diritti umani, cooperazione, pace; difesa civica; uffici regionali e nazionali del tutore pubblico dei minori o del garante dell’infanzia e dell’adolescenza; comitati etici; applicazione norma etica e monitoraggio codici di condotta nelle imprese; operazioni internazionali di monitoraggio dei diritti umani, aiuto umanitario, missioni internazionali di osservazione elettorale; programmi di aiuto umanitario; assistenza tecnica alla creazione e allo sviluppo delle istituzioni democratiche; agenzie nazionali e internazionali per il rispetto delle convenzioni sul disarmo e per la non proliferazione degli armamneti; servizi collegati alle politiche pubbliche; uffici delle Autorità pubbliche indipendenti; uffici per le pari opportunità e la promozione dei diritti delle donne; sindacati; strutture di servizio alle persone; organizzazioni nongovernative e terzo settore; mediazione culturale; formazione dei formatori per il servizio civile; organismi di tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori; preparazione di progetti di formazione e addestramento nello specifico campo dei diritti umani, della pace, del dialogo interculturale, sulla base dei più avanzati standards metodologici e sostantivi elaborati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, dall’UNESCO, dal Consiglio d’Europa, dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e dall’Unione europea.

Questo nuovo curriculum formativo quinquennale è il naturale sviluppo della attività in re diritti umani e pace svolta fin dal 1982 dal Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli. I nuovi corsi beneficiano pertanto di una consolidata esperienza e di una estesa rete di relazioni istituzionali in campo sia nazionale sia internazionale, al cui centro stanno i Corsi annuali di perefezionamento sui diritti della persona e dei popoli, la Scuola di specializzazione in “Istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani”, il Master Europeo in Diritti Umani e Democratizzazione, la Cattedra UNESCO “Diritti Umani, democrazia e pace”, il Centro Europeo d’Eccellenza Jean Monnet. Il Centro interdipartimentale fornisce il supporto organizzativo e scientifico ai corsi di laurea.

Nelle pagine che seguono presentiamo gli obiettivi formativi e il piano di studi dei  corsi di laurea sulle relazioni internazionali e i diritti umani relativi alll'anno accademico 2012/2013.

Aggiornato il

7/10/2009