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28/1/2016
Used in cell phones and laptop computers, the 3Ts: tin, tantalum, and tungsten are also sold profitably by armed groups in eastern Congo.
© Enough Project - Sasha Lezhnev

Amnesty International: sfruttamento del lavoro minorile per l'estrazione del cobalto nella Repubblica Democratica del Congo

Amnesty International e Afrewatch hanno pubblicato il rapporto "This is what we die for" sullo sfruttamento del lavoro minorile per l’estrazione del cobalto nella Repubblica Democratica del Congo. Tale minerale viene utilizzato negli smart phone e nelle batterie delle automobili. Il cobalto è al centro di un mercato globale privo di qualsiasi regolamentazione, non essendo inserito nella lista dei "minerali dei conflitti" che comprende invece oro, coltan, stagno e tungsteno.

Il rapporto ricostruisce il percorso del cobalto estratto nella Repubblica Democratica del Congo: attraverso la Congo Dongfang Mining (Cdm), interamente controllata dal gigante minerario cinese Zheijang Huayou Cobalt Ltd (Huayou Cobalt), il cobalto lavorato viene venduto ad aziende che producono batterie per smart phone e automobil. Queste ultime riforniscono le aziende multinazionali che vendono prodotti elettronici e automobili.

Le aziende di apparecchi elettronici o batterie automobilistiche oggetto del rapporto producono profitti calcolabili in 125 miliardi di dollari l'anno, non fornendo tuttavia informazioni sul luogo e le modalità di estrazione delle materie prime. Nella Repubblica Democratica del Congo numerosi bambini minatori (senza protezioni fondamentali come guanti e mascherine) perdono la vita: almeno 80, solo nel sud del paese, tra settembre 2014 e dicembre 2015 (dato probailmente inferiore rispetto a quello reale). Secondo l'Unicef, nel 2014 circa 40.000 bambini lavoravano nelle miniere delle regioni meridionali dello Stato, prevalentemente nelle miniere di cobalto.

Amnesty International e Afrewatch hanno chiesto alle aziende di apparecchi elettronici e alle fabbriche automobilistiche di dimostrare che il cobalto estratto nella Repubblica Democratica del Congo grazie al lavoro minorile non viene usato nei loro prodotti.

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