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7/12/2015
Bandiere dell'Unione Europea davanti al palazzo della Commissione europea a Bruxelles.
© wikimedia/Sébastien Bertrand

Commissione Europea: adottata una nota interpretativa sull’indicazione dell’origine dei prodotti provenienti dai territori occupati da Israele

La Commissione Europea ha adottato una nota interpretativa sull’indicazione dell’origine dei prodotti provenienti dai territori occupati da Israele a partire dal giugno 1967, ovvero le Alture del Golan e la Cisgiordania compresa Gerusalemme Est.

Questa nota interpretativa dell’11 novembre 2015 non crea una nuova norma di diritto europeo, bensì fornisce una guida per gli Stati Membri che permetta un’applicazione corretta della normativa europea esistente in materia di protezione dei consumatori.
Ai sensi di tale normativa, le informazioni in merito alla provenienza dei prodotti immessi nel mercato europeo devono essere corrette e non fuorvianti per i consumatori, siano queste obbligatorie o fornite in maniera volontaria.

La specificazione dell’origine delle merci importate è obbligatoria quando è correlata ai beni alimentari mentre, per i beni di altra natura, lo è solamente quando la sua omissione può essere ritenuta la causa di una scelta commerciale che il consumatore altrimenti non avrebbe compiuto. La Commissione ritiene quindi che la denominazione “prodotto proveniente da Israele”, possa essere ritenuta fuorviante qualora il prodotto sia fabbricato all’ interno di insediamenti israeliani, e suggerisce una differente denominazione, quale ad esempio “prodotto proveniente dalle Alture del Golan (insediamento israeliano)”.

Viene precisato infine che questa nota interpretativa non è orientata ad un’azione di boicotaggio dei rapporti commerciali tra l’Unione Europea e lo Stato di Israele, ma è rivolta al rafforzamento della normativa europea per la tutela del diritto dei consumatori europei ad una scelta di transazione economica trasparente ed informata.

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