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9/2/2018
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Consiglio d’Europa: appello della PACE per la messa al bando del commercio di oggetti usati nelle esecuzioni o nei casi di tortura

Il 26 gennaio 2018, l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) ha lanciato un appello per la messa al bando del commercio di oggetti utilizzati nelle esecuzioni o nei casi di tortura - sollecitando tutti i 47 Stati Membri del Consiglio d’Europa (CdE) ad applicare l’approccio dell’UE, che pone il divieto assoluto di commercio di alcuni oggetti e attua un sistema di autorizzazione caso per caso per altri.

L’appello contenuto nella raccomandazione n. 2123 (2018) al Comitato dei ministri, è basato sulla relazione: “Rafforzamento dei regolamenti internazionali contro il commercio di prodotti usati per la tortura e la pena di morte”, (“Strengthening international regulations against trade in goods used for torture and the death penalty”) del parlamentare Vusal Huseynov (Azerbaijan,Partito Popolare Europeo).

L’appello, secondo il deputato, avrebbe un enorme potenziale nel promuovere un’effettiva attuazione del divieto di tortura e di altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti, divieto presente in numerosi documenti e trattati internazionali, come la Convenzione europea dei diritti umani (CEDU), il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), e la Convenzione contro la tortura (CAT). Tale divieto richiederebbe ai Paesi Membri del CoE di prendere misure per prevenire la violazione anche in Paesi terzi.
Sebbene non sia possibile intervenire direttamente per abolire la pena di morte e la tortura nei paesi non europei, è necessario quanto meno non fornire gli strumenti che possono essere utilizzati per perpetuare esecuzioni e torture.

Il report inoltre elenca armi elettroshock, catene per caviglie, strumenti con sostanze chimiche irritanti, serrapollici, manganelli chiodati, di combinazioni di cavigliere e barre e di pesi per il ritegno degli arti inferiori, manette per la contenzione degli esseri umani, da fissare alla parete, al pavimento o al soffitto, tra gli oggetti il cui commercio andrebbe regolato e autorizzato caso per caso, mentre ne classifica altri come prodotti su cui porre un bando totale.

L’Assemblea ha affermato di essere allarmata dal fatto che tale commercio ancora avvenga da parte di alcuni Paesi Membri del CoE. Il Comitato dei Ministri, composto dai Ministri degli esteri di tutti gli Stati membri o dai loro rappresentanti diplomatici permanenti a Strasburgo, prenderà atto della raccomandazione fatta dall’Assemblea Parlamentare (PACE).

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