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19/11/2014

Corte Penale Internazionale: dichiarazione del Procuratore generale sul caso “Gaza Freedom Flotilla”

Il Procuratore della Corte Penale Internazionale ha rilasciato una dichiarazione rispetto alla decisione, adottata a conclusione dell'esame preliminare sul caso, di non procedere per i raid delle forze di difesa israeliane del 31 maggio 2010 nei confronti della nave Mavi Marmara, una delle otto navi componenti la “Gaza Freedom Flotilla” che intendevano raggiungere la Striscia di Gaza per fornire aiuto umanitario.

Il Procuratore ha dichiarato che si può ragionevolmente credere che dei crimini di guerra ai sensi dello Statuto della Corte Penale Internazionale siano stati commessi dalle forze di difesa israeliane nel momento in cui intercettava la “Gaza Freedom Flotilla”. Tuttavia, il caso non rispetterebbe il requisito della sufficiente gravità (art. 17 lettera d) dello Statuto di Roma) necessario per procedere con ulteriori azioni da parte della Corte.

Nel valutare tale requisito di ammissibilità, e quindi per poter procedere con le indagini preliminari, si tengono conto elementi sia quantitativi che qualitativi, nonchè la scala, la natura e le modalità con le quali è stato perpetrato il crimine e le sue conseguenze.

Ciò non toglie, riporta sempre il Procuratore, che l’Unione delle Comore (Paese di registrazione della nave Mavi Marmara e che aveva sottoposto il caso all'attenzione della Corte) ha il diritto di chiedere alla Camera Preliminare di riesaminare la decisione del Procuratore di non procedere.

Dal link nel box sottostante è possibile leggere la dichiarazione del Procuratore e la relazione sulla segnalazione dell’Unione delle Comore.

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