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16/2/2018
Il Procuratore della Corte penale internazionale presta giuramento nel corso della cerimonia di impegno solenne
© ICC-CPI

Corte Penale Internazionale: la Procuratrice Fatou Bensouda dà avvio all’esame preliminare per i casi nelle Filippine e in Venezuela

La Procuratrice della Corte Penale Internazionale (CPI) Fatou Bensouda, lo scorso 8 febbraio 2018, ha dato avvio all’esame preliminare relativo alla situazione nelle Filippine e in Venezuela. Entrambi i Paesi hanno ratificato lo Statuto di Roma del 1998 istitutivo della CPI, il primo nel 2011 e il secondo nel 2000.

Secondo quanto riportato dal comunicato ufficiale della CPI, Fatou Bensouda ha adottato questa decisione sulla base di un esame scrupoloso, indipendente e imparziale di una serie di comunicazioni e relazioni su presunti crimini che rientrano nella giurisdizione della Corte penale internazionale.

In particolare, l’esame preliminare nelle Filippine si concentrerà sulla campagna "war on drugs" lanciata dal Governo a partire dal 1 luglio 2016, per presunte numerose esecuzioni extra-giudiziarie commesse dalla polizia nel corso delle operazioni anti-droga.

L’esame preliminare in Venezuela riguarderà invece eventi verificatisi a partire dal 1 aprile 2017, caratterizzati dall’eccessivo uso della forza da parte delle forze dell’ordine nel disperdere i manifestanti, le migliaia di arresti nei confronti di reali o presunti oppositori e maltrattamenti subiti dai detenuti in carcere, ma anche atti di violenza e uccisioni di forze dell’ordine da parte di gruppi di contestatori.

L’esame preliminare si pone in un momento antecedente rispetto a quello delle indagini. La sua funzione è quella di fornire maggiori informazioni per valutare se vi siano o meno i presupposti per poter dare avvio alle indagini, nel rispetto del principio della complementarietà della CPI rispetto alle giurisdizioni nazionali. La CPI può intervenire esclusivamente nei casi in cui gli Stati non vogliano o siano incapaci di investigare ed istituire azioni penali autonomamente.

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