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24/6/2017
Foto panoramica della sede del Palazzo dei diritti umani che ospita la Corte europea dei diritti umani, Strasburgo.
© Consiglio d'Europa

Corte europea dei diritti umani: Italia condannata nuovamente per le torture commesse dalle forze dell'ordine durante il G8 di Genova del 2001

Con la sentenza del 22 giugno 2017, la Corte europea dei diritti umani (CtEDU) ha condannato l’Italia nel caso Bartesaghi Gallo e altri contro Italia (n. 12131/13 e 43390/13).

42 individui di varie nazionalità si erano rivolte alla Corte di Strasburgo come vittime e testimoni accusando lo Stato italiano di violenza incontrollata della polizia durante l'irruzione nelle scuole Diaz-Pertini e Pascoli, nella notte tra il 20 e 21 luglio 2001 durante il G8 di Genova. L'accusa si riferiva, in particolare, a percosse e umiliazioni perpetrate dalla polizia italiana nei confronti di numerosi manifestanti che passavano la notte nella scuola, sebbene questi ultimi non avessero commesso nessun atto di violenza ne resistenza contro le forze dell'ordine.

La Corte ha quindi confermato la violazione dell'Articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani (CEDU) che proibisce la tortura e i trattamenti disumani o degradanti per gli atti perpetrati dalle forze dell'ordine nelle scuole Diaz e Pascoli. La Corte ha anche condannato l'Italia per non aver punito in modo adeguato i responsabili di quanto accaduto a Genova. Secono la Corte, infatti, la legislazione italiana è risultata inadeguata a punire e quindi prevenire gli atti di tortura commessi. 

L'Italia era già stata condannata per le stesse violazioni con la sentenza del 7 aprile 2015 nell'ambito dell'omologo caso Cestaro (n. 6884/11).

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