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15/1/2009 (Archivio storico)
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“Devastanti sui bambini gli effetti del conflitto in corso a Gaza”. Dichiarazione del Comitato per i diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite


I 18 esperti indipendenti del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia hanno rilasciato oggi la seguente dichiarazione:

“Il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia è seriamente preoccupato per gli effetti devastanti sui bambini causati dalle operazioni militari in corso a Gaza. Centinaia di bambini sono stati uccisi o feriti, molti in modo grave. Molti altri hanno perso i propri cari. I continui combattimenti e la distruzione delle infrastrutture di base compromettono seriamente il godimento dei diritti umani, in particolare del diritto alla salute, all’educazione e alla vita familiare. I bambini hanno sofferto anche per le serie difficoltà di accedere agli aiuti umanitari. Le ripercussioni emotive e psicologiche di questi eventi saranno assai gravi per un’intera generazione di bambini.

La Convenzione sui diritti dell’infanzia è stata ratificata da 193 Stati, testimoniando un impegno universalmente riconosciuto per il rispetto e la protezione dei diritti dei bambini. Ma i diritti sanciti nella Convenzione, incluso il diritto del fanciullo alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, e ad essere protetto da ogni forma di violenza, sono stati palesemente violati nel corso della crisi. Il Comitato ribadisce che il diritto dei diritti umani è applicabile sempre, anche in situazioni di conflitto armato.

Il Comitato sottolinea che, ai sensi dell’art. 38 della Convenzione, gli Stati parte – in conformità con l’obbligo che spetta loro in virtù del diritto internazionale umanitario di proteggere la popolazione civile in caso di conflitto armato – devono adottare ogni misura possibile a livello pratico affinché i fanciulli coinvolti in un conflitto armato possano beneficiare di cure e di protezione. Gli Stati Parti si impegnano anche a rispettare e far rispettare le regole del diritto internazionale umanitario loro applicabili in caso di conflitto armato, e la cui protezione si estende ai fanciulli. Il Comitato enfatizza che tutte le parti devono garantire la protezione dei fanciulli in caso di conflitto, ai sensi delle rilevanti norme del diritto internazionale in tale ambito.

Il Comitato sottolinea anche che nel Preambolo del Protocollo facoltativo alla Convenzione riguardante il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati – di cui Israele è parte – gli Stati parte condannano gli attacchi sui bambini nelle situazioni di conflitto armato e le offensive dirette su obiettivi protetti dal diritto internazionale, inclusi i luoghi dove generalmente vi è presenza significativa di bambini, come scuole e ospedali. Tale asserzione è stata smentita dal fatto che molti bambini hanno perso la vita in conseguenza di azioni che dimostrano un manifesto disprezzo per la loro protezione e per quella delle loro scuole, incluse alcune amministrate dalle stesse Nazioni Unite.

Il Comitato si associa alle richieste della Risoluzione 1860 del Consiglio di Sicurezza (adottata l’8 gennaio 2009), del Segretario Generale, dell’Alto Commissario per i diritti umani e del Rappresentante speciale del Segretario Generale sul problema “bambini e conflitti armati” per un’immediata cessazione delle ostilità da entrambe le parti.”

Il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia è l’organo incaricato di monitorare l'implementazione da parte degli Stati membri della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dei suoi due protocolli opzionali, relativi rispettivamente al coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati e al traffico di bambini, alla prostituzione infantile e alla pornografia infantile.

E’ attualmente in corso, a Ginevra, la 50° sessione ordinaria, nel corso della quale il Comitato è chiamato ad analizzare i seguenti rapporti:

·          ai sensi della Convenzione sui diritti dell'infanzia: Repubblica Democratica di Korea, Repubblica Democratica del Congo, Malawi, Repubblica di Moldavia, Paesi Bassi, Repubblica del Chad;

·          ai sensi del Protocollo facoltativo alla Convenzione sui diritti dell’infanzia riguardante il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati: Maldive, Repubblica di Moldavia, Tunisia;

·          ai sensi del Protocollo facoltativo alla Convenzione sui diritti dell’infanzia riguardante il traffico di bambini, la prostituzione infantile e la pornografia infantile: Maldive, Paesi Bassi.

Traduzione a cura del Centro Diritti Umani dell’Università di Padova


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