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18/4/2008 (Archivio storico)

I “punti di vista” del Commissario per i diritti umani del Consiglio d‘Europa su Rom e protezione dei diritti umani

 

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Periodicamente il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg,  pubblica sul suo sito ufficiale riflessioni ed approfondimenti. I cd. “Viewpoints” trattano argomenti sui quali si ritiene utile richiamare l’attenzione generale con riferimento  ai diritti umani in Europa.

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L’ultima riflessione in ordine di tempo riguarda il sostegno agli organismi internazionali a tutela dei diritti umani. Hammarberg invita i Governi a rispettare pienamente l’indipendenza dei meccanismi internazionali di controllo dei diritti umani, come pre-requisito fondamentale per garantirne l’efficacia.

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Il Commissario aggiunge inoltre che è necessaria una più ampia valutazione sulle modalità con cui migliorare e rafforzare il sistema internazionale dei diritti umani, traendo lezioni dai successi, dai tanti esempi di riforme politiche, di modifiche legislative e di singoli interventi attraverso i quali questi organismi hanno svolto un ruolo.

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Nel precedente “Viewpoint, invece, Hammarberg affronta la tematica dei diritti della popolazione Rom, in particolare dei bambini Rom e del loro diritto allo studio.

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Con tonalità forti e accorate, il Commissario denuncia le gravi violazioni dei diritti umani subite dai Rom, che riguardano diversi aspetti della loro condizione sociale: spesso infatti hanno gravi difficoltà di occupazione, di alloggio, di accesso all’istruzione e praticamente non godono di rappresentanza politica.

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Il problema è comune a molti Paesi Europei e si manifesta soprattutto nella scarsa possibilità di integrazione sociale e di sviluppo personale. Ma non basta: la loro esclusione alimenta l’isolazionismo che a sua volta incoraggia un atteggiamento di rifiuto e di xenofobia, in un circolo vizioso che è necessario ed urgente rompere.

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Soprattutto i bambini Rom rimangono spesso del tutto esclusi dai sistemi educativi nazionali. Oppure, fra chi ha accesso all’istruzione, viene registrato un alto tasso di abbandono ed in generale i risultati del rendimento scolastico sono molto bassi. Una spiegazione, naturalmente, è da ricercarsi  negli alti livelli di analfabetismo dei genitori.

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La segregazione dei Rom in materia di istruzione è stata affrontata anche dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nel caso D.H. and others v. the Czech Republic che riguardava l’inserimento discriminatorio di studenti Rom in scuole speciali.

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La problematica è complessa e si riaggancia a forme di discriminazione anche molto violente, non sempre adeguatamente riconosciute, ma che vengono troppo spesso registrate e si manifestano soprattutto in forma di stereotipi che incentivano il senso di isolamento identitario del popolo Rom.

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La raccomandazione del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa è quella di sostenere gli sforzi per integrare i bambini Rom nel sistema scolastico il prima possibile, senza discriminazioni e sulla base di programmi adeguati.

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Si chiede, quindi, un’istruzione di qualità per gli alunni Rom, obiettivo non facile considerando anche la lingua, complessa per le numerose varianti e dialetti presenti. Si tratta comunque di uno sforzo necessario ed urgente, fatto in nome dei diritti fondamentali di questi minori e della loro gente

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Links: per consultare i “Punti di Vista” del Commissario per i diritti umani vedi il sito

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 http://www.coe.int/t/commissioner/Viewpoints/Default_en.asp

Aggiornato il

16/7/2009