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20/5/2003 (Archivio storico)

Il contributo degli studenti dell'Università di Padova alla Convenzione sull'avvenire dell'Europa

Comunicato stampa

Padova, 22 maggio 2003

Il giorno 26 maggio 2003 avrà luogo alle ore 9.00 presso il Palazzo del Bo’, Aula Nievo, la Conferenza “Il contributo degli studenti dell’Università di Padova alla Convenzione sull’avvenire dell’Europa”, durante la quale il gruppo di lavoro denominato “Cellula di monitoraggio Convenzione europea”, attivato nell’ambito del Polo Europeo Jean Monnet e della Cattedra Europea Jean Monnet “Sistema politico dell’Unione Europea” della Facoltà di Scienze politiche, presenterà alla cittadinanza il contributo di fondo destinato ai membri della Convenzione, in adesione a quanto previsto nella Dichiarazione di Laeken

Tale contributo, che rappresenta un'analisi propositiva delle “questioni di Laeken” e dei temi trattati dalla Convenzione europea, sarà pubblicato nel forum virtuale della stessa Convenzione. -
Interverranno i membri del Parlamento europeo Massimo Carraro e Amalia Sartori e i docenti della Facoltà di Scienze politiche Danilo Ardia, Mario Bolzan, Alisa Del Re, Giuseppe Gangemi, Francisco Leita, Antonio Reposo. I lavori saranno aperti dal prof. Franco Todescan, Preside della Facoltà e dal prof. Antonio Papisca, Presidente della European Community Studies Association (ECSA-World).

Prof. Marco Mascia

Gli studenti del gruppo di lavoro
Cristina Buratto, Hélène Cabanes, Sara De Vido, Dora Giorgianni, Luca Piffer, Emilia Palazzo, Stefano Panozzo, Urania Spinello, Federico Turato, Francesco Volpe, Davide Zaru

Sintesi del contributo destinato ai membri della Convenzione

Polo Europeo Jean Monnet
Università degli Studi di Padova
Cattedra Europea Jean Monnet
"Sistema politico dell’Unione Europea”
Cellula di monitoraggio Convenzione sull’avvenire dell’Europa

Contributo destinato ai membri della Convenzione – sintesi

Padova, 13 maggio 2003

Secondo quanto espresso dalla dichiarazione di Laeken e facendo riferimento ai principi della democrazia partecipativa e del protagonismo studentesco, noi studenti della Cattedra Europea Jean Monnet della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova, desideriamo inviare ai membri della Convenzione le nostre proposte per l’avvenire dell’Unione.

Abbiamo rilevato che la Convenzione non risulta sufficientemente rappresentativa dei popoli europei e del peso reale dei gruppi partitici in seno al PE e soprattutto che essa presenta una componente femminile minima. Nonostante siamo convinti che della stesura della futura Costituzione dovesse essere investito il Parlamento Europeo o un’assemblea costituente, abbiamo ritenuto preferibile la convocazione della Convenzione in luogo di una CIG.

Relativamente al tema della sussidiarietà, riteniamo che il principio di sussidiarietà da assumere dovrebbe essere parallelamente a quello territoriale, quello funzionale-orizzontale-non territoriale.

Per quanto riguarda lo status della Carta dei diritti fondamentali, siamo fautori della sua integrazione completa nella prima parte della futura Costituzione. Riteniamo fondamentale l’attivazione di una procedura speciale in materia di diritti umani dinanzi alla Corte di Giustizia.

Proponiamo, inoltre, il seguente testo per l’articolo 1 come segue: “L’Europa ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e riconosce nella pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli. L’Unione Europea contribuisce alla costruzione di un ordine internazionale pacifico e democratico; a tale scopo promuove e favorisce il rafforzamento e la democraticizzazione dell’ONU e lo sviluppo della cooperazione internazionale”.

Proponiamo che l’Unione disponga di un'unica personalità giuridica e nella definizione delle competenze ribadiamo la centralità del principio di sussidiarietà, come crediamo sia fondamentale la realizzazione di sinergie tra il Parlamento europeo ed i Parlamenti nazionali.

Chiediamo una maggiore responsabilità e trasparenza della BCE e l’attribuzione al PE di un ruolo più rilevante nella nomina dei membri del suo Comitato esecutivo e l’obbligo per quest’ultimo di pubblicazione dei verbali.

Chiediamo che gli obiettivi e gli interessi strategici dell’UE vengano proposti dalla Commissione e adottati dal PE -a maggioranza semplice- e dal Consiglio dell’Unione, a maggioranza qualificata.

Si propone la creazione della figura del Commissario europeo agli Affari Esteri in qualità di Vice-presidente della Commissione e la comunitarizzazione del II pilastro dell’UE.

In tema di difesa comune, auspichiamo il rafforzamento del ruolo del PE; la costituzione di un corpo diplomatico europeo e la creazione di una forza di polizia militare europea in adesione all’articolo 52 della Carta delle Nazioni Unite, ai fini e ai principi della stessa.

Proponiamo la riduzione da 15 a 6 degli strumenti giuridici dell’Unione e la modifica della denominazione degli strumenti legislativi. Sarebbe importante definire una gerarchia delle norme ed estendere la procedura di codecisione all’adozione degli atti legislativi.

Sosteniamo la definizione di una politica comune per l’immigrazione e l’istituzione di una Procura europea.

Riteniamo che l’UE debba definire con precisione le sue competenze in materia sociale attraverso leggi-quadro e che venga data al PE la capacità di iniziativa legislativa.

http://www.centrodirittiumani.unipd.it/a_materiali/studenti/cellulaspue.asp?menu=materiali