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16/3/2016
L'emblema della Repubblica Italiana, adottato il 5 maggio 1948, caratterizzato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia.

Italia: adottato il primo Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani

Il Consiglio dei Ministri ha adottato il primo Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani, così come previsto dall’art. 9 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 24 (attuazione della direttiva 2011/36/UE, relativa alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime).

Il Piano, adottato il 26 febbraio 2016, è finalizzato a definire strategie pluriennali di intervento per la prevenzione e il contrasto al fenomeno della tratta e del grave sfruttamento degli esseri umani, nonché azioni finalizzate alla sensibilizzazione, alla prevenzione sociale, all'emersione e all'integrazione sociale delle vittime. Esso è propedeutico alla emanazione del nuovo programma unico di emersione, assistenza ed integrazione sociale e le relative modalità di attuazione e finanziamento.

L’adozione di tale Piano risponde ad esigenze sistematiche di riordino e razionalizzazione dell’azione di governo, principalmente per favorire un approccio comprensivo e coordinato basato su sinergie tra le varie Amministrazioni centrali, territoriali e locali coinvolte e le relative risorse disponibili. È inoltre fondamentale garantire la cooperazione tra il livello istituzionale e il privato sociale di riferimento, la cui valorizzazione è un elemento essenziale nella costruzione della strategia italiana, nell’ottica del mantenimento e rafforzamento delle reti pubbliche e private integrate operanti sui territori, orientate al cosiddetto “lavoro multi – agenzia”.

Infine, la natura transazionale del fenomeno della tratta impegna il Governo ad adottare strumenti di partenariato e collaborazione con gli altri Stati interessati, sia nell’ottica della prevenzione dei reati e della cooperazione investigativa e giudiziaria, sia per favorire lo scambio di buone pratiche e di strumenti di lavoro, particolarmente rispetto ai Paesi di origine.

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