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9/3/2018

L’UE è chiamata a ratificare la Convenzione di Istanbul da una Coalizione di più di 25 reti della società civile europea.

Più di 25 reti della società civile si sono uniti alla Coalizione europea per porre termine alla violenza contro donne e ragazze (European Coalition to end violence against women & girls - VAWG) su invito della European Women’s Lobby per chiedere all’Unione europea (UE) di ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne e alla violenza domestica (Convenzione di Istanbul).

L’UE ha firmato la Convenzione il 13 giugno 2017, anno che la Commissione europea aveva dedicato alle azioni mirate a combattere la violenza contro le donne. Tuttavia l’UE aveva deciso di limitare gli ambiti di giurisdizione della Convenzione alla competenza esclusiva nella cooperazione giudiziaria in materia penale, asilo e non respingimento. Il 12 settembre 2017 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sull’adesione dell’UE alla Convenzione, esortando gli Stati membri a velocizzare le operazioni necessarie per la ratifica e proponendo l’istituzione di un Coordinatore dell’UE per un’implementazione olistica della Convenzione sul territorio dei Paesi membri. Attualmente il Gruppo di lavoro sui diritti fondamentali, i diritti dei cittadini e la libera circolazione delle persone (FREMP) sta esaminando le possibilità per la ratifica da parte dell’UE.

La Coalizione europea per porre fine alla violenza contro donne e ragazze nella scheda informativa “The Istanbul Convention: A vital opportunity to end violence against women!”, chiede in particolare all’UE di ratificare la Convenzione di Istanbul, ampliandone gli ambiti di applicazione, a tutti i Paesi membri dell’UE e di sviluppare una Strategia comune sotto la guida di un Coordinatore nominato dall’UE per favorire lo scambio di buone pratiche a livello nazionale.

La Convenzione di Istanbul, adottata dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011, è il primo trattato giuridicamente vincolante in Europa a criminalizzare diverse forme di violenza contro le donne, inclusi la violenza fisica, psicologica, sessuale, molestie e stupro, stalking, mutilazione genitale femminile, matrimonio forzato, aborto forzato e sterilizzazione forzata. La Convenzione inoltre riconosce la violenza contro le donne come violazione di diritti umani e come forma di discriminazione.

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