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30/9/2015
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Nazioni Unite: pubblicato il rapporto del UNCTAD sull’assistenza al popolo palestinese e sugli sviluppi dell'economia del territorio palestinese occupato

L’agenzia delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD) ha recentemente pubblicato un rapporto sulle condizioni socio-economiche del territorio palestinese occupato.

Il rapporto afferma che Gaza potrebbe diventare inabitabile entro il 2020, se le attuali tendenze economiche dovessero persistere. Oltre a otto anni di blocco economico, Gaza ha subito tre operazioni militari negli ultimi sei anni che hanno mandato in frantumi la capacità di esportare e di produrre per il mercato interno, devastato le infrastutture già debilitate, impedito la ricostruzione e la ripresa economica e accelerato la regressione del territorio palestinese occupato, secondo un processo che non solo ha ostacolato lo sviluppo, ma ne ha invertito il corso.

L' UNCTAD mette in evidenza la grave crisi legata alla difficoltà di accesso ad acqua potabile ed elettricità. Ad esempio, la totalità della popolazione della striscia di Gaza (1.8 milioni di persone) dipende dalle falde acquifere costiere come principale risorsa di acqua nonostante il 95 per cento di quest’acqua non sia potabile.

Il rapporto, inoltre, stima che i danni diretti delle tre operazioni militari che hanno avuto luogo fra il 2008 e il 2014 equivalgano a circa tre volte le dimensioni del prodotto interno lordo di Gaza. Tuttavia, il costo totale può essere significativamente più alto se si includono le perdite economiche indirette e la capacità produttiva perduta.

Nel 2014, la disoccupazione a Gaza ha raggiunto il 44 per cento, il livello più alto mai registrato. La disoccupazione è particolarmente grave tra le giovani donne palestinesi rifugiate a Gaza, con più di otto donne su 10 senza lavoro. L'insicurezza alimentare colpisce il 72 per cento delle famiglie, e il numero dei profughi palestinesi che dipende esclusivamente dalla distribuzione di cibo da parte delle agenzie delle Nazioni Unite è aumentato da 72.000 nel 2000 a 868.000 nel 2015, praticamente la metà della popolazione.

Infine, il rapporto avverte che il sostegno dei donatori resta una condizione necessaria ma non sufficiente per la ripresa e la ricostruzione di Gaza. All’infuori della necessaria fine del blocco economico, l’aiuto dei donatori resta di vitale importanza, ma non basterà ad invertire il corso di de-sviluppo e impoverimento a Gaza.

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