A A+ A++
7/9/2014
Migranti su una nave che arrivano a Lampedusa
© wikipedia/Sara Prestianni

Protezione internazionale in Italia: nuove regole per i cittadini stranieri

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge 22 agosto 2014, n. 119, entrato in vigore il 23 agosto 2014, il quale ha modificato le disposizioni che regolano l’iter delle richieste di protezione internazionale presentate dai cittadini stranieri in Italia, esaminate dalla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale competente.

Tra le novità introdotte si evidenzia:

Trasferimento del richiedente asilo e commissione competente - In caso di trasferimento del richiedente ad un centro diverso da quello in cui era stato accolto o trattenuto, la competenza all’esame della domanda verrà assunta dalla commissione territoriale della nuova destinazione. Se il richiedente ha sostenuto il colloquio prima del trasferimento, la competenza rimane in capo alla commissione territoriale innanzi alla quale si è svolto il colloquio.

Commissioni territoriali – Le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale sono insediate presso le Prefetture. Alle dieci Commissioni oggi presenti potranno esserne aggiunte altre dieci e, in caso di necessità, fino un massimo di trenta.

Esame della domanda di protezione internazionale – Il colloquio tra il richiedente asilo e la Commissione si svolgerà di norma alla presenza di uno solo dei componenti della Commissione, con specifica formazione e, ove possibile, dello stesso sesso del richiedente. Solo su determinazione del Presidente, o su richiesta dell’interessato, il colloquio si svolgerà innanzi alla Commissione in forma collegiale.

Risorse economiche per l’accoglienza e i rimpatri - Al fine di favorire l’ampliamento del Sistema di protezione finalizzato all’accoglienza dei richiedenti asilo e alla tutela dei rifugiati e degli stranieri, il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per l’anno 2014 è incrementato di euro 50.850.570.

regione del veneto
pace diritti umani