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15/2/2005 (Archivio storico)

Unione Europea: Agenda sociale 2005-2010


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Il 9 febbraio 2005, il Commissario europeo per gli affari sociali Spidla ha presentato la Comunicazione della Commissione sulla Agenda sociale per il periodo 2005-2010. Il documento segue di una settimana l’intervento del Presidente della Commissione Barroso, nel quale egli ha manifestato l’intenzione di rilanciare la strategia di Lisbona con una attenzione particolare alla crescita e all’occupazione.

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La strategia di Lisbona fu adottata dal Consiglio europeo nel 2000: essa si proponeva di rendere l’Unione "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale." Tale strategia mirava alla piena occupazione e a un tasso medio annuo di crescita economica del 3%. La strategia di Lisbona si basa su una serie di riforme strutturali negli ambiti dell'occupazione, dell'innovazione, delle riforme economiche e della coesione sociale.

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Nel 2004, il Consiglio europeo e la Commissione decidevano di predisporre una revisione degli obiettivi della strategia. Nel marzo l’ex Primo ministro olandese Kok era incaricato di guidare un gruppo di esperti che nel novembre sottoponeva un Rapporto sul futuro della politica sociale in un’Unione europea allargata.

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La Comunicazione della Commissione europea sull’Agenda sociale 2005-2010 individua due obiettivi prioritari: a) il raggiungimento del pieno impiego e b) una società più coesa con uguali opportunità per tutti. Alcune tra le iniziative che la Commissione intenderebbe portare avanti nel periodo 2005-2010 sono:

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  • un libro verde sui cambiamenti demografici della popolazione dell’Unione;
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  • una iniziativa europea a favore dei giovani;
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  • la promozione ulteriore della responsabilità sociale delle imprese;
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  • un quadro europeo per i negoziati collettivi tra le parti sociali;
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  • un anno europeo per la mobilità professionale nel 2006;
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  • una iniziativa europea sul salario minimo;
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  • un Anno europeo contro l’esclusione e la povertà nel 2010;
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  • un Anno europeo per le pari opportunità nel 2007;
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  • un istituto europeo per la parità di genere.
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Per approfondire la questione si rimanda a questa pagina del sito della Commissione.

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Occorre infine segnalare le reazioni dal mondo della società civile e dei rappresentanti delle categorie sociali. (Per approfondimenti v. http://www.euractiv.com/Article?tcmuri=tcm:29-135238-16&type=News&_lang=EN&email=48188)

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L’UNICE, Unione delle confindustrie europee, ha espresso la propria preoccupazione che la nuova agenda sociale possa indebolire gli obiettivi di crescita e occupazione sanciti a Lisbona, evidenziando una serie di contraddizioni. L’ETUC (confederazione europeadei sindacati), pur accogliendo con favore la Comunicazione ha espresso la speranza che essa non rimanga una “lista di pie aspirazioni”. Critiche dalla Piattaforma delle ONG sociali europee, per la quale l’agenda sociale sarebbe vittima dell’approccio orientato alla crescita economica già affermato nella strategia di Lisbona. Il comunicato stampa denuncia che la Commissione ha abbandonato il pilastro sociale di Lisbona, e osserva “the lack of reference to the EU Charter of Fundamental Rights - supposedly at the heart of the European vision! The fate of the EU's social inclusion strategy is also not clear, instead, we get a European Year to Combat Poverty and Social Exclusion in 2010 - but what happens to the EU's commitment to achieve a decisive impact on the eradication of poverty before that date?!”
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Aggiornato il

16/7/2009