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25/2/2012

Verso Rio+20: il Forum sociale tematico di Porto Alegre

Forum sociale tematico di Porto Alegre, 24-29 gennaio 2012

In vista della Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che si terrà a Rio de Janeiro nel giugno 2012, a vent'anni dalla prima conferenza su questo tema (Rio+20), si è svolto dal 24 al 29 gennaio 2012 il Forum sociale tematico di Porto Alegre dove si è discusso di temi cruciali per il nostro futuro: i cambiamenti climatici, la disponibilità d'acqua e di cibo in quantità e qualità adeguate, la giustizia ambientale, i beni comuni.

Il dibattito si è concentrato principalmente su due punti:

  • l'analisi critica dei venti anni passati dopo la prima Conferenza di Rio (1992) e quale sia il loro riflesso sui documenti preparatori alla conferenza di quest'anno e
  • la formulazione di proposte da presentare al Summit dei popoli, la conferenza delle organizzazioni della società civile che avrà luogo a Rio, parallelamente alla conferenza intergovernativa delle Nazioni Unite.

L'analisi critica ha messo in evidenza come l'allarme lanciato vent'anni fa dalle Nazioni Unite sui pericoli che tutte le forme di vita del nostro pianeta stavano già correndo, a causa del mito della crescita economica infinita e di un consumismo irresponsabile, non ha trovato risposte e soluzioni adeguate. Anzi, gli Stati meno industrializzati reclamano il loro diritto ad inquinare fino a quando i paesi industrializzati non assumano impegni concreti per la diminuzione delle proprie emissioni; il maggiore inquinante pro capite al mondo, gli Stati Uniti, rifiuta di assumere un tale impegno; le multinazionali hanno ottenuto norme e trattati internazionali con restrizioni minime alle loro attività inquinanti.

Queste tendenze contrarie alle preoccupazioni e ai rischi già paventati nella prima Conferenza di Rio si rispecchiano nei documenti preparati dalle Nazioni Unite per Rio+20 in cui le proposte avanzate per la tutela ambientale – raccolte sotto il nome di green economy – hanno l'obiettivo di convincere i mercati che si possono ottenere dei profitti anche investendo nell'ambiente, tenendo conto dei costi ambientali e ascrivendo alla natura un valore di mercato. In base a tali documenti i fallimenti del mercato di questi anni sono dovuti esclusivamente alla mancanza di informazione.

Di fronte a tali considerazioni il Forum di Porto Alegre ha elaborato alcune proposte alternative da presentare perché alcuni principi fondamentali entrino nelle agende politiche nazionali e internazionali:

  1. l'importanza e la difesa dei beni comuni dell'umanità in contrapposizione alla mercantilizzazione, privatizzazione e finanzializzazione della vita, implicite nel concetto di green economy.
  2. il passaggio graduale da una civilizzazione antropocentrica a una biocentrica che implica il riconoscimento dei diritti della natura, la ridefinizione del vivere bene e della prosperità indipendentemente dalla crescita infinita, la promozione di fonti di energia realmente rinnovabili (non agrocombustibili), la designazione di politiche di transizione per i paesi il cui reddito conta sullo sfruttamento intensivo delle materie prime: sia minerali, petrolio o monocolture.
  3. la sovranità alimentare, cioè il principio per cui, per quanto possibile, ogni comunità dovrebbe avere il controllo delle risorse alimentari che produce e consuma in modo da avvicinare i consumatori ai produttori, sostenere l'agricoltura contadina, promuovere l'agricoltura urbana e nel tempo libero, proibire la speculazione finanziaria sulle risorse alimentari. La sovranità alimentare è una forma di autodeterminazione. Significa proibire l'acquisizione di estese immense di terre da parte di paesi stranieri (come accade in Africa) o di multinazionali in cerca di assicurarsi riserve alimentari. 
  4. un vasto programma di consumo responsabile che includa una nuova etica di cura, educazione e condivisione: definire le responsabilità di fronte a coloro che non hanno accesso ad un consumo minimo per la sopravvivenza; combattere l'apparente obsolescenza dei prodotti; preferire i prodotti delle economie sociali e solidali, basate sul lavoro non sul capitale, sulla prosperità individuale e collettiva piuttosto che sull'accumulazione infinita; preferire il consumo collettivo e condiviso ove possibile; diffondere informazioni e conoscenza sui processi di produzione per boicottare quei prodotti realizzati da lavoratori in condizioni di schiavitù o in seguito all'espulsione di contadini e popoli indigeni dalle proprie terre, alla seria contaminazione delle acque, alla distruzione dei luoghi sacri, alle guerre civili o alle occupazioni neo-coloniali. 
  5. tutte le lotte e le proposte alternative per includere requisiti trasversali che rendano più effettiva la democrazia e la lotta contro la discriminazione sessuale, razziale, etnica e religiosa e contro la guerra.

 

La Conferenza sullo sviluppo sostenibile è stata organizzata in seguito alla risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite 64/236. Si terrà in Brasile tra il 20 e il 22 giugno 2012 in presenza dei capi di Stato e di governo o di altri rappresentanti. 

Risorse

Aggiornato il

21/2/2012