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Il principio di complementarità della Corte penale internazionale e il processo di adattamento degli ordinamenti interni

Claudia Pividori (2016)

Tipologia pubblicazione

: Volume

Lingua

: IT

Contenuto

Il principio di complementarità e il processo di adattamento degli ordinamenti interni alla parte di diritto sostanziale dello Statuto di Roma costituiscono due elementi essenziali e reciprocamente interconnessi della complessa architettura che regge il funzionamento della Corte penale internazionale. Se da un lato, infatti, l’esistenza di una legislazione idonea a perseguire i crimini statutari a livello interno appare essere un elemento fondamentale per rendere effettivamente operativa la natura complementare della Corte penale internazionale, dall’altro, il modo in cui il principio di complementarità viene da quest’ultima interpretato sembra poter influire in maniera sostanziale sia sulle modalità attraverso cui gli Stati danno attuazione nel proprio ordinamento interno alle prescrizioni statutarie sia sulle dinamiche che influiscono sulla decisione degli Stati di recepire o meno tali prescrizioni. Il Volume analizza in maniera comprensiva il rapporto tra il principio di complementarità e il processo di adattamento degli ordinamenti interni alle prescrizioni di diritto penale sostanziale contenute nello Statuto di Roma. Accanto all’analisi teorica sulle possibili connessioni tra complementarità e adattamento, la puntuale ricognizione della prassi statale e della Corte penale internazionale costituisce un elemento caratteristico e qualificante la presente indagine la quale, alla voluminosa letteratura esistente in materia, affianca un lavoro di ricerca essenzialmente orientato allo studio della giurisprudenza e delle fonti primarie. Mediante una ricognizione di quelli che sono i modelli, in senso formale e sostanziale, più utilizzati per la repressione penale dei crimini statutari dai 124 Stati che hanno ratificato lo Statuto di Roma, si presentano alcune considerazioni rispetto alla misura in cui il principio di complementarità ha effettivamente incentivato gli Stati a dotarsi di strumenti legislativi idonei a perseguire criminali internazionali ovvero la misura in cui esso è stato percepito come elemento di “convergenza” e “armonizzazione” delle legislazioni nazionali in materia di crimini internazionali.

Claudia Pividori è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’Università degli Studi di Padova, dove collabora con il Centro di Ateneo per i Diritti Umani. Dottore di ricerca in Ordine internazionale e diritti umani, Sapienza Università di Roma.

SOMMARIO

Premessa

CAPITOLO I - PRINCIPIO DI COMPLEMENTARITÀ E ADATTAMENTO

1. Diritto sostanziale e crimini statutari

2. Il principio di complementarità e il processo di adattamento

3. Sull’esistenza di un obbligo di adattamento alla parte di diritto sostanziale dello Statuto di Roma

 

CAPITOLO II - ADATTAMENTO E AMMISSIBILITÀ

1. Introduzione

2. I parametri di ammissibilità (art. 17 dello Statuto di Roma)

2.1. Difetto di volontà (unwillingness)
2.2. Difetto di capacità (inability)
2.3 Ne bis in idem

3. Prassi della Corte penale internazionale riconducibile al tema dell’adattamento

3.1 Il significato del termine “caso”
3.2 La situazione in Repubblica Democratica del Congo
3.3 La situazione nella Repubblica Centrafricana
3.4 La situazione in Uganda
3.5 La situazione del Kenya
3.6 La situazione in Costa d’Avorio
3.7 La situazione in Libia

4. Conclusioni

 

CAPITOLO III - PER UNA CONCEZIONE PLURALISTA DEL DIRITTO INTERNAZIONALE PENALE

1. Introduzione

2. Il fenomeno della frammentazione e il diritto internazionale penale

3. Il diritto internazionale penale tra uniformità e pluralismo

4. Il diritto internazionale penale come processo di armonizzazione

5. Double complementarity

 

CAPITOLO IV - LA PRASSI DEGLI STATI IN MATERIA DI ADATTAMENTO

1. Introduzione

2. Modalità per la repressione penale dei crimini internazionali previsti dallo Statuto di Roma

2.1 Modello crimini ordinari
2.1.1. L’ordinamento italiano e i crimini di competenza della Corte penale internazionale
2.2 Repressione mediante una norma autonoma di diritto interno (modello riformulazione)
2.3. Repressione mediante rinvio

3. Modelli di adattamento sostanziale

4. Adattamento alle disposizioni dello Statuto di Roma in materia di crimini di contro l’umanità

4.1. Elemento contestuale - Chapeau
4.2. Atti qualificabili come crimini contro l’umanità
Art. 7(1)(a) Omicidio
Art. 7(1)(b) Sterminio
Art. 7(1)(c) Riduzione in schiavitù
Art. 7(1)(d) Deportazione o trasferimento forzato della popolazione
Art. 7(1)(e) Prigionia o altre gravi forme di privazione della libertà personale in violazione di norme fondamentali di diritto internazionale
Art. 7(1)(f) Tortura
Art. 7(1)(g) Stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata o qualunque altra forma di violenza sessuale di analoga gravità
Art. 7(1)(h) Persecuzione
Art. 7(1)(i) Sparizione forzata
Art. 7(1)(j) Apartheid
Art. 7(1)(k) Altri atti inumani di analogo carattere diretti a causare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi danni all’integrità fisica o alla salute fisica o mentale

5. Conclusioni

CONCLUSIONI GENERALI

Bibliografia
Tavola dei casi
Tabella 1 - Prospetto adeguamento crimini contro l’umanità
Tabella 2 - Prospetto adeguamento crimini afferenti alla sfera sessuale e riproduttiva
Elenco normative nazionali

Aggiornato il

30/05/2016

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