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The Human Right to Peace Is Putting the Sincerity of the Peace-loving States to the Test

Antonio Papisca (2013)

Contenuto in:

Pace diritti umani - Peace Human Rights, 2-3/2013

Tipologia pubblicazione

: Articolo / Saggio

Pagine

: 133-145

Lingua

: EN

Contenuto

Il diritto umano alla pace mette alla prova la sincerità degli Stati «amanti della pace»

L’autore parte dall’assunto che, nonostante la provvisorietà del testo di Dichiarazione in discussione al Consiglio Diritti Umani, disponiamo di tutti gli elementi per dire che l’operazione in corso è di altissimo rilievo politico, oltre che giuridico-formale. Il documento rappresenta il tentativo di ricapitolare, attorno al valore sommo della pace positiva, i traguardi finora raggiunti lungo il cammino della civiltà del diritto: dal riconoscimento dei diritti fondamentali della persona all’elaborazione di strategie di forte ascendenza etica quali la sicurezza umana e lo sviluppo umano. L’autore sottolinea inoltre l’importanza che, come fa il documento, ci si riferisca alla pace come un diritto che è individuale e collettivo allo stesso tempo. Nonostante che la vox populi riconosca la pace come diritto fondamentale, la sua formale inclusione nel diritto internazionale continua a incontrare forte opposizione da parte di numerosi Stati, a cominciare dagli Stati Uniti d’America. L’autore offre argomenti che disvelano ora l’intrinseca inconsistenza delle obiezioni ora la loro palese, pregiudiziale radice ideologica. Vero è, argomenta l’autore, che quanti si oppongono alla pace come diritto umano non accettano il modello di ordine mondiale che il riconoscimento del diritto obbliga ad attuare, modello il cui DNA è nella Carta delle Nazioni Unite. Il diritto umano alla pace rende visibili e imperativi i corrispettivi doveri degli Stati, a partire dalla cancellazione dello ius ad bellum – attributo forte della sovranità statuale –, dal disarmo reale e dalla piena applicazione della Carta delle Nazioni Unite. L’autore prevede che, per facilitare l’adozione del testo di Dichiarazione, occorrerà trovare un compromesso che collochi il diritto alla pace dentro il più ampio alveo della cultura della pace, secondo la strategia sviluppata dall’UNESCO e dalla stessa ONU, rendendo ancor più esplicito il fondamento di questa sul paradigma dei diritti umani a cominciare dal diritto alla vita e, allo stesso tempo, mantenendo l’approccio «ordine mondiale» con puntuale riferimento a quanto proclama l’art. 28 della Dichiarazione universale.

Aggiornato il

17/07/2014

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