Il Centro diritti umani
DatabaseL’Archivio Regionale Pace Diritti Umani - Peace Human Rights è lo strumento inteso ad assicurare il collegamento costante tra il Centro interdipartimentale sui diritti della persona e dei popoli dell’Università di Padova, la Regione del Veneto e i soggetti più immediatamente interessati alla promozione e alla pratica della cultura della pace: associazioni di volontariato, organizzazioni non governative, enti locali, scuole, centri culturali, istituzioni religiose, partiti, sindacati.
Perché il titolo “Pace Diritti Umani - Peace Human Rights”?
La risposta è
nell’articolo 1 della LR n. 55/1999:
1. La Regione del Veneto, riconosce la pace e lo sviluppo quali diritti fondamentali della persona e dei popoli, in coerenza con i principi della Costituzione italiana e del diritto internazionale che sanciscono la promozione dei diritti dell’uomo e dei popoli, delle libertà democratiche e della cooperazione internazionale.
2. Per le finalità di cui al comma 1 la Regione promuove i diritti umani, la cultura di pace e la cooperazione allo sviluppo, mediante iniziative culturali e di informazione, di ricerca, di educazione, di cooperazione decentrata e di aiuto umanitario. (…)
Questo solenne riconoscimento è in perfetta consonanza con i pertinenti articoli della Costituzione della Repubblica Italiana e con l’articolo 28 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, il quale recita:
Ogni individuo ha diritto a un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.
Opus Iustitiae Pax, pace nella giustizia: è la definizione di pace positiva, intesa come quell’insieme di iniziative, istituzioni, norme e politiche che contribuiscono a costruire uno stabile ordine di fertile convivenza umana lungo un percorso di continuità che va dal quartiere e dalla città fino all’Unione Europea, all’ONU e al mondo.
La pace, come proclamano la legge regionale del Veneto prima citata e analoghe leggi di altre regioni italiane, è un diritto fondamentale della persona e dei popoli. La cultura della pace è la cultura dei diritti umani: educare alla pace significa quindi educare a rispettare i diritti fondamentali della persona in sede locale, nazionale e internazionale e a partecipare attivamente alla vita sociale e politica, avendo come bussola di riferimento il Codice internazionale dei diritti umani, il cui fondamento sta nell’art. 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani che proclama:
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
L’Archivio, in quanto strumento educativo, è stato concepito e articolato partendo da questi assunti. Esso è, naturalmente, uno strumento “aperto”, i suoi fruitori sono anche coloro che lo alimentano fornendo, in via continuativa, informazioni e suggerimenti.
Il mandato dell’Archivio Regionale Pace Diritti Umani - Peace Human Rights è definito nell’articolo 2 della vigente LR n. 55/1999, il cui testo recita:
1. La Regione promuove e sostiene:
c) l’Archivio già istituito con legge regionale 30 marzo 1988, n. 18, in collaborazione con il Centro sui diritti della persona e dei popoli dell’Università di Padova, sulla base di apposita convenzione con il compito di curare:
- la raccolta, sistematizzazione, diffusione di studi, ricerche, pubblicazioni, audiovisivi, documenti prodotti in sede regionale, nazionale e internazionale, anche in collegamento con altre banche dati, riguardanti i settori della promozione e protezione dei diritti umani, della cultura della pace, diritti umani e democrazia della cooperazione allo sviluppo e della solidarietà internazionale;
- il censimento delle associazioni e organizzazioni non governative nonché dei soggetti pubblici e privati presenti nel territorio regionale, operanti nel campo dei diritti umani, della cultura della pace, della cooperazione allo sviluppo e della solidarietà internazionale;
- il libero accesso di associazioni e singoli cittadini alla consultazione dei materiali multimediali;
(…).
6/10/2009