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Regione Calabria

Dallo Statuto:

Articolo 2 (Principi e finalità):

1.La Regione concorre a dare attuazione ai princìpi costituzionali sui quali si fonda la Repubblica italiana, una e indivisibile, informando il proprio ordinamento ai princìpi di libertà, democrazia, eguaglianza, giustizia, solidarietà, sussidiarietà, pari dignità sociale, pace e non violenza.
2.La Regione ispira in particolare la sua azione al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
a) l'effettiva tutela e il pieno esercizio, per tutti, di diritti e interessi riconosciuti dalla Costituzione, operando per il superamento degli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana;
b) il riconoscimento dei diritti delle fasce più deboli della popolazione mediante il superamento delle cause che ne determinano la disuguaglianza e il disagio;
c) il sostegno della famiglia, orientando a tal fine le politiche sociali, economiche e finanziarie e di organizzazione dei servizi;
d) la rimozione di ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, economica e culturale, nonché la promozione della parità di accesso tra gli uomini e le donne alle cariche elettive;
d bis) la realizzazione di condizioni sociali, culturali ed economiche per il più efficace contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso e il più ampio sostegno alle vittime della criminalità organizzata (Lettera aggiunta dall'art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3);
e) l’attuazione del principio di sussidiarietà, conferendo ai Comuni, alle Province e alle Città metropolitane tutte le funzioni e i compiti che non attengono ad esigenze unitarie per la collettività ed il territorio regionale, incentivando l’esercizio associato delle funzioni sulla base dei criteri di differenziazione, adeguatezza e prossimità, nonché promuovendo e valorizzando l’autonoma iniziativa delle formazioni sociali, delle autonomie funzionali e dei cittadini singoli o associati per lo svolgimento delle attività di interesse generale, di soddisfacimento dei diritti e di realizzazione della solidarietà sociale;
f) il riconoscimento delle formazioni sociali, culturali, economiche e politiche nelle quali si esprime la personalità umana, promuovendo il libero svolgimento delle loro funzioni ed attività;
g) la promozione di un sistema di istruzione e formazione volto ad assicurare maggiori opportunità personali di crescita culturale, sociale e civile;
h) il pieno rispetto dei diritti naturali ed inviolabili della persona, promuovendo l'effettivo riconoscimento dei diritti sociali ed economici per gli immigrati, i profughi, i rifugiati e gli apolidi, al fine di assicurare il loro pieno inserimento nella comunità regionale (Lettera sostituita dall'art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3);
i) la piena occupazione, promuovendo le condizioni che rendono effettivi il diritto al lavoro e la libertà di iniziativa economica;
l) la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi, anche favorendo l’associazionismo e le attività di volontariato, volto a garantire i diritti alla sicurezza sociale, allo studio, alla salute dei cittadini, con specifica attenzione alle persone che vivono situazioni di disagio, operando per assicurare in ogni comunità del territorio regionale livelli essenziali di servizi;
m) la partecipazione popolare e delle autonomie locali alle funzioni legislativa ed amministrativa, nonché al controllo dell'azione dei poteri pubblici;
n) la programmazione e la concertazione dell'attività economica per indirizzarla e coordinarla ad uno sviluppo sostenibile della Regione, promuovendo le iniziative e i raccordi opportuni con gli organi della programmazione dello Stato e dell’Unione Europea;
o) la valorizzazione delle risorse economiche e produttive di ciascuna area del territorio regionale, tesa al superamento delle disuguaglianze derivanti da squilibri territoriali e settoriali della Regione;
p) la tutela e la valorizzazione delle minoranze etniche, linguistiche e religiose presenti in Calabria, con particolare riguardo alle popolazioni di origine albanese, grecanica, occitanica e rom;
q) il legame con i calabresi emigrati nel mondo;
r) la protezione dell'ambiente, la salvaguardia dell'assetto del territorio e del paesaggio e la valorizzazione della loro vocazione, nell'ambito e per lo sviluppo delle iniziative assunte in sede nazionale, europea ed internazionale (Lettera sostituita dall'art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3);
s) la salvaguardia del patrimonio artistico, culturale e naturale della Regione e la valorizzazione delle tradizioni popolari delle comunità calabresi, anche curando l’identità culturale della Calabria in Italia e all’estero;
t) la collaborazione ed il raccordo con le altre Regioni italiane, particolarmente con quelle finitime e del Mezzogiorno, o con enti territoriali di altri Stati;
u) la valorizzazione e la disciplina del sistema locale delle comunicazioni, al fine di garantirne il pluralismo e la concorrenza;
v) la tutela del patrimonio faunistico e floristico regionale, il rispetto ed il riconoscimento dei diritti degli animali, promuovendone la cura e la presenza nel proprio territorio per l’affermazione del principio di una corretta convivenza con l’uomo.

Normativa regionale in materia di diritti umani

Legge regionale del 10 gennaio 2007, n. 4
Cooperazione e relazioni internazionali della Regione Calabria

Infrastruttura regionale in materia di diritti umani

Commissione regionale per l’uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità tra uomo e donna
Istituita dall’art. 7 della legge n. 4/1987. La Presidentessa è Cinzia Nava.

Difensore civico regionale
Istituito con legge regionale 16 gennaio 1985, n. 4
Il Garante non è mai stato nominato.

Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
Istituito con legge regionale 12 novembre 2004, n.28
Dal 2016 la carica di Garante è ricoperta da Antonio Giuseppe Marziale.

Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale
Istituito con legge regionale 29 gennaio 2018, n.1
La carica è vacante.

Osservatorio regionale per i minori
Istituito con legge regionale 1 febbraio 2017, n. 2.
L’Osservatorio svolge funzioni di analisi, studio e ricerca sulle principali problematiche inerenti i minori, contribuendo a fornire orientamenti e proposte operative alla Giunta regionale in ordine alle aree di competenza relative alla povertà minorile economica e culturale, all’integrazione, alla genitorialità e ai servizi educativi. Entro il 31 dicembre di ogni anno, l’organismo deve presentare al Consiglio regionale una relazione dettagliata sui dati acquisiti, sull’attività svolta, sulle osservazioni e proposte elaborate.

Osservatorio regionale sulla violenza di genere
Istituito con legge regionale 23 novembre 2016, n. 38. L’Osservatorio si è insediato il 9 maggio 2018.
L’Osservatorio predispone entro il mese di ottobre di ogni anno il programma di attività da svolgere nell’anno successivo. Svolge azioni di monitoraggio sulla violenza di genere, attraverso la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati forniti dai Centri antiviolenza, dalle Aziende Sanitarie Provinciali, dai servizi territoriali e da altri soggetti, al fine di realizzare una sinergia tra tutti gli attori coinvolti per sviluppare la conoscenza delle problematiche relative alla violenza stessa e di armonizzare le varie metodologie di intervento adottate nel territorio.
L’Osservatorio, entro il 31 marzo di ogni anno, invia al Presidente del Consiglio una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente.

Risorse

Aggiornato il

23/8/2018

regione del veneto
pace diritti umani