A A+ A++

Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, immagine panoramica
© Council of Europe

Assemblea Parlamentare

Questa scheda presenta la composizione, il funzionamento e i principali temi affrontati dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. I paragrafi finali affrontano brevemente il dialogo tra questa istituzione e l'Italia.

Autore: Pietro de Perini, MA in Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace, Università di Padova / Ph.D Candidate, City University, London

L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE) è composta da 318 rappresentanti (e da altrettanti supplenti) nominati dai Parlamenti nazionali dei 47 Paesi contraenti, tra i propri membri eletti a livello nazionale. Partecipano ai lavori dell'Assemblea Parlamentare, in qualità di osservatori, i rappresentanti di Canada, Israele e Messico. Inoltre, in virtù dello status di “partner per la democrazia”, lanciato dalla PACE nel 2009 per favorire la cooperazione istituzionale con i Parlamenti dei Paesi non membri nelle regioni limitrofe, l'Assemblea collabora con le rappresentanze parlamentari di Marocco e Palestina.

Il numero di rappresentanti varia secondo la densità di popolazione e le dimensioni di ciascun Paese da 2 a 18. Ad esempio, dal Parlamento italiano provengono 18 rappresentanti (e altrettanti membri supplenti). Il Presidente della PACE per il biennio 2013-2014 è Jean-Claude Mignon (Francia).

L'Assemblea si riunisce in sessione plenaria quattro volte l'anno per considerare questioni attuali e domandare ai Governi europei di intraprendere specifiche iniziative e fare rapporto alla stessa sulla loro implementazione. Nel periodo più recente i temi sui quale la PACE ha concentrato la propria attenzione sono: la protezione e la promozione dei diritti umani e della democrazia, il monitoraggio degli impegni e degli obblighi degli Stati membri, la lotta al terrorismo nel rispetto dei diritti umani, crisi regionali e la situazione di rifugiati e migranti, dialogo interculturale e interreligioso e coesione sociale. In particolare, a seguito dell'ondata di sollevazioni che ha caratterizzato la sponda meridionale del Mar Mediterraneo a partire dal 2011 (la cosiddetta “Primavera Araba”), l'Assemblea Parlamentare ha dedicato particolare attenzione alla modalità secondo cui i Paesi europei, in particolare quelli rivieraschi (tra cui l'Italia), hanno gestito l'emergenza dovuta allo straordinario afflusso di fenomeni migratori. Significativo è il rapporto “Lives lost in the Mediterranean Sea: who is responsible?”, presentato dalla parlamentare olandese Tineke Strik nell'aprile del 2012 in cui vengono indagate cause e responsabilità della morte di oltre 1500 persone che nel corso del 2011 hanno cercato di attraversare il Mediterraneo verso l'Europa.

L'Assemblea parlamentare ha funzioni consultive in relazione a tutte le convenzioni internazionali elaborate nell'ambito del Consiglio d'Europa. Inoltre elegge i giudici della Corte europea dei diritti umani, il Commissario per i diritti umani, il Segretario generale dell'Organizzazione e il suo vice. Può anche organizzare missioni di osservazione elettorale in Paesi terzi.

Il lavoro della PACE è preparato da dieci commissioni e da un bureau che comprende il Presidente dell'Assemblea e i suoi venti vice Presidenti, i Presidenti delle dieci commissioni e dei cinque gruppi partitici in cui sono suddivisi i suoi rappresentanti.

Tra le commissioni, la cui denominazione può cambiare nel corso degli anni, si segnalano le seguenti: Commissione affari politici e democrazia; Commissione affari legali e diritti umani; Commissione affari sociali, salute e sviluppo sostenibile; Commissione migrazioni, rifugiati e sfollati; Commissione cultura, scienza educazione e media; Commissione eguaglianza e non discriminazione; Commissione per il regolamento interno, l'immunità e gli affari istituzionali; Commissione per il rispetto degli obblighi e degli impegni degli Stati membri del Consiglio d'Europa.

L'Assemblea produce tre tipologie di documenti: le raccomandazioni, che vengono indirizzate al Comitato dei Ministri; le risoluzioni, che esprimono il punto di vista della PACE su tematiche specifiche; e i pareri, che si riferiscono a questioni quali, ad esempio, le richieste di adesione al Consiglio d'Europa e le bozze di strumenti giuridici o altri documenti presentati dal Comitato dei Ministri.

Tra i documenti di lavoro si segnalano: le mozioni, le dichiarazioni scritte, le domande (orali o scritte) al Comitato dei ministri o ad altri organismi (ad esempio alla Venice Commission) e i rapporti presentati alle diverse Commissioni. Questi ultimi sono generalmente preparati da un relatore (rapporteur) nominato dalla Commissione competente per materia e sono divisi in tre parti: un memorandum esplicativo, una bozza di risoluzione operativa e una bozza di raccomandazione.

L'Assemblea Parlamentare e l'Italia

Come già menzionato, la PACE è composta da 18 membri provenienti dal Parlamento italiano e altrettanti supplenti. Luigi Vitali (Popolo delle Libertà) è il Presidente della delegazione parlamentare italiana e uno dei venti vice-presidenti dell'Assemblea. Gli altri membri sono suddivisi nelle varie commissioni. Alcuni parlamentari italiani, in particolare Pietro Marcenaro (Presidente della Commissione Affari politici e democrazia) e Luca Volonté (attualmente Presidente della Commissione sul regolamento) sono molto attivi in qualità di rapporteur e nell'ambito delle missioni di osservazione elettorale predisposte dall'Assemblea. Un elenco di membri e supplenti della delegazione italiana è fornito nello spillo "Gli italiani negli organismi del Consiglio d'Europa"

Generalmente, l'attività della PACE ha carattere regionale su temi riguardanti l'intera Organizzazione e non il comportamento dei singoli Stati. Tuttavia, può avvenire che i documenti da essa adottati abbiano riferimento al comportamento di un Paese o di un gruppo di Paesi su situazioni specifiche. In quest'ambito, l'Italia è stata recentemente menzionata in alcuni documenti dall'Assemblea e nei rapporti delle sue commissioni, in particolare con riferimento alle modalità di trattamento degli appartenenti alle comunità rom e sinti e alla gestione dei flussi migratori, specialmente con riferimento all'aumento di tali flussi a seguito della “Primavera Araba” e della guerra civile in Libia.

Nel corso della sua prima sessione plenaria del 2010 (25-29 gennaio), la PACE ha eletto Guido Raimondi come giudice alla Corte europea dei diritti umani, in sostituzione del precedente membro, Gustavo Zagrebelski.

Aggiornato il

28/11/2012

regione del veneto
pace diritti umani