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Foto di una ricercatrice che lavora in un laboratorio di un centro per la ricerca genetica.
© UNESCO/Niamh Burke

Bioetica

Una tematica particolarmente sentita e delicata è quella della Bioetica, a causa dei vorticosi cambiamenti in ambito scientifico che hanno sollevato discussioni e contrapposizioni di tipo etico particolarmente significative. L’UNESCO ha affrontato il problema da diversi punti di vista, producendo anche importanti strumenti normativi di riferimento. Di notevole rilevanza anche i diversi, specifici Comitati nati come risposta alla urgenze etiche e scientifiche sempre più pressanti.

Autore: Amelia Goffi

Fra le tematiche emergenti, l’UNESCO ha dato molto rilievo alla bioetica, in quanto problematica che necessita di riflessione e di scelte urgenti, logisticamente trattata dal Settore Scienze Umane e Sociali, Dipartimento Etica. Il richiamo è ai diritti fondamentali come paradigma di riferimento sia sul piano etico che normativo, dove la bioetica si configura come uno dei “diritti di quarta generazione”.

La bioetica è una disciplina recente, nata all’inizio degli anni settanta, quando, a causa dei vorticosi cambiamenti in ambito scientifico, si è iniziato a porsi domande di carattere morale rispetto all’evoluzione della scienza, della medicina in particolare, nel prossimo futuro. Si tratta di una tematica a carattere multidisciplinare, in quanto affronta aspetti che si riferiscono in primo luogo alla ricerca biologica e medica, ma anche relativi alla filosofia, al diritto e ad altre discipline.

È in questo contesto, che può essere considerato una svolta epocale, che sorge la necessità, pienamente avvertita dall’UNESCO, di confrontare in un pubblico dibattito i punti di vista di filosofi, giuristi, psicologi, medici, teologi, sociologi per cercare una risposta attendibile alla domanda fondamentale: che cosa è giusto fare e in che modo è lecito agire nell’esercizio della scienza?

In particolare è alla medicina che generalmente ci si riferisce con il termine di bioetica, anche se non mancano interpretazioni più generali: di conseguenza la domanda è rivolta principalmente all’evoluzione della scienza medica, dove il rischio che si è percepito è che l’uomo si trasformi da soggetto a oggetto della manipolazione, considerando la sperimentazione senza controllo fin nella più intima struttura della biologia. Si parla infatti di “seconda rivoluzione scientifica” che indica un’attività “positiva”, che incide in modo serio e anche pericoloso sulla natura stessa dell’uomo. Il rischio è la mancanza di considerazione della dignità umana, o il suo degrado.

L’UNESCO ha attivato varie modalità operative di risposta alle urgenze etiche e scientifiche sempre più pressanti:

• Per salvaguardare i principi di libertà e dignità personale contro i rischi di abusi della ricerca bio-medica, nel 1993, è stato istituito il Comitato Internazionale di Bioetica (IBC). Si tratta di un organo consultivo composto da 36 membri indipendenti, incaricati dal Direttore Generale, provenienti da diverse culture, scelti fra eminenti studiosi di varie discipline: medici, genetisti, farmacisti, avvocati, antropologi, filosofi e storici. Il programma è stato poi ampliato dall’UNESCO nel 1996, quando viene fondata la Commissione Mondiale sull’Etica della Conoscenza Scientifica e della Tecnologia (COMEST), che amplia l’ottica di riferimento rivolgendosi anche alle altre tematiche dell’etica applicata, come l’ambiente e la tecnologia.

• Nel 1998, poi, l'UNESCO ha istituito un Comitato intergovernativo di bioetica (IGBC), che riunisce i rappresentanti di 36 Stati membri, eletti dalla Conferenza Generale, con il compito di agire come ponte tra gli esperti indipendenti e i vari organismi governativi che si occupano di bioetica.

Strumenti

- Dichiarazione universale sul genoma umano e i diritti umani, proclamata nel 1997 dal Comitato Internazionale di Bioetica (IBC) durante la Conferenza Generale dell'UNESCO. Nel 1998, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ne ha adottato il testo, condannando la clonazione umana per fini riproduttivi. Da allora, molti paesi hanno recepito i principi enunciati in questa Dichiarazione nella loro legislazione nazionale.

- Dichiarazione internazionale sui dati genetici umani, del 2003. L'obiettivo specifico era quello di garantire il rispetto della dignità, dei diritti e delle libertà degli individui ma anche "la raccolta, il trattamento, l'uso e la conservazione" dei dati genetici ottenuti da sangue, pelle, ossa, ecc. La dichiarazione afferma che "l'identità della persona non sarà ridotta a caratteristiche genetiche ".

- Dichiarazione Universale sulla bioetica e i diritti umani, adottata nel 2005 durante la 33ma Conferenza generale. Si tratta di una Dichiarazione di grandissima importanza che collega i principi e le scelte della bioetica con i diritti umani. Questo per una precisa ed espressa volontà di fondare il documento sul rispetto della dignità umana. Significativo il Preambolo che richiama le fonti generali e specifiche del diritto internazionale dei diritti umani, a partire dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, ma anche l’art.2 riguardante gli scopi: “[…] (iii) promuovere il rispetto della dignità umana e proteggere i diritti umani, garantendo il rispetto della vita degli esseri umani e delle libertà fondamentali, in conformità con la legge internazionale sui diritti umani” e l’art. 3 riguardante i principi: ″Dignità umana e Diritti Umani

(a) La dignità umana, i diritti umani e le libertà fondamentali devono essere pienamente rispettate.
(b) Gli interessi e il benessere dell’individuo dovrebbero prevalere sull’interesse esclusivo della scienza o della società.″
Il riferimento alla dignità umana invita gli scienziati a coniugare insieme ragione, coscienza e libertà, per sé e per gli altri, in modo da esprimere al massimo il valore fondativo del concetto di dignità.

Le questioni trattate nella Dichiarazione riguardano principalmente:

• il rispetto della vita umana, della sua vulnerabilità e dell’integrità personale;
• il problema del consenso informato e della protezione dei più vulnerabili;
• la responsabilità sociale rispetto alla salute;
• la protezione dell’ambiente e delle generazioni future
Il testo si pone come base per le politiche, le legislazioni e i codici etici degli Stati, pur non avendo carattere vincolante. In realtà, la dichiarazione non fornisce alcuna risposta definitiva alle grandi ed urgenti questioni sollevate dalla clonazione a fini terapeutici o di ricerca sulle cellule staminali, ma ne indica i principali nodi di discussione possibili.

Come supporto e collegamento con le strutture decentrate, i Comitati di Bioetica sorti in molti stati membri dell’UNESCO, compresa l’Italia, è stato istituito l’ABC (Assisting Bioethics Committees) con il compito di essere organo intermediario per l’attuazione degli strumenti normativi adottati.

L’ABC è un organismo essenziale dell’UNESCO per rafforzare la capacity building in materia di etica della scienza e della tecnologia.

Ricordiamo inoltre il Global Ethics Observatory (GEObs) che raccoglie sistematicamente dati relativi all’applicazione etica della scienza, come l’etica ambientale, l’etica della scienza e l’etica della tecnologia.

Parole chiave

ricerca Bioetica UNESCO

Aggiornato il

20/10/2009

regione del veneto
pace diritti umani