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Immagine dell'Unesco di un Fiore colorato formato dalle sagome di molte persone per rappresentare la diversità culturale.
© UNESCO/Azadeh Ramezani Tabrizi

Comitato consultivo della Convenzione-quadro sulla protezione delle minoranze nazionali

Questa scheda presenta il sistema di monitoraggio della Convenzione-quadro sulla protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d'Europa, ponendo particolare attenzioni alla composizione e alle funzioni del Comitato consultivo della Convenzione che svolge un ruolo centrale in questo sistema. Gli ultimi paragrafi illustrano lo statto di monitoraggio della Convenzione-quadro con riferimento all'Italia.

Autore: Pietro de Perini, MA in Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace, Università di Padova / Ph.D Candidate, City University, London

Il Comitato consultivo è un organismo di esperti indipendenti istituito ai sensi dell’art. 26 della Convenzione-quadro sulla protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d’Europa. La sua funzione è quella di assistere il Comitato dei Ministri nel valutare l'applicazione della Convenzione-quadro da parte degli Stati che la hanno ratificata. Tale valutazione viene espressa in un parere dettagliato che serve come base al Comitato dei Ministri nella preparazione di una risoluzione conclusiva sul Paese interessato.

La Convenzione-quadro per la protezione delle minoranza nazionali è stata aperta alle firme il 1° febbraio del 1995 ed è entrata in vigore il 1° febbraio 1998. Attualmente sono 39 i Paesi che la hanno ratificata. Quattro Paesi, Andorra, Principato di Monaco, Francia e Turchia non hanno né firmato né ratificato tale strumento giuridico.

La procedura di monitoraggio della Convenzione-quadro è composta da quattro fasi:

  1. lo Stato parte presenta un rapporto sull'implementazione della Convenzione entro un anno dall’entrata in vigore della stessa a cui seguono una serie di rapporti addizionali periodici ogni cinque anni. La redazione di questi rapporti spesso include un processo di consultazione con le minoranze e le organizzazioni non governative che sono incoraggiate a presentare relazioni o informazioni alternative;
  2. il rapporto presentato dal Governo del Paese interessato è immediatamente reso pubblico dal Consiglio d’Europa ed è esaminato dal Comitato consultivo che ha sviluppato negli anni anche una prassi di visite nei Paesi interessati;
  3. a seguito di tale esame, il Comitato consultivo adotta un parere che è trasmesso allo Stato interessato e al Comitato dei Ministri. Il parere è reso pubblico quattro mesi dopo essere stato trasmesso. In questo lasso di tempo, gli Stati hanno l’opportunità di presentare le proprie osservazioni con riferimento alle raccomandazioni contenute nel parere;
  4. il Comitato dei Ministri adotta quindi una risoluzione che contiene le proprie conclusioni (tenendo in considerazione il rapporto iniziale del Governo, il parere del Comitato consultivo e le osservazioni delle autorità del Paese interessato in risposta ad esso), nonchè una serie di raccomandazioni relative all'implementazione, nello Stato coinvolto, della Convenzione-quadro.

Incontri di follow-up sono generalmente organizzati dal Comitato consultivo allo scopo di portare assieme tutti gli attori – governativi e non governativi – interessati all’implementazione della Convenzione ed esaminare modalità per mettere in pratica i risultati della procedura di monitoraggio.

Il Comitato consultivo e l'Italia

L’Italia ha ratificato la Convenzione-quadro nel 1998 ed ha, fino ad oggi, portato a termine tre cicli di monitoraggio.

Ha preso parte al primo ciclo di monitoraggio, presentando il suo rapporto (ACFC/SR(1999)007) il 14 settembre 1999; il parere del Comitato consultivo (ACFC/INF/OP/I(2002)007) a riguardo è stato adottato il 14 settembre 2001, mentre la risoluzione conclusiva del Comitato dei Ministri (ResCMN(2002)10) il 3 luglio 2002.

Il secondo ciclo di monitoraggio si è aperto con la presentazione del rapporto da parte delle autorità italiane (ACFC/SR/II(2004)006) in data 14 maggio 2004; il relativo parere (ACFC/INF/OP/II(2005)003) risale al 24 febbraio 2005 e la conseguente risoluzione del CM (ResCMN(2006)5) al 14 giugno 2006.

Il terzo ciclo, si è aperto con la presentazione del rapporto del Governo italiano (ACFC/SR/III(2009)011) il 21 dicembre 2009 e si è concluso nel 2012: il parere del Comitato consultivo è stato adottato il 15 ottobre 2010, mentre la risoluzione conclusiva del Comitato dei Ministri risale al 4 luglio 2012.

Aggiornato il

28/11/2012

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pace diritti umani