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Comitato dei Ministri

Questa scheda presenta la composizione e le funzioni del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa nonchè il suo ruolo in riferimento ad altri organismi e meccanismi dell'Organizzazione. Il paragrafo finale affronta brevemente il dialogo tra questa istituzione e l'Italia.

Autore: Pietro de Perini, MA in Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace, Università di Padova / Ph.D Candidate, City University, London

Il Comitato dei Ministri (CM) è l'organo esecutivo del Consiglio d'Europa. Si compone dei Ministri degli esteri dei 47 Paesi membri dell'organizzazione oppure dei loro rappresentanti permanenti a Strasburgo. Il Comitato agisce sia come organismo intergovernativo, nel quale vengono discussi su un piano di parità gli approcci nazionali ai problemi della società europea, sia come forum collettivo nel quale si formulano risposte a livello regionale alle sfide e ai problemi discussi nella medesima sede. Assieme all'Assemblea parlamentare è guardiano dei valori fondamentali del Consiglio d'Europa e monitora la conformità degli Stati membri ai loro impegni. Il Comitato si riunisce due volte l'anno a livello ministeriale e una volta alla settimana a livello di rappresentanti permanenti.

Il CM svolge diverse funzioni e dialoga con gli altri organi e meccanismi del Consiglio d'Europa. In particolare, ai sensi dell'Art. 15,a dello Statuto dell'Organizzazione (Trattato di Londra), è invitato a considerare le azioni necessarie per favorire gli obiettivi del Consiglio d'Europa, anche attraverso l'adozione di accordi e convenzioni. Inoltre, il Comitato può adottare raccomandazioni non vincolanti nei confronti degli Stati membri sia su questioni per le quali il CM ha concordato una politica comune sia – in conformità al proprio ruolo nell'implementazione della Carta sociale europea (art. 29 della Carta Sociale Europea) – allo scopo di richiedere a taluni Stati di adattare il diritto interno e le politiche pubbliche alle disposizioni contenute nella Carta. In questo contesto, l'azione del CM è preparata da un comitato governativo che comprende i rappresentanti dei Governi degli Stati parte della Carta sociale europea, assistiti da osservatori che rappresentano organizzazioni regionali di datori di lavoro e i sindacati europei.

Il Comitato, inoltre, ha la responsabilità finale nel monitoraggio della Convenzione-quadro sulla protezione delle minoranze nazionali (art. 26 della Convenzione-quadro). A tal riguardo adotta risoluzioni specifiche per Paese basate sui pareri del Comitato consultivo sulla Convenzione-quadro.

Per quanto riguarda, invece, il proprio ruolo in relazione alla Corte europea dei diritti umani, il Comitato ha essenzialmente la funzione di supervisionare l'esecuzione delle sentenze della Corte di Strasburgo, assicurandosi che gli Stati membri agiscano in conformità con i giudizi espressi dalla stessa. Il Comitato pone termine a ciascun caso adottando una risoluzione conclusiva. Inoltre, può adire la Corte affinché essa si pronunci su questioni relative a difficoltà d’interpretazione delle sentenze e, se ritiene che uno Stato si rifiuti di conformarsi a una sentenza definitiva, può deferire alla Corte la questione. Infine, ai sensi dell'art. 47 della CEDU, il CM può chiedere alla Corte un parere consultivo su questioni giuridiche relative all'interpretazione della Convenzione o dei suoi Protocolli.

Il Comitato dei Ministri e l'Italia

Come visto, le risoluzioni e raccomandazioni adottate dal CM hanno per lo più carattere complementare e conclusivo con riferimento a documenti, raccomandazioni e pareri preparati da altri organismi e istituzioni del Consiglio d'Europa. Con riferimento agli anni più recenti si segnalano, a titolo indicativo, i seguenti documenti relativi all'Italia: nel 2010, il CM ha adottato la risoluzione conclusiva relativa all'ultima decisione presa dal Comitato europeo dei diritti sociali sull'Italia (ricorso COHRE c Italia); nel corso del 2011, ha adottato 8 risoluzioni conclusive sullo stato di esecuzione della sentenze della CtEDU da parte dell’Italia e 2 decisioni con riferimento ad un numero di casi decisi precedentemente dalla Corte di Strasburgo; nel 2012, ha adottato la propria risoluzione conclusiva relativa al terzo ciclo di monitoraggio dell'Italia relativamente alla Convenzione-quadro sulla protezione delle minoranze nazionali.

Aggiornato il

28/11/2012

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