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© OSA - Organizzazione degli Stati Americani

La promozione e protezione dei diritti umani nel sistema interamericano dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS)

L'Organizzazione degli Stati Americani (OSA) ha predisposto, fin dalla data della sua istituzione, degli strumenti giuridici internazionali sui diritti umani, nonchè Istituzioni per la loro salvaguardia e il loro monitoraggio. Nel 1948, è stata adottata la Dichiarazione americana dei diritti e dei doveri dell'uomo, e successivamente, nel 1959, è stata istituita la Commissione interamericana dei diritti umani. Nel 1969 è stata inoltre adottata la Convenzione americana sui diritti umani, che prevede l'istituzione della Corte interamericana dei diritti umani, strumento di centrale importanza per la protezione dei diritti fondamentali nel continente americano.

Autore: Federica Napolitano, E.MA's graduate

L'Organizzazione degli Stati Americani (OSA) è stata istituita nell'aprile del 1948 con la firma della sua Carta costitutiva (la Carta dell'OSA, appunto) a Bogotá, Colombia, che è entrata in vigore nel dicembre 1951. Ad oggi gli Stati membri dell'Organizzazione sono 35. Altri 67 Stati e l'Unione Europea godono dello status di osservatore permanente.

L'OSA affonda le sue radici storiche già nel 1800, secolo in cui iniziarono a concretizzarsi delle forme di scambio e cooperazione tra alcuni paesi dell'America Latina per lo più a fini commerciali. Con la Carta dell'OSA gli scopi dell'Organizzazione diventano molto più ampi, tra cui principalmente:

  • creare un ordine di pace e giustizia tra i paesi membri;
  • promuovere la solidarietà tra essi;
  • rafforzare la loro collaborazione;
  • difendere la loro sovranità,
  • la loro integrità territoriale e la loro indipendenza.

Nel perseguire concretamente i suoi obiettivi, l'OSA segue un approccio fondato su quattro pilastri: democrazia, diritti umani, sicurezza e sviluppo.

I diritti umani rappresentano per la Carta dell'OSA – così come per la Carta delle Nazioni Unite – uno dei principi fondamentali su cui si fonda l'Organizzazione. Gli Stati membri riconoscono "i diritti dell'essere umano, senza alcuna distinzione di razza, nazionalità, credo o sesso" (art. 3).

La Dichiarazione americana dei diritti e dei doveri dell'uomo e la Commissione

Congiuntamente alla Carta dell'OSA al meeting di Bogotà del 1948 venne adottata la Dichiarazione americana dei diritti e dei doveri dell'uomo che rappresenta il primo strumento giuridico internazionale di diritti umani di natura generale. Tuttavia, le condizioni storico-politiche non erano mature perché si adottasse uno strumento giuridico vincolante per gli Stati membri in tale materia. La Dichiarazione venne quindi adottata come strumento di soft law da utilizzare come linea guida per lo sviluppo del sistema e del diritto interamericano. È oggi opinione consolidata della Corte e della Commissione interamericana dei diritti umani che la Dichiarazione rappresenti una fonte di obblighi internazionali vincolanti per gli Stati membri dell'OSA.

Nel 1959 gli Stati membri dell'OSA, rappresentati dai rispettivi Ministri degli Esteri alla riunione di Santiago, diedero vita ad un organo specifico indipendente preposto alla promozione e alla protezione dei diritti umani, ovvero la Commissione interamericana con sede a Washington. La sua prima sessione si tenne nel 1961.

La Convenzione americana sui diritti umani e la Corte

Il 22 novembre 1969 è stata adottata la Convenzione americana sui diritti umani, conosciuta anche come Patto di San José di Costarica, strumento normativo vincolante per gli Stati membri dell'Organizzazione che hanno scelto di ratificarla. Il contenuto della Convenzione tiene conto degli sviluppi apportati dai due Patti internazionali, rispettivamente sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali del 1966 e si ispira largamente alla Convenzione europea dei diritti umani del 1950. Oltre ad elencare i diritti protetti, la Convenzione dà vita ad un fondamentale strumento di protezione dei diritti umani nel continente americano e cioè la Corte interamericana dei diritti umani con sede a San José, Costarica. La Corte è un organo giurisdizionale regionale indipendente alla stregua della Corte europea dei diritti umani che investiga e giudica su presunte violazioni dei diritti umani ai sensi della Convenzione interamericana e degli altri strumenti rilevanti.

Se, da un parte, la drammatica situazione di molti paesi americani, oppressi da regimi autoritari, rendeva forte l'esigenza di creare un meccanismo internazionale di tutela effettivo, dall'altra, proprio tali governi erano un ostacolo all'entrata in vigore di uno strumento vincolante e ad un meccanismo forte di protezione dei diritti umani. Per questo, la Convenzione americana entrò in vigore quasi un decennio dopo la sua adozione, nel luglio 1978, col compromesso che i paesi membri dell'OSA potessero scegliere volontariamente di ratificarla o meno, limitando così la giurisdizione della Corte. Solo quando la democrazia venne restaurata, gli Stati accettarono di ratificare la Convenzione. Ad oggi, solo 24 dei 35 Stati membri dell'OSA hanno ratificato la Convenzione. Tra gli Stati che hanno firmato, ma non ratificato la Convenzione ci sono gli Stati Uniti.

Strumenti specifici di protezione

All'adozione della Dichiarazione e della Convenzione americana dei diritti umani, entrambe di natura generale, è seguita l'adozione di altri strumenti normativi internazionali su materie specifiche quali, ad esempio: la pena di morte, i diritti delle donne, le sparizioni forzate, la tortura, i diritti dei bambini. La Commissione interamericana ha, inoltre, istituito nove Relatori speciali affidando loro delle missioni su alcuni temi specifici (tra i quali la libertà di espressione, i diritti delle donne, i diritti dei popoli indigeni, i diritti dei lavoratori migranti e le loro famiglie, i diritti dei bambini, ecc.) e un'Unità per i diritti economici, sociali e culturali.

Risorse

Aggiornato il

7/1/2016