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Una catena umana abbraccia le Dolomiti
© Fabio Vettori/Le Dolomiti abbracciano i Diritti Umani

Appello dalle Dolomiti che abbracciano i diritti umani: il diritto alla pace è un diritto fondamentale della persona e dei popoli

L’Appello, preparato dal Centro Diritti Umani e dalla Cattedra UNESCO Diritti Umani, Democrazia e Pace dell’Università di Padova, è stato lanciato il 13 settembre 2015 dalle Tre Cime di Lavaredo nel corso dell’evento “Le Dolomiti abbracciano i diritti umani”, organizzato da Amnesty International, Insieme Si Può Onlus e Art for Amnesty, in collaborazione con il Comune di Auronzo di Cadore e il Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti.

Nella terra nella quale un secolo fa si combatté la Grande Guerra, una catena umana di 6.000 persone e 12.000 mani ha stretto in un abbraccio simbolico i diritti umani “Per chiedere libertà, giustizia e pace. Ovunque, per chiunque”. L’iniziativa è finalizzata a ricordare al mondo l’importanza di schierarsi dalla parte delle popolazioni civili intrappolate nei conflitti, dei più deboli, dei dimenticati, delle vittime di tortura e discriminazione, di coloro che sono privati dei diritti umani fondamentali: il diritto alla protezione, alla libertà di espressione, il diritto al cibo, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto alla pace.

L’evento è stato l’occasione per lanciare il seguente appello a favore del riconoscimento internazionale del diritto fondamentale della persona e dei popoli alla pace:


“Da questi luoghi meravigliosi di cui nostra madre terra ci fa dono e l’UNESCO esalta quale patrimonio dell’umanità, leviamo alta la nostra voce di difensori dei diritti umani e la uniamo alla vox populi universale per denunciare che dove c’è guerra, oltre che violazione sistematica di tutti i diritti umani, c’è la morte degli stessi soggetti che ne sono titolari, e affermare che la pace è precondizione essenziale per il rispetto e la realizzazione di tutti i diritti umani di tutti.


Con questa convinzione ci rivolgiamo a coloro che hanno la responsabilità e il potere di fare avanzare il diritto internazionale, e conseguentemente la politica e l’economia, sulla via della fraternità e della solidarietà affinchè decidano senza indugio di riconoscere la pace quale diritto fondamentale della persona e dei popoli.


Deploriamo che il Gruppo di lavoro intergovernativo, istituito dal Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite col compito di mettere a punto una ‘Dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto alla pace’, abbia concluso nel luglio 2015 la terza sessione di lavori con un nulla di fatto a causa della pregiudiziale opposizione di alcuni stati, tra i quali anche quelli occidentali.


Denunciamo con forza questo vergognoso comportamento dei vertici governativi, insensibili al grido di dolore che si alza dalle moltitudini di coloro che fuggono dal flagello delle guerre, dei regimi oppressivi, dei fondamentalismi, della fame.

Denunciamo con forza il tentacolare commercio delle armi e la pervicace opposizione a disarmare: in questo criminale contesto si cela il rifiuto a riconoscere il diritto alla pace e ad assumere i correlati obblighi.


Non esitiamo a farci voce di “Noi, Popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, .... a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, ...” per chiedere agli stati membri del Consiglio Diritti Umani, all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, al nostro Governo e al nostro Parlamento, che si impegnino affinchè il Consiglio Diritti Umani approvi la Dichiarazione che riconosce il diritto umano alla pace.
Plaudiamo alle centinaia di Consigli di Comuni grandi e piccoli, e dei Consigli regionali che hanno adottato l’Ordine del giorno per il diritto alla pace e li invitiamo a far proprio questo rinnovato appello per la pace positiva e la legalità internazionale, tutti uniti nell’abbraccio di pace e fratellanza delle Dolomiti.


Che la bellezza di queste montagne disarmi cuori e arsenali!”


Auronzo, 13 settembre 2015

regione del veneto
pace diritti umani