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Una donna posa di fronte ad un graffito che rappresenta un Sole
© UN Photo/Martine Perret

Gender Mainstreaming and Women’s empowerment

Gender Mainstreaming

Nel 1997, il Consiglio economico e sociale delle Nazioni ha definito il concetto di gender mainstreaming come “il processo attraverso cui sono valutate tutte le implicazioni per le donne e per gli uomini di ogni azione progettata, in tutti i campi e a tutti i livelli, compresa l’attività legislativa, politica e di programmazione. Si tratta di una strategia volta a rendere le preoccupazioni e le esperienze sia delle donne sia degli uomini una dimensione integrale della progettazione, dell’attuazione, del monitoraggio e della valutazione delle politiche e dei programmi in tutte le sfere della politica, dell’economia e del sociale, cosicché donne e uomini ne possano trarre gli stessi vantaggi e non si perpetui la disuguaglianza. L’obiettivo è il raggiungimento della parità di genere” (ECOSOC, Agreed conclusions 1997/2, UN doc. A/52/3, Capitolo IV, par. 4).

Il mainstreaming di genere si focalizza sulle differenze sociali tra uomini e donne e riconosce le disparità esistenti tra questi due gruppi. Attraverso l’analisi del quotidiano, il gender mainstreaming mette in discussione il modo in cui avvengono i processi decisionali e cerca di dare voce alle diverse esigenze di uomini e donne, nell’intento specifico di raggiungere l’uguaglianza sostanziale. Ciò significa prendere in esame in maniera sistematica misure e politiche nonché i possibili effetti all’atto della loro definizione e attuazione (Commissione europea, COM(96) 67, 21 febbraio 1996). Sono tre i presupposti su cui si fondano le politiche di gender mainstreaming:

  • il carattere complesso e olistico degli individui nella loro dimensione pubblica e in quella privata;
  • un contesto democratico in cui donne e uomini possano prender parte liberamente alla vita politica e accedere all’arena decisionale;
  • equità e giustizia nell’allocazione delle risorse tra uomini e donne.

L’importanza della strategia di gender mainstreaming è stata affermata nella Quarta Conferenza mondiale sulle donne di Pechino (1995), dall’Assemblea Generale nel corso della sua 23° sessione speciale “Donne 2000. Uguaglianza di genere, sviluppo e pace per il 21° secolo” (Pechino +5, giugno 2000) e dall’ECOSOC nella Risoluzione 2004/4 del luglio 2004 e nella Risoluzione 2006/36 del luglio 2006.

Women’s empowerment

La Piattaforma d’azione adottata nella IV Conferenza mondiale sulle donne svoltasi a Pechino nel 1995 apre il primo paragrafo affermando che essa è “An agenda for women’s empowerment”. Il termine empowerment deriva dal verbo inglese to empower che in italiano significa “conferire o attribuire poteri”, “mettere in grado di”, “dare autorità”, “accrescere in potere”. Il concetto di empowerment, parola chiave per il movimento internazionale delle donne, è da ritenersi sia un obiettivo in sé, sia uno strumento funzionale al conseguimento di altri obiettivi. Con riferimento alla condizione della donna, il termine definisce un processo destinato a modificare le relazioni di potere nei diversi contesti del vivere sociale e personale, volto a fare in modo che le donne vengano ascoltate, che le loro esperienze e conoscenze siano riconosciute, che le loro aspirazioni, i loro bisogni, le loro opinioni e i loro obiettivi siano presi in considerazione e che possano partecipare ai processi decisionali in ambito politico, economico e sociale.

 

 

Aggiornato il

29/4/2015

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