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Residui di munizioni a grappolo esplose in un oliveto
© CMC/Simon Conway

La Coalizione contro le munizioni a grappolo - CMC

http://www.stopclustermunitions.org/

A partire soprattutto dalla guerra in Kosovo, è cresciuto un movimento di società civile contro l'utilizzo delle munizioni a grappolo. Questo movimento ha portato alla creazione, nel novembre 2003, della Coalizione Contro le Munizioni a grappolo (Cluster Munition Coalition – CMC) che raccoglie più di 90 distinte realtà associative su una piattaforma minima comune che prevede:

1 Una moratoria a livello mondiale sull'uso, la produzione e il commercio delle munizioni a grappolo almeno finché non siano stati risolti i gravi problemi umanitari che esse comportano;
2 Un incremento delle risorse destinate ad assistere individui e comunità colpiti dalle submunizioni a grappolo ed altri tipi di residuati bellici esplosivi;
3 L'accettazione, da parte di quanti fanno uso di questo tipo di munizioni, di una speciale responsabilità per la bonifica, le attività volte a informare la popolazione locale dei rischi e l'assistenza alle vittime.

La firma della Convenzione sulle Munizioni a Grappolo a seguito della conferenza di Oslo nel dicembre 2008 è stata accolta con grande soddisfazione dalla Coalizione che ha proseguito la propria azione di monitoraggio e sensibilizzazione; dopo l'entrata in vigore, l'1 agosto 2010 della Convenzione, le attività relative alla campagna promossa dalla CMC sono proseguite, da un lato nei confronti degli stati che hanno già ratificato la Convenzione, per fare in modo che essi mantengano i propri impegni, dall'altro svolgendo attività di lobbying nei confronti degli stati che non hanno ancora firmato o ratificato la Convenzione affinché provvedano al più presto.

Aggiornato il

18/10/2010

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