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Logo della Campagna internazionale per la messa al bando delle mine antipersona

La campagna internazionale per la messa al bando delle mine antipersona

La International Campaign to Ban Landmines (ICBL) nasce ufficalmente a New York nell’ottobre del 1992 per iniziativa di un gruppo di sei organizzazioni nongovernative (Handicap International, Mines Advisory Groups, Physicians for Human Rights, Human Rights Watch, Medico International, Vietnam Veterans of America Foundation) che si incontrano per organizzare la prima conferenza sulle mine antipersona, che si svolgerà a Londra nel 1993.

L’obiettivo strategico è quello di promuovere la stipulazione di una Convenzione internazionale per la messa al bando dell’uso, dello stoccaggio, della produzione e del commercio delle mine antipersona e per raccogliere fondi per lo sminamento e l’assistenza alle vittime. Il Ministro degli esteri del Canada condivide subito gli intenti della Campagna ed è protagonista, in un’arena multilaterale di interazioni fra governi, istituzioni internazionali, organizzazioni non governative, nel dar vita al cosiddetto “processo di Ottawa”.

La strategia intesa a costruire un’alleanza virtuosa con tutti gli attori,  statali e non statali, della politica internazionale si è rivelata vincente.
La Convenzione sul divieto di usare, conservare, produrre e trasferire le mine antipersona e sulla loro distribuzione (Convenzione di Ottawa) viene infatti adottata ad Ottawa il 4 dicembre 1997 da 122 Stati. Nello stesso anno, la Campagna internazionale ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. La Convenzione è entrata in vigore il 1° marzo 1999. Al 31 marzo 2010, gli stati parte sono 156.
Oggi, le ONG che aderiscono alla Campagna sono oltre 1.000, provenienti da 70 paesi. Il loro raggio d’azione è globale e locale allo stesso tempo. Esse lavorano nel campo della difesa dei diritti umani, dell’assistenza umanitaria, dei diritti dei bambini, della pace, del disarmo, dei diritti delle persone con disabilità, dei diritti delle donne, dello sviluppo umano, ecc. 

Un ulteriore obiettivo della Campagna è quello della “universalizzazione” della Convenzione di Ottawa. Il messaggio lanciato dalla ICBL a tutti gli stati del mondo è stato e continua ad essere lo stesso: le mine terrestri antipersona sono illegali.
Con l’entrata in vigore della Convenzione, la ICBL ha iniziato un’importante attività di monitoraggio sulla implementazione della Convenzione. Con i finanziamenti dell’UE, di alcuni stati membri dell’UE (tra gli altri, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Olanda) e di altri paesi (Canada, Australia, Nuova Zelanda), la ICBL ha potuto istituire un gruppo di ricerca con il compito di preparare annualmente lo “Landmine Monitor Report”, contenente informazioni precise su come i governi adempiono agli obblighi previsti dal Trattato. La ICBL inoltre è impegnata sia nel monitorare il rispetto delle scadenze per quanto riguarda l’obbligo giuridico degli stati di presentare rapporti periodici sia, ovviamente in via informale, nel valutare la veridicità di questi.

Ancora, la ICBL svolge un’attività di monitoraggio nei confronti dei vari organismi istituiti con la Convenzione di Ottawa. In particolare la ICBL partecipa attivamente alle riunioni dell’Assemblea degli Stati Parte. Nella Dichiarazione finale della sessione svoltasi a Bangkok dal 15 al 19 settembre 2003, le delegazioni degli stati hanno convenuto su un testo che accomuna, nella stessa positiva valutazione, gli attori di società civile e le organizzazioni e agenzie di matrice intergovernativa: “Esprimiamo la nostra gratitudine alla Campagna internazionale per la messa al bando delle mine antipersona e alle altre organizzazioni nongovernative, al Comitato Internazionale della Croce Rossa e alle organizzazioni regionali e nazionali e alle agenzie per il loro importante e sostantivo contributo alla implementazione complessiva della Convenzione”.

Landmine and Cluster Munition Monitor

Aggiornato il

19/4/2010

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