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Anna Piratti, Tepore, VASI COMUNICANTI / paintings / acrilic on canvas 2013
© Anna Piratti

Raccomandazione 1990 (2012) dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa: considerazioni sull’importanza del diritto a prendere parte alla vita culturale

Nel gennaio del 2012 l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha dedicato al diritto a prendere parte alla vita culturale una specifica Raccomandazione, volta ad invitare il Consiglio dei Ministri e il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, ma anche l’UNESCO e l’Unione Europea ad intraprendere delle azioni congiunte rivolte alla sua promozione. Si tratta di un testo che stabilisce solide basi valoriali per l’implementazione delle politiche culturali e ci si propone, proprio per la sua natura discorsiva, di riassumerne i contenuti secondo dei fondamentali nodi concettuali.

Partecipazione culturale e concezione olistica dell’essere umano
“L’accesso alle arti consente a tutti gli esseri umani di bilanciare l’istanza razionale con quella emotiva. Queste devono completarsi e promuoversi reciprocamente affinché ogni individuo possa realizzare pienamente il potenziale che gli è proprio, e guardare agli altri sotto una luce diversa” (par. 6). I diritti culturali sono, infatti, “i diritti che permettono ad ogni persona, da sola o in gruppo, di sviluppare le abilità necessarie a diventare un essere pensante e capace di emozioni, e dunque di immaginazione creativa” (Appendice, par. 1).

Il ruolo del diritto a prendere parte alla vita culturale nel paradigma diritti umani
“Il diritto a prendere parte alla vita culturale è cruciale all’interno del sistema dei diritti umani. Trascurarlo significa arrecare danno all’intero sistema, privando gli esseri umani della possibilità di esercitare consapevolmente gli altri diritti, per una mancata consapevolezza della pienezza della propria identità” (par. 12).

Alle radici della società democratica e del “vivere insieme”
“Attraverso i legami culturali e il dialogo interculturale, l’accesso all’esperienza artistica promuove un armonioso vivere insieme all’interno di una società, di uno Stato e anche tra i popoli, promuovendo le relazioni tra i cittadini del mondo attraverso una migliore comprensione reciproca. Inoltre, l’accesso all’esperienza artistica e culturale contribuisce allo sviluppo del pensiero critico e dunque rafforza la cittadinanza democratica” (par. 6). Risulta, dunque, necessario riconoscere che “i diritti culturali sono dei bisogni primari per l’intera specie umana, che è fatta per vivere insieme: attivatori fondamentali di scambio culturale e dialogo interculturale, essi sono i pilastri del principio del vivere insieme all’interno della società, perché i riferimenti artistici e culturali comuni consentono a tutti di cogliere i valori umanistici che caratterizzano le società libere e democratiche” (Appendice, par. 1).

La sfida educativa della promozione della partecipazione culturale
“Ripensare il ruolo della scuola come istituzione essenziale per l’educazione artistica e lo sviluppo culturale, come un posto dove insegnare le capacità necessarie a rendere il diritto a prendere parte alla vita culturale effettivo e attrattivo, e come un posto di libertà d’espressione artistica e di contatto tra alunni e prodotti culturali e con gli artisti, nelle istituzioni culturali, teatri o concerti” (Appendice, par. 10). In questo senso è fondamentale “rimuovere le barriere tra le arti e gli insegnamenti tradizionali, sottolineando la dimensione artistica di ogni materia” (Appendice, par.12), ricordando che “imparare a leggere, scrivere e far di conto è essenziale; imparare a vedere, ad ascoltare e a provare emozioni lo è egualmente” (ibidem).

I principi di interconnessione come principi-guida della concezione e implementazione delle politiche culturali

●    L’interartistico. “Sviluppare un approccio all’educazione e formazione artistica capace di evidenziare le connessioni tra le arti, non solo affinché ognuno possa acquisire consapevolezza delle molteplici e multidisciplinari espressioni artistiche ma anche perché ogni disciplina possa trarre ispirazione dagli altri approcci artistici” (Appendice, par. 23);

●    L’interspaziale. “Promuovere le creazioni prodotte dai residenti (forme partecipative) e le iniziative dove avvengono incontri tra le arti e le persone in scenari capaci di collegare il pensiero artistico, filosofico e ambientale, dando così un significato più autentico alla loro cittadinanza: ripensare gli spazi pubblici al chiuso e all’aperto per renderli posti di partecipazione creativa da parte dei residenti” (Appendice, par. 26);

●    L’intertemporale. “Rivivere le forme tradizionali di espressione artistica, collaborare con gli artisti che si occupano di memoria collettiva (ad esempio, gli archeologi) e costruire allo stesso tempo una visione dello scenario urbano del futuro, incoraggiare le iniziative che possono creare delle dinamiche territoriali di lungo periodo (festival, celebrazioni, giornate a tema)” (Appendice par. 32-34);

●    L’interistituzionale. “Incoraggiare l’istituzione di organismi di coordinamento che si occupino della connessione tra istituzioni culturali e istituzioni educative, creare più solide interazioni tra le scuole e le istituzioni culturali locali e nazionali, promuovere i partenariati istituzionali (tra autorità governative nazionali e tra istituzioni locali e nazionali) e i partenariati tra il pubblico e il privato fin dalla fase progettuale, per concepire iniziative e programmi, ed assicurare il più alto grado di coordinamento ed interazione possibile” (Appendice, par. 38).

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