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Classe di bambini in una scuola di lingua minoritaria Uighur in Almaty, Kazakhstan, 2009
© OSCE/Trude Ertresvaag

Alto Commissario sulle minoranze nazionali

La scheda presenta il mandato, le funzioni e gli strumenti di intervento dell'Alto Commissario sulle minoranze nazionali, nato nel 1992 al fine di identificare e contribuire a risolvere situzioni di tensione etnica potenzialmente lesive della pace e della stabilità nell'area OSCE.

Autore: Claudia Pividori (PhD in Ordine Internazionale e Diritti Umani, Università La Sapienza, Roma)

L’Ufficio dell’Alto Commissario sulle minoranze nazionali è stato istituito nel 1992 allo scopo di individuare e, per quanto possibile, scongiurare situazioni di tensione etnica nella regione OSCE suscettibili di mettere in pericolo la pace, la stabilità o le relazioni amichevoli all’interno degli Stati OSCE o tra di essi. Oltre a fungere da meccanismo di prevenzione dei conflitti, esso può altresì promuovere soluzioni rapide atte a interrompere processi di escalation di violenza. Dal 20 agosto 2013 ricopre il ruolo di Alto Commissario Astrid Thors (Finlandia). Dal 2007 al 2013 ha ricoperto tale incarico Knut Vollebaek (Norvegia).

La missione dell’Alto Commissario sulle minoranze nazionali è duplice: da un lato contenere e diminuire l’intensità delle tensioni negli stati membri e dall’altro allertare l’Organizzazione nei casi in cui tali tensioni minaccino di raggiungere un livello al quale l’Alto Commissario non può contenerle con i mezzi a sua disposizione.  

Realizza il suo mandato raccogliendo informazioni relative alla situa­zione delle minoranze nazionali da qualsiasi fonte, incluse le organizzazioni non governative e i mass media, valutando i dati ottenuti e il ruolo delle parti interessate.

Nel corso delle sue indagini può effettuare visite in loco in qualsiasi Stato membro dell’OSCE allo scopo di accertare i fatti e promuovere il dialogo tra le parti. Svolge le sue funzioni in via confidenziale e imparziale operando indipendentemente da tutte le parti direttamente coinvolte nelle tensioni, ma allo stesso tempo necessita del sostegno politico da parte degli Stati membri, in particolare nelle situazioni in cui si trova a presentare rapporti e raccomandazioni agli stati coinvolti e al Consiglio permanente.

L’Alto Commissario infine fornisce agli Stati OSCE consulenza riguardo alla normativa in materia di minoranze e di relazioni interetniche, nonché assiste gli Stati nel loro dialogo bilaterale su questioni connesse alle minoranze nazionali.  

Tra le questioni tematiche oggetto di particolare attenzione da parte dell’Alto Commissario si possono menzionare l’apolidia e la condizione delle popolazioni rom e sinti; l’integrazione nel rispetto della diversità; legislazione e politica in materia di tutela della diversità linguistica.   

Sono esclusi esplicitamente dal suo mandato e violazioni degli impegni OSCE concernenti una singola persona appartenente ad una minoranza nazionale. Inoltre, non gli è permesso considerare questioni relative alle minoranze nazionali in situazioni che coinvolgono atti organizzati di terrorismo o di comunicare o rispondere a comunicazioni di qualsiasi persona od organizzazione che pratichi o giustifichi pubblicamente forme di terrorismo e violenza.

Tra il 20 e il 26 luglio 2008, una delegazione composta da rappresentanti dell’Uffi­cio dell’Alto Commissario sulle minoranze nazionali, dell’ODIHR e dell’Ufficio del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha condotto una visita nelle città di Milano, Roma e Napoli. Lo scopo della missione è stato quello di valutare sia gli episodi di violenza avvenuti nei mesi precedenti nei confronti di membri delle comunità rom e sinti residenti in Italia, sia le misure intraprese in relazione a tali episodi dalle autorità italiane.

Risorse

Aggiornato il

25/4/2013

regione del veneto
pace diritti umani