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Scultura realizzata con armi di piccolo calibro in laboratori di formazione per fabbri apprendisti e in ambito artistico, dal quale è scaturita l’esposizione ‘To Be Deter-mined / At Arms Length’ realizzata nell’ambito di un progetto promosso dal Governo della Cambogia in collaborazione con l’Unione Europea (1998).

Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, stoccaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione

Questa scheda presenta una breve ricostruzione degli sforzi internazionale per bandire l'uso delle armi chimiche e riassume le caratteristiche principali della Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, stoccaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione del 1992.

Autore: Centro diritti umani

Le armi chimiche, per la loro letalità, costituiscono una seria minaccia per il genere umano e per l’ambiente.

In passato, tentativi di proibire l’uso delle armi chimiche nei conflitti armati erano stati perseguiti mediante l’adozione di specifici accordi internazionali, senza però conseguire risultati definitivi.

La Convenzione de L’Aja del 1907, benché proibisse espressamente l’uso di armi tossiche e di armi che potessero provocare sofferenze superflue, non aveva impedito l’impiego massiccio dei gas asfissianti durante la Prima guerra mondiale.

Dopo il conflitto, il Protocollo di Ginevra del 1925 aveva, come noto, vietato espressamente l’uso dei gas asfissianti e dei mezzi di guerra biologica: ancora una volta non aveva vietato in modo definitivo l’uso di tali armi, dal momento che era ancora consentito farvi ricorso in rappresaglia.

Per mettere al bando in via definitiva le armi chimiche si è dovuto aspettare fino al 1989, quando, grazie anche al clima di distensione internazionale e di accresciuta fiducia a seguito della fine del confronto tra Est ed Ovest, sono ripresi i negoziati di Ginevra nell’ambito della Conferenza sul disarmo che, alla fine del 1992, perveniva all’adozione della Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, stoccaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione.

 

Apertura alla firma: 13 gennaio 1993

Entrata in vigore: 29 aprile 1997

 Depositario: Segretario generale delle Nazioni Unite.

Obblighi: Riproduciamo l’art.1 della Convenzione:
“1. Ciascuno Stato Parte alla presente Convenzione non dovrà mai, in qualunque circostanza:

a. sviluppare, produrre, o diversamente acquisire, immagazzinare o detenere armi chimiche o trasferire, direttamente o indirettamente, armi chimiche a chiunque;

b. fare uso di armi chimiche;

c. intraprendere qualsiasi preparativo militare per l’uso di armi chimiche;

d. assistere, incoraggiare o indurre chiunque in qualsiasi maniera, ad intraprendere qualsiasi attività proibita ad uno Stato Parte in base alla presente Convenzione.

2. Ciascuno Stato Parte s’impegna a distruggere le armi chimiche di sua proprietà o in suo possesso, o che sono ubicate in qualunque luogo sotto la sua giurisdizione o controllo, in conformità con le disposizioni della presente Convenzione.

3. Ciascun Stato Parte s’impegna a distruggere tutte le armi chimiche che ha abbandonato sul territorio di un altro Stato Parte, in conformità con le disposizioni della presente Convenzione.

4. Ciascun Stato Parte s’impegna a distruggere qualunque impianto di produzione di armi chimiche di sua proprietà o in suo possesso o ubicato in qualunque località sotto la sua giurisdizione o controllo, in conformità con le disposizioni della presente Convenzione.

5. Ciascun Stato Parte s’impegna a non impiegare agenti chimici di ordine pubblico come strumento di guerra.”
La Convenzione definisce all’art.2 le armi chimiche, insieme o separatamente, come segue:

“a. composti chimici e loro precursori, salvo se intesi per scopi non proibiti dalla presente Convenzione, sempre che i tipi ed i quantitativi siano compatibili con tali scopi;

b. munizioni e dispositivi, specificamente designati per causare la morte o altri danni attraverso proprietà tossiche dei composti chimici specificati nel capoverso a), per via della fuoriuscita di questi ultimi a seguito dell’impiego di tali munizioni e dispositivi;

c. qualunque equipaggiamento specificamente previsto per essere impiegato in connessione diretta con l’impiego di munizioni e di dispositivi di cui al capoverso b..”
La Convenzione stabilisce una classificazione dei composti chimici e dei loro precursori in tre tabelle.

Sistema di verifiche: Al fine di assicurare il rispetto delle disposizioni del trattato è previsto un articolato sistema di verifiche.
La Convenzione attribuisce all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC) la facoltà di effettuare accertamenti di vario tipo per verificare che gli Stati Parte rispettino gli obblighi derivanti dalla Convenzione. Sono previste tre modalità ispettive: (Il testo seguente è tratto da www.esteri.it)

(1) Le ispezioni “di routine”: Le ispezioni di routine dell’OPAC sono destinate a verificare l’attività di distruzione delle armi chimiche ed il loro stoccaggio in attesa della distruzione. L’attività ispettiva di routine comprende anche visite alle industrie che producono o trattano le sostanze chimiche indicate nella Convenzione e che spesso hanno un largo uso industriale. Il nucleo di scorta dell’Autorità Nazionale riceve gli ispettori al punto di ingresso in Italia e li accompagna durante tutta l’ispezione. A conclusione dell’ispezione viene redatto e presentato all’Autorità Nazionale un “Rapporto Preliminare” che, dopo il vaglio del Direttore Generale dell’OPAC, entra a far parte della documentazione finale relativa all’ispezione e viene trasmesso allo Stato interessato.

(2) Le ispezioni su sfida: La facoltà di effettuare ispezioni su sfida è attivata su richiesta di uno Stato parte in caso di fondati sospetti su attività illecite condotte in un altro Stato parte. Ad oggi, nessuno Stato parte ha richiesto all’Organizzazione ispezioni su sfida, ma sono state effettuate esercitazioni di simulazione per predisporre il personale e le procedure. Gli Stati che non hanno aderito alla Convenzione non possono essere ispezionati dall’OPAC; è tuttavia previsto che l’Organizzazione renda disponibili i suoi mezzi alle Nazioni Unite, se queste lo richiedono.

(3) Le indagini sull’uso presunto di armi chimiche: Rientrano in questo tipo di ispezioni quegli accertamenti effettuati dall’Organizzazione qualora ritenga che uno Stato Parte abbia impiegato armi chimiche.

Recesso: L’art.XVI stabilisce che “Ciascun Stato Parte, nell’esercizio della propria sovranità nazionale, avrà diritto di denunciare la presente Convenzione qualora ritenga che eventi straordinari, connessi all’oggetto della presente Convenzione, hanno messo a repentaglio gli interessi supremi del suo Paese. Esso notificherà tale rinuncia 90 giorni in anticipo a tutti gli altri Stati Parte, al Consiglio Esecutivo, al Depositario ed al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Tale notifica includerà una dichiarazione degli eventi straordinari che a suo parere hanno messo a repentaglio i suoi interessi supremi.”

Conferenze di riesame: Dal 7 al 18 aprile 2008 si è svolta la seconda conferenza di revisione, a cui hanno partecipato 114 delegazioni degli Stati parte.

Risorse

Parole chiave

disarmo armi illecite

Aggiornato il

18/10/2010

regione del veneto
pace diritti umani