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Dialogo Interculturale

La tematica del dialogo interculturale è sempre stata considerata primaria dall’UNESCO ed è stata affrontata attraverso diverse articolazioni che vanno dal riconoscimento e valorizzazione di ogni cultura e forma espressiva, alle modalità di un possibile confronto, che preveda conoscenza, accettazione e quindi dialogo. Sono così stati predisposti specifici Strumenti normativi di riferimento e Programmi di lavoro che toccano le diverse modalità di espressione presenti nelle diverse culture.

Autore: Amelia Goffi

L’UNESCO ha sempre riconosciuto il valore e la necessità di un confronto e dell’accettazione delle diversità culturali presenti nel mondo. La questione è trattata, all’interno dell’Agenzia, nel Settore Cultura, Divisione “Politiche culturali e Dialogo Interculturale”.
L’attenzione posta dall’UNESCO a questa tematica si è sviluppata col tempo attraverso diverse articolazioni, che vanno dal riconoscimento e valorizzazione di ogni cultura e forma espressiva, come abbiamo già visto ragionando sul Patrimonio dell’umanità, alle modalità di un possibile confronto, che preveda conoscenza, accettazione e quindi dialogo.
Il dialogo fra culture è una strategia operativa, un metodo per superare le difficoltà, a volte il conflitto, dovuti ai diversi punti di vista possibili ed alle diverse forme espressive utilizzate.

Di grande importanza, di conseguenza, il riconoscimento della uguale dignità di tutte le culture come prerequisito essenziale per la costruzione di una pacifica convivenza sociale.
Ricordiamo, a questo proposito, fra le motivazioni a sostegno della fondazione dell’UNESCO, nel suo Atto Costitutivo:
“I Governi degli Stati membri della presente Convenzione, in nome dei loro popoli, dichiarano:
[…] - che la reciproca incomprensione dei popoli è sempre stata, nel corso della storia, l’origine dei sospetti e della diffidenza tra le nazioni, per cui i dissensi hanno troppo spesso degenerato nella guerra.
[…] - che una pace basata esclusivamente su accordi economici e politici tra i Governi non raccoglierebbe il consenso unanime, duraturo e sincero dei popoli e che, per conseguenza, detta pace deve essere fondata sulla solidarietà intellettuale e morale dell’umanità.”

Ne deriva che garantire spazio per la libertà di espressione a tutte le culture del mondo è una delle principali missioni dell’UNESCO: non tanto quella di salvaguardare ogni cultura in isolamento, ma piuttosto di rivitalizzare il confronto, appunto il dialogo, al fine di evitare la segregazione culturale, prevenendo così un possibile conflitto.
Il notevole percorso di riflessione dell’UNESCO su questi argomenti ha portato all’elaborazione di alcuni strumenti di notevole valore, sia concettuale che normativo. Fra le più importanti, e recenti, ricordiamo:

- Dichiarazione Universale sulla diversità culturale del 2001, adottata all'unanimità a Parigi durante la 31a sessione della Conferenza Generale dell'UNESCO. Si tratta di uno strumento di grandissima importanza per chiarire motivazioni e scopi che hanno portato alla scelta di una modalità dialogica di confronto fra culture e che indica nella diversità culturale un importante fattore di sviluppo. Nel documento si invitano pertanto gli Stati ad elaborare politiche di protezione e valorizzazione dei patrimoni culturali esistenti, ma anche: “Suscitare, attraverso l'educazione, una presa di coscienza del valore positivo della diversità culturale e migliorare a questo scopo sia l'impostazione dei programmi scolastici che la formazione degli insegnanti”.
- Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità di espressioni culturali del 2005. Anche questo documento riveste una grande importanza per le finalità del dialogo interculturale. Qui, infatti, viene ripreso, con la forza del diritto, il principio del rispetto per la diversità culturale e del dialogo come garanzia per uno sviluppo di pace. Nella stessa Convenzione troviamo, inoltre, le definizioni relative: all’art.4 “Per "diversità culturale" s’intende la molteplicità delle forme mediante le quali si esprimono le culture dei gruppi e delle società. Tali espressioni si trasmettono all’interno dei gruppi e delle società nonché fra di essi.” Inoltre, all’ultimo punto dello stesso articolo, troviamo la definizione di intercultura: “Per "interculturalità" s’intendono l’esistenza e l’interazione paritaria di diverse culture e la possibilità di generare espressioni culturali condivise mediante il dialogo e il rispetto reciproco.”

Il principio evidenziato del dialogo come garanzia per uno sviluppo di pace è il focus ripreso in varie modalità e che ha permesso lo sviluppo della tematica in articolazioni specifiche, che si concretizzano in Programmi, fra i quali:
• riconoscimento e tutela della diversità di espressione culturale (forme artistiche, espressive ecc.) - (vedi Patrimonio dell’Umanità)
• Dialogo fra civiltà: sviluppatasi negli anni ’90 del secolo scorso come reazione alla teorizzazione dello “scontro di civiltà”, e con la finalità di avviare un concreto percorso di pace attraverso il dialogo, nel 2005 porta alla nascita dell’Alliance of Civilization (AoC) , per iniziativa dei Governi di Spagna e Turchia, sotto gli auspici delle Nazioni Unite ed in particolare dell’UNESCO. Sono previsti Forum annuali di discussione.
• Dialogo interreligioso: in stretta relazione ed interdipendenza con il precedente, ha la finalità di promuovere la comprensione fra religioni attraverso la conoscenza e di superare così i pregiudizi diffusi verso un concreto rispetto reciproco. Concretamente il programma si sviluppa in numerose Conferenze e Documenti di approfondimento in ogni parte del mondo.
• Educazione al dialogo interculturale: continuamente riproposta a livello educativo (vedi Educazione ai diritti umani ed alla Pace) come modalità di lavoro ed ottica interpretativa delle finalità dell’istruzione. A questo proposito si rimanda alla Raccomandazione UNESCO concernente l’educazione per la comprensione, la cooperazione e la pace internazionali e l’educazione relativa ai diritti umani e alle libertà fondamentali. Di rilevante interesse le recenti “Linee guida sull’Educazione Interculturale” del 2007, in cui vengono enunciati tre principi fondamentali:
1. L’Educazione Interculturale rispetta l’identità culturale del discente attraverso un’offerta didattica culturalmente appropriata e reattiva, secondo l’ottica dell’educazione per tutti.
2. L’Educazione Interculturale offre ad ogni studente le conoscenze culturali, la capacità interpretativa e le competenze necessarie per raggiungere una piena e attiva partecipazione alla vita sociale.
3. L’Educazione Interculturale fornisce tutti gli strumenti di conoscenze, ottica e competenza per garantire il rispetto, la comprensione e la solidarietà fra persone, etnie, società, gruppi culturali e religiosi e nazioni.

Dal punto di vista operativo la tematica è trattata, nella Strategia di medio termine 2008/2013, all’Obiettivo generale 4 “Promuovere la diversità culturale, il dialogo interculturale e la cultura di pace” e, all’interno di questo, all’Obiettivo Strategico 10 “Dimostrare l’importanza dello scambio e del dialogo fra culture per la coesione sociale e la riconciliazione, al fine di sviluppare una cultura di pace”
Da qui sono derivate le indicazioni del Programma 2008/2009, che prevedono, rispetto a questi obiettivi:
“Risultati attesi alla fine del biennio:
• Migliore comprensione delle sfide poste dalla interazione tra la diversità culturale e il dialogo interculturale
• Lotta contro i pregiudizi culturali, etnici e religiosi
• Rafforzate competenze interculturali dei responsabili politici e delle parti sociali interessate”

Ricordiamo, infine, che nel mondo sono state istituite finora 23 Cattedre UNESCO in “Dialogo Interculturale e Interreligioso”, e 5 progetti UNITWIN sulla stessa tematica.

Risorse

Aggiornato il

20/10/2009

regione del veneto
pace diritti umani