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Trent’anni fa la visita di Giovanni Paolo II all’Università di Padova

(Antonio Papisca)

Il 12 settembre 2012 ricorre il 30° anniversario della visita di Giovanni Paolo II all’Università di Padova. L’evento merita di essere ricordato per la sua intrinseca eccezionalità e per il contenuto del discorso che il Papa pronunciò nell’Aula Magna Galileo Galilei.

Chi scrive era tra i Presidi di Facoltà che Luciano Merigliano, Rettore Magnifico, presentò al Papa nel suo studio per un corale, cordiale benvenuto prima di fare ingresso in Aula Magna. Quì, il Sommo Pontefice prese posto su una poltrona collocata sulla stessa pedana sulla quale sedevano il Rettore e i Presidi. Ricordo che, prima di prendere la parola, Papa Wojtyla guardò come stupefatto gli innumerevoli stemmi araldici che impreziosiscono l’Aula e fissò lo sguardo su ognuno dei Presidi che aveva prima incontrato e che ora gli erano accanto in toga e tocco.

Ed ecco il discorso. Dopo avere reso omaggio all’antico Ateneo patavino, ricordando un lungo elenco di professori e studenti che lo hanno illustrato nei secoli, da Copernico a Galileo, da Sant’Alberto Magno a San Gregorio Barbarigo, il Papa incentra la propria riflessione sulle due fondamentali finalità dell’Università, la  scientifica e la pedagogica, “con riferimento anche al motto tanto significativo, che da secoli è vostro ideale e programma: ‘Universa Universis Patavina Libertas’”. Questo riferimento offre lo spunto per approfondire il tema della universalità, della libertà, della verità e della metafisica “la quale colloca al loro posto i differenti aspetti della verità e li integra in modo gerarchico, ricostruendo sul piano del conoscere quell’unità profonda delle cose che già si attua sul piano dell’essere”. Sul tema dell’educazione il Papa dice che la concezione che se ne ha “dipende dalla concezione che si ha dell’uomo e del suo destino”. Partendo da questo assunto, Egli richiama il suo discorso rivolto all’Unesco nel 1980 per ribadire che “l’obiettivo dell’educazione deve essere sempre quello di rendre l’uomo più maturo, ossia di fare di lui una persona, che porti alla perfetta e completa realizzazione tutte le proprie possibilità e attitudini”.

A commento, viene spontaneo dire che siamo in pieno umanesimo integrale e, tenuto conto della grande sensibilità di Giovanni Paolo II per il diritto internazionale dei diritti umani e l’azione delle Nazioni Unite per un nuovo ordine internazionale più giusto e pacifico, citare l’articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani che proclama: “Ogni individuo ha diritto all’educazione … L’educazione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi raziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace”.

Karol Wojtyla  fu a lungo docente nell’Università di Cracovia, con la quale l’Università di Padova stipulò un formale accordo di cooperazione all’indomani della firma dell’Atto Finale di Helsinki (1975). Da Sommo Pontefice, Egli visitò molte Università, ricevendo, tra le altre, la Laurea honoris causa dalla Spienza di Roma. Il mondo accademico internazionale decise di riprendere un’antica consuetudine conferendo a Giovanni Paolo II il titolo di ‘Magnus’. A testimonianza di questo riconoscimento solenne è il volume “Giovanni Paolo II. Le vie della giustizia. Studia Joanni Paulo Magno a totius orbis iureconsultis oblata, PM an. XXV”, Libreria Editrice Vaticana, 2003, pp. 1174. Contiene centinaia di saggi di accademici di ogni parte del mondo, anche dell’Università di Padova.

Mysterium coniunctionis: nell’autunno dello stesso 1982, nell’Università di Padova veniva istituito il Centro diritti umani, primo in Europa quale struttura universitaria specializzata nella materia dei diritti della persona e dei popoli.

 

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