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5/6/2015
Bandiere dell'Unione Europea davanti al palazzo della Commissione europea a Bruxelles.
© wikimedia/Sébastien Bertrand

Commissione europea: pubblicata la relazione annuale sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione

La Commissione europea ha pubblicato la quinta relazione annuale sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione (CDFUE) da parte delle istituzioni dell’Unione e degli Stati membri nell’attuazione del diritto europeo.

La relazione (COM(2015)191), relativa all’anno solare 2014, analizza l’applicazione delle disposizioni della Carta da parte delle istituzioni europee e degli stati membri, sottolineando altresì l’importanza della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). Inoltre, per la prima volta, la relazione include una sezione dedicata ad un tema di attualità emergente: i diritti fondamentali nell’era digitale.

La relazione sottolinea anzitutto il ruolo centrale dei giudici nazionali nel sostenere i diritti fondamentali e nel salvaguardare lo stato di diritto, nonchè l’importanza del dialogo e della cooperazione fra i giudici.

Inoltre, la Commissione, citando una recente indagine dell’Eurobarometro, pone l’attenzione, in primo luogo, sul fatto che la conoscenza della Carta sia migliorata soltanto lievemente negli anni e, allo stesso tempo, sul bisogno di innalzare la consapevolezza pubblica riguardo alle istituzioni che si occupano di questioni relative ai diritti fondamentali e su come accedervi. Promuovere la conoscenza della Carta e delle istituzioni preposte ad operare nel campo dei diritti fondamentali è importante sia a livello locale che a livello regionale, nazionale ed europeo per il ruolo cruciale che la società civile e le istituzioni nazionali sono chiamati a svolgere. I fondi europei destinati alla formazione delle autorità pubbliche per una migliore conoscenza ed attuazione della Carta continueranno ad essere erogati a questo proposito fino al 2020.

Infine, nell’approfondimento dedicato ai diritti fondamentali nell’attuale società digitale, emerge la necessità di istituire dei meccanismi più efficienti di difesa dei diritti fondamentali, in particolare il diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati personali.
Tra le molte questioni sollevate vi sono la garanzia della parità di accesso alla rete a tutti i cittadini europei, la questione del “profiling” legata alla minaccia di discriminazione e l'asimmetria di potere tra chi detiene i dati e coloro che volontariamente, o involontariamente, li forniscono. Inoltre, nuovi interrogativi vengono sollevati in relazione ai diritti di proprietà intellettuale e ai doveri delle piattaforme internet in materia di prevenzione e lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata .

Non solo le istituzioni dell’UE, ma soprattutto gli stati membri sono chiamati ad impegnarsi per garantire il pieno rispetto delle disposizioni della Carta alla luce delle nuove sfide della globalizzazione.

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