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25/1/2017
uomo ad una manifestazione contro la corruzione
Alto Commissario per i diritti umani

Consiglio d’Europa: il GRECO chiede all'Italia di rafforzare le misure per evitare i conflitti di interessi nel parlamento e nella magistratura

Il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d’Europa in data 19 gennaio 2017 ha reso pubblico il quarto rapporto di valutazione sull’Italia,il quale si focalizza sulla prevenzione della corruzione tra parlamentari, magistrati e giudici.

Il GRECO ha lodato l’Italia per le misure già imposte negli ultimi anni per affrontare il fenomeno pervasivo della corruzione nel paese. La direzione risoluta e il ruolo proattivo dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) sono stati riconosciuti in modo positivo. Ciò nonostante il GRECO, ha incoraggia il paese a dedicarsi di più alla questione spinosa dei “conflitti di interessi" e ha richiesto una ristrutturazione completa del sistema attuale, che comprenda sia la consolidazione delle norme sparse che regolano l’argomento, sia lo sviluppo di meccanismi più efficaci di controllo e di responsabilità.

Sebbene abbia accolto la recente adozione del Codice di condotta dei deputati e regolamentazione dell'attività di lobbying da parte della Camera dei Deputati, il GRECO ha constatato che c’è ancora molto da fare per assicurare la conformità con i provvedimenti, notando che questa strada non è ancora stata intrapresa dal Senato. Anche il sistema giudiziario è stato soggetto a revisione da parte del GRECO che, facendo riferimento ad un sistema ove la caduta in prescrizione dell’azione penale per fatti di corruzione non è una situazione rara, ha ribadito il bisogno di migliorare l'efficienza del sistema per assicurare in tempo alla giustizia gli autori di reato, evitando di mettere a rischio la credibilità dello stesso. Inoltre, il GRECO ha consigliato di potenziare gli strumenti di integrità nei tribunali tributari, viste le recenti accuse di illeciti in questo settore.

Infine, sebbene non mettendo in discussione la reputazione, la professionalità e la dedizione dimostrati individualmente da magistrati e procuratori, il GRECO ha messo in guardia contro le ripercussioni negative (chilling effect) che la potenziale politicizzazione della professione avrebbero sulla percezione dell'indipendenza dell’intero sistema giudiziario. Ad esempio, si dovrebbe interrompere il mantenimento simultaneo della carica di magistrato e di quella di membro del governo locale, e, più in generale, la questione dell’attività politica dei magistrati dovrebbe essere affrontata in tutti i suoi aspetti a livello legislativo.

Nel complesso, il GRECO ha osservato che la lotta alla corruzione è una questione di cultura e non solo di regole. Per affrontarla sono richiesti, quindi, un approccio a lungo termine, la formazione continua in tutti i settori della società, così come un sostanziale impegno politico e tolleranza zero per i comportamenti di corruzione.

L'attuazione delle 12 raccomandazioni indirizzate verso l'Italia sarà valutata da GRECO nella seconda metà del 2018 attraverso la sua procedura di conformità.

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