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1/4/2009 (Archivio storico)

FAO: rischio di crisi alimentari nei paesi in via di sviluppo per i prezzi elevati dei prodotti cerealicoli

Nel suo ultimo rapporto “Prospettive dei raccolti e situazione alimentare”, la FAO (Food and Agricolture Organization) afferma che, nonostante il calo registrato nella seconda metà del 2008, i prezzi dei beni alimentari di prima necessità rimangono sostenuti in molti Paesi in via di sviluppo, con gravi conseguenze sul diritto al cibo, soprattutto per i gruppi di popolazione più vulnerabili.

Crisi alimentari persistono in 32 Paesi.

In Africa australe ed in America centrale, i prezzi dei principali prodotti alimentari non sono calati, ma, al contrario, hanno continuato a crescere.

Nei Paesi dell'Africa occidentale ed orientale, i prezzi sono decisamente calati dall'inizio dei raccolti di settembre-ottobre, ma a gennaio erano ancora ben al di sopra del livello di un anno fa. La situazione è anche peggiore per quel che riguarda l’importazione di riso e grano - alimenti base in queste regioni.

I prezzi del riso e del grano rimangono alti anche in molti paesi poveri dell'Asia, tra questi l'Afghanistan, il Pakistan e lo Sri Lanka.

Inoltre, a seguito del recente conflitto, desta particolare preoccupazione la situazione alimentare nella Striscia di Gaza.

In Africa orientale, più di 18 milioni di persone devono fare i conti con una grave situazione di insicurezza alimentare a causa di conflitti, disordini interni, condizioni climatiche sfavorevoli o dei loro effetti combinati, mentre si stima che in Africa australe il numero complessivo delle persone che soffrono di insicurezza alimentare sia di circa 8,7 milioni.In particolare, in Kenya, Somalia e Zimbabwe, la situazione alimentare è molto critica a causa della siccità, dei disordini interni e/o della generale crisi economica.


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