A A+ A++
15/5/2015
Un attivista sventola una bandiera arcobaleno, il simbolo internazionale dei diritti degli omosessuali
© UN Photo

Giornata internazionale contro l'omofobia, 17 maggio 2015

La giornata internazionale contro l'omofobia è stata concepita nel 2004 e celebrata, per la prima volta, nel 2005. Durante quell'anno migliaia di singoli individui e organizzazioni aderirono alla campagna che promuoveva l'istituzione di un appuntamento annuale comune contro l'omofobia, al fine di richiamare l'attenzione dei politici, dei movimenti della società civile, dei media e del pubblico in genere, sulla violenza e la discriminazione vissute in moltissimi paesi del mondo dalle persone LGBTI. Tra le organizzazioni promotrici c'erano: l'International Lesbian and Gay Association (ILGA), l'International Gay and Lesbian Human Rights Commission (IGLHRC), il World Congress of LGBT Jews e la Coalition of African Lesbians.

E' stata scelta la data del 17 maggio perché lo stesso giorno nel 1990 l’omosessualità è stata ritirata dalla classificazione internazionale delle malattie, stabilita dall’Organizzazione mondiale della sanità, ponendo termine in tal modo a un secolo di omofobia medica.

Il 17 maggio viene celebrato in più di 130 paesi, 37 dei quali considerano ancora gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso illegali. Le migliaia di mobilitazioni in tutto il mondo uniscono ogni anno milioni di persone per sostenere il riconoscimento dei diritti umani per tutti, senza discriminazione dovuta all'orientamento sessuale o all'identità o espressione di genere. 

Alla vigilia del 17 maggio di quest'anno, il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, ha sottolineato l’urgenza di porre fine alla violenza e agli atti di odio di cui sono vittime molte persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender in molti paesi membri del Consiglio d'Europa.

Il principio di non discriminazione è uno dei pilastri fondamentali della difesa e della protezione dei diritti umani. Nel contesto europeo, tale principio è sancito dall’articolo 14 della Convenzione europea dei diritti umani; il Protocollo n. 12 alla Convenzione vieta qualsiasi forma di discriminazione da parte delle autorità pubbliche per qualunque motivo.

Il Segretario generale ha affermato, quindi, la necessità di stabilire solidi quadri giuridici e politici e di investire nella formazione al fine di promuovere l'uguaglianza e garantire che le vittime di discriminazione a atti violenti abbiano accesso a tutte le informazioni per la difesa dei loro diritti. A tal fine, Thorbjørn Jagland ha ricordato agli Stati membri l’importanza e l'utilità della Raccomandazione sulle misure volte a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere, adottata nel 2010 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, che è stato il primo strumento politico al mondo specificamente rivolto a questi temi.

Nel quadro delle iniziative volte a celebrare la giornata internazionale contro l’omofobia, l’Asssemblea parlamentare e il Congresso dei poteri locali e regionali hanno formulato numerose raccomandazioni e risoluzioni per invitare sia i governi sia le autorità locali ad adottare misure necessarie a contrastare l’incitamento all’omofobia e combattere le azioni omofobiche, purtroppo ancora numerose in tanti Stati membri.

regione del veneto
pace diritti umani