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23/7/2011
Donne palestinesi di Al-Walaja guardano le attività scolatiche dei figli
© ENPI Info Centre/Jamal Arouri

International Crisis Group: nuovo rapporto sulla riconciliazione intra-palestinese

L'International Crisis Group (ICG) ha recentemente pubblicato un nuovo rapporto intitolato Palestinian Reconciliation: Plus Ça Change... (Riconciliazione Palestinese: Più le cose cambiano...) che esamina le motivazioni e i principali elementi critici dell'accordo Hamas-Fatah sponsorizzato dall'Egitto e firmato nel maggio del 2011, per minimizzare il rischio di violenza tra fazioni palestinesi e sostenere una leadership in grado di raggiungere una pace sostenibile con Israele.

Secondo il rapporto, le motivazioni che hanno portato all'accordo sono rintracciabili principalmente nel drastico cambiamento dello scenario regionale ed internazionale, al calo di fiducia da parte di Fatah nei negoziati e nel ruolo degli Stati Uniti, assieme ai potenziali rischi dovuti all'estromissione di Hosni Mubarak e, per quanto riguarda Hamas, alla rinnovata attrazione del movimento islamico verso il Cairo e alla necessità di bilanciare le critiche ricevute per i suoi stretti legami con il governo siriano e, in particolare, il Presidente Hassad.

Il rapporto di ICG descrive l'accordo intra-palestinese come una ennesima manifestazione inaspettata della primavera araba, ma sottolinea che nonostante ci siano voluti quattro anni per raggiungerlo, nessuno dei due movimenti ha dato prova di aver cambiato la propria visione dell'altra. Inoltre la mancanza di fiducia reciproca non si è rimarginata, dal momento che entrambi i movimenti temono le conseguenze di questo compromesso quali, per esempio, l'identità politica del futuro primo ministro.

Per uscire dallo stallo nella formazione del nuovo governo, il rapporto suggerisce alcune azioni che i due movimenti dovrebbero intraprendere congiuntamente, tra cui: cominciare a lavorare sul processo di integrazione tra le diverse componenti dell'Autorità palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza unificando gli organismi che supervisioneranno gran parte del processo, rafforzare la polizia e le forze di sicurezza, porre termine alle detenzioni e alle interrogazioni sulla base di motivazioni politiche e promuovere la libertà di espressione e di associazione.

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