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26/3/2012
Bambini iracheni in un campo di sfollati interni con dei fiori in mano, Iraq, 1997
© Sudhakaran/UN Photo

Lettera aperta alle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia: bisogna considerare anche i diritti economici, sociali e culturali affermano 74 esperti di tutto il mondo

A cura di Cristiano Morsolin*

Esperti di tutto il mondo, in rappresentanza della societa' civile e del mondo accademico, hanno inviato una lettera aperta alle Nazioni Unite per porre l'attenzione sul tema dei diritti economici, sociali e culturali dei bambini/e, considerando che a Ginevra si sta presentando il nuovo rapporto mondiale sui bambini/e che lavorano e vivono in strada in occasione della 19* sessione dell'Assemblea delle Nazioni Unite sui diritti umani.

Tra le 74 personalita' firmatarie si nota la presenza di illustri rappresentanti del mondo ecclesiale come Padre Javier Hernan - Rettore dell'Universita' Salesiana dell'Ecuador, Nery Rodenas, Direttore dell'Ufficio diritti Umani dell'Arcivescovado di Citta' del Guatemala (fondato da Mons. Juan Gerardi, vescovo martire), Nigel Cantwell, Fondatore di Defence for Children International DNI, presente a livello mondiale, Jaap E. Doek, Vice Presidente del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti del fanciullo (2001-2007), ricercatori sociali come Antonella Invernizzi, Brian Milne, Ivonne Oviedo, Cristiano Morsolin, docenti universitari come Manfred Liebel, Zamudio Lucero (Decana dell'Universita Externato di Colombia), Osvaldo Torres (Universita del Cile), Marily Piotti (Universita' Nazionale di Cordoba-Argentina), Lourdes Zariñana Nava (Centro Estudi sociologici della Facolta' di Scienze Politiche e Sociali UNAM-Citta del Messico), Michael Bourdillon (Universita del Zimbawe), don Luca Pandolfi (Universita' Urbaniana di Roma), Enzo Morgagni (Universita di Bologna), Mauricio Roberto da Silva (Universita Santa Caterina-Brasile), Riccardo Lucchini (professore emerito dell'Universita' di Friburgo-Svizzera), Bernard Schlemmer, Direttore Emérito del CEPED –Universita' di Parigi, ONG riconosciute a livello internazionale come Rita Panicker, Direttrice dell'ONG Butterflies- India, Alberto Croce – Direttore del SES di Buenos Aires e molti altri.

La riflessione si riferisce ad un lavoro investigativo incaricato dall'Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra al Consortium for Street Children di Londra che ha realizzato il report STREET CHILDREN: A Mapping & Gapping Review of the Literature 2000 to 2010, un rapporto che documenta la letteratura sul fenomeno dei bambini di strada solo in lingua inglese, escludendo tutti i contributi in lingua francese, spagnolo, portoghese e italiano.

"L'insieme delle indagini sociologiche e le esperienze in questi ultimi 30 anni dimostra che l'esperienza dei bambini/e che vivono e lavorano in strada, va ben oltre le tattiche limitate e i comportamenti di "rischio". Include gli encomiabili sforzi e le lotte per far fronte nella vita quotidiana ad ambiente adversi, sviluppando relazioni solidali con altri bambini e adulti.

(...) Esiste una varieta' di punti di vista per mettere a fuoco le diverse questioni relative alla vita dei bambini/e che vivono e lavorano in strada. Non ci devono essere barriere teoriche e concettuali per la costruzione di un quadro flessibile di riferimento. L'intervento e la ricerca analizzano diversi aspetti e problemi dei bambini. La costruzione di un quadro adeguato e' possibile attraverso una rete di esperti (del mondo universitario, delle ONG e delle agenzie ONU) che lavorino insieme. Negli Anni '90 questo dialogo fruttuoso e' stato realizzato dal Gruppo di lavoro internazionale sul lavoro minorile IWGCL. Crediamo che si debba andare avanti in questa direzione. Crediamo che sia vitale che tutti i punti di vista e le varie metodologie si riflettano in questo percorso attivato dalle Nazion Unite", si sottolinea nel documento collettivo.

La lettera aperta e' sostenuta dalla Rete Europea di Masters in politiche per l'infanzia ENMCR, dalla Rete Latinoamericana di Masters per l'infanzia e si sta diffondendo a livello mondiale grazie anche alla diffusione promossa dal Senatore Barque Cristovam, attuale Presidente della Commissione sull'Educazione del Senato Federale del Brasile e gia' Ministro dell'Educazione nel governo Lula.

Vernor Muñoz, relatore speciale ONU per il diritto all'educazione (2004-2010) e attualmente docente dell'Istituto di Studi Latinoamericani dell'Universita Nazionale di Costa Rica, ha evidenziato che "sostengo questa carta aperta perche' considero che la situazione dei bambini/e di strada mostra un grave impatto dell'abbandono, dell'esclusione e della discriminazione nelle nostre societa´. E' necessario approfondire l'analisi delle cause e della ricerca di soluzioni che conducano a migliori interventi governativi fondati su politiche pubbliche culturalmente pertinenti e socialmente effettive. Per questo si richiede che le azioni avviate dalle agenzie e organismi delle Nazioni Unite, ampliino i suoi margini di azione, in modo che si possa rafforzare la ricerca sociologica e l'azione interculturale e intersettoriale".

Gulnara Shahinian, attuale relatrice speciale ONU per le forme contemporanee di schiavitu, ha dichiarato "a fine marzo saro' in Ecuador per fare laboratori sull'implementazione delle raccomendazioni del mio studio del 2010 e sono ben lieta di incontrarmi con i firmatari della lettera aperta per discuterne insieme visto che i diritti dell'infanzia sono al centro del mio mandato istituzionale".

Cristiano Morsolin, co-fondatore dell'Osservatorio sull'America Latina SELVAS e operatore di reti internazionali per la difesa dei diritti dei bambini/e e adolescenti – tra i promotori della lettera aperta, ha scritto direttamente a Nandana Reddy, direttrice dell'Ong Indiana"Concerned for working children"Cwc (che e' appena stata candidata al Premio Nobel per la pace 2012 dal comitato norvegese per il suo impegno a favore dei bambini lavoratori e contro i matrimoni precoci), sull'importanza di utilizzare la sua candidatura per attivare una nuova rete mondiale della societa' civile, di esperti del mondo dell'universita e policy makers per approfondire la cittadinanza dei bambini/e e adolescenti dei settori popolari, riprendendo l'International Working group on child labour IWGCL, di cui Nandana e' stata presidente negli anni '90.

Nandana Reddy ha risposto: "Sono d'accordo con te Cristiano, abbiamo bisogno di un Movimento Internazionale che promuova la partecipazione infantile e la loro visione del mondo. Speriamo che con questo percorso si possa estendere questo movimento". Anche Raffaele Salinari, presidente a livello europeo dell'Alleanza Internazionale Terre des Hommes TDH sottolinea che "e' una buona notizia nell'ottica della difesa dei diritti dei bambini" e adolescenti a livello mondiale".


Le tappe per l'elaborazione del Rapporto mondaile

Il primo e il 2 Novembre 2011 si è svolta una consultazione di esperti, dal titolo "Promuovere i diritti dei bambini che lavorano e/o vivono in strada: Colmare i divari tra politica e pratica", promosso dall'Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite e UNICEF.

Ibrahim Salama, Direttore della Divisione per i diritti umani (OHCHR) e Andrezej Sados, Vice Rappresentante permanente della Polonia, attualmente alla Presidenza dell'Unione europea, hanno aperto l'incontro, ricordando come il miglioramento della situazione dei bambini di strada debba costituire una priorità nell'agenda dell'ONU.

In occasione della 16° sessione del Consiglio dei Diritti Umani, che si è svolta a Ginevra dal 28 febbraio al 26 marzo 2011, l'Istituto Internazionale Maria Ausiliatrice (IIMA) ha organizzato un side event sul " Diritto all'Educazione per i bambini che vivono e/o lavorano per strada."

L'evento, che si è svolto il 4 marzo 2011 nella sala XXIV di Palais des Nations, è stato realizzato in collaborazione con VIDES Internazionale, Marist International Solidarity Foundation (FMSI), ed Edmund Rice International. Inoltre, il side event è stato sponsorizzato dall'Alto Commissariato per i Diritti Umani (OHCHR), dall'Ambasciata di Uruguay, dalla Missione Permanente della Santa Sede e dal Bureau International Catholique de l'Enfance (BICE).

I partecipanti all'evento hanno ascoltato l'intervento di Mons. Silvano Tomasi, Rappresentante della Santa Sede, il quale ha ricordato l'importanza di perseverare nell'impegno a favore degli oltre 100.000.000 bambini che in tutto il mondo vivono ancora in situazione di strada. Nel corso del suo intervento Mons. Tomasi ha suggerito tre passi necessari al fine di combattere questo fenomeno: ridisegnare l'approccio educativo secondo i bisogni reali dei bambini che vivono in situazioni di strada, pensando dunque ad un modello meno formale e strutturato; implementare, a livello nazionale, una legislazione appositamente pensata per i bambini e i giovani in situazione di rischio (juvenile legislation); infine, promuovere una rete cooperativa tra le organizzazioni della società civile, per permettere la riabilitazione dei bambini di strada e il loro reinserimento nelle famiglie.


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Cristiano Morsolin, co-fondatore dell'Osservatorio sull'America Latina SELVAS e operatore di reti internazionali per la difesa dei diritti dei bambini/e e adolescenti. Lavora in America Latina dal 2001 con esperienze in Ecuador, Colombia, Peru, Brasile. Autore vari libri e articoli specializzati, si occupa di diritti umani, movimenti sociali e lavoro minorile.

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