A A+ A++
5/10/2018
Marcia della Pace Perugia Assisi: la partecipazione degli studenti e volontari dell’Università di Padova, 7 ottobre 2018

Marcia della Pace PerugiAssisi: la partecipazione attiva di studenti e volontari in servizio civile dell’Università di Padova

Cinquanta studentesse e studenti del Corso di laurea in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali, Diritti Umani e della Laurea Magistrale in Human Rights and Multi-level Governance, e un gruppo di volontarie e volontari in servizio civile dell’Università di Padova, hanno preso parte alla Marcia della Pace PerugiAssisi che si è svolta domenica 7 ottobre 2018 nel 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948-2018), nel 20° anniversraio della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Difensori dei Diritti Umani, a 100 anni dalla fine della Grande Guerra, a 50 anni dalla scomparsa di Aldo Capitini.

Con la loro partecipazione gli studenti hanno voluto ribardire l'impegno dell'Università di Padova per la pace e i diritti umani che viene solennemente enunciato nell'art. 1,2 dello Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas” (...) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.

La XXIII Marcia della Pace ha raccolto la partecipazione di oltre 100.000 persone che hanno percorso i 24 km da Perugia ad Assisi, creando un serpentone ininterrotto lungo più di 15 km, nonostante le condizioni climatiche avverse. Migliaia gli studenti e insegnanti provenienti da ogni parte d’Italia insieme a tanti giovani del mondo dell’associazionismo e del volontariato hanno marciato insieme ai gonfaloni di 286 fra Comuni, Province e Regioni.

L’appello di questa edizione della Marcia della pace, “osiamo la fraternità”, è stato raccolto e rilanciato dagli studenti e volontari in servizio civile dell’Università di Padova, che hanno sottolineato con la loro partecipazione la necessità di rimettere al centro delle nostre comunità tutte le persone, la loro dignità e i loro diritti fondamentali. In apertura del corteo un grande striscione con raffigurata la bussola dei diritti umani.  Il prof. Antonio Papisca scriveva “la bussola, cioè il Diritto internazionale dei diritti umani, ci obbliga a stare insieme e operare insieme per rispettare la vita e la dignità di tutte le persone, a competere ad bonum faciendum”.

La carovana patavina, partita il giorno prima per partecipare a conferenze e incontri, ha pernottato in una palestra messa a disposizione dagli organizzatori per farsi trovare pronta all’alba di domenica 7, sotto una pioggia battente, ai Giardini del Frontone a Perugia, dove il 24 settembre del 1961 prese il via la prima edizione della Marcia guidata da Aldo Capitini, Norbeto Bobbio, Italo Calvino, Renato Guttuso, Giovanni Arpino, Ernesto Rossi, Guido Piovene.

Le studentesse e gli studenti dell’Università di Padova accompagnati dal Prof. Marco Mascia, Direttore del Centro di Ateneo per i Diritti Umani "Antonio Papisca", hanno animato la testa del corteo durante tutta la Marcia, portando i cartelli con scritto l’Articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

La marcia, prima di raggiungere l’ultima tappa sulla Rocca di Assisi, ha fatto sosta a Piazza San Francesco dove monsignor Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi e il Custode del Sacro Convento di Assisi Padre Mauro Gambetti, hanno salutato i marciatori e letto il messaggio di Papa Francesco.

Un gruppo di studenti ha inoltre partecipato attivamente al Meeting Nazionale "Diritti e Responsabilità" che si è tenuto a Perugia dal 5 al 6 ottobre, che ha riunito oltre 3.500 studenti e insegnanti di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, sui temi dei diritti umani, della Dichiarazione Universale, dell’educazione alla cittadinanza plurale e inclusiva, della pace positiva, della legalità, del dialogo e dello sviluppo sostenibile.

 

Riproduciamo il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai partecipanti alla Marcia PerugiAssisi e al Meeting “Diritti e Responsabilità”.

"Viviamo un tempo di cambiamenti epocali e più che mai le nostre società continuano ad avere un gran bisogno di donne e uomini di pace. La marcia PerugiAssisi, anche quest’anno, come nella sua lunga storia, è una testimonianza corale di speranza e fraternità.

In questa giornata desidero esprimere il mio incoraggiamento ai partecipanti, in particolare ai giovani che hanno animato il meeting su “Diritti e Responsabilità” e a tutti coloro che decidono di camminare insieme sulle strade dell’impegno e della solidarietà.
E’ una stagione di ricorrenze importanti. La Costituzione Repubblicana entrò in vigore 70 anni or sono, e sempre nel 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Sono due pilastri su cui è costituita la nostra civiltà, e che ancora sostengono un’idea di progresso nella libertà, nell’uguale dignità di ogni essere umano, nella cooperazione tra i popoli. Entrambi i testi nascono all’indomani degli orrori della guerra, dell’olocausto, delle dittature. Mai più dobbiamo ricadere negli abissi della violenza.

La nostra forza poggia sulla capacità di mobilitare le coscienze e di non retrocedere per nessuna ragione sui diritti della persona. La pace coinvolge e sfida la cultura, l’economia, la politica, l’educazione, interpella ciascuno. L’apporto creativo dei giovani è indispensabile per dare sostanza alla pace.

Ricorre quest’anno anche il cinquantesimo della morte di Aldo Capitini, apostolo della non-violenza, che fu l’ideatore della marcia Perugia-Assisi. Attualizzare il suo messaggio è un’impresa appassionante che richiede intelligenza e dedizione e che ci sollecita a una coerenza di vita".


regione del veneto
pace diritti umani