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11/9/2018
Michelle Bachelet, Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, in occasione del suo primo discorso al Consiglio diritti umani
© Onuitalia

Nazioni Unite: la nuova Alta Commissaria per i diritti umani Michelle Bachelet apre i lavori della 39^ sessione del Consiglio diritti umani

Dal 10 al 28 settembre 2018, presso il Palais des Nations di Ginevra, si svolge la 39ª sessione del Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite, organo sussidiario dell'Assemblea generale composto da 47 Stati membri delle Nazioni Unite con la responsabilità di promuovere il rispetto universale per la protezione di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali per tutti, senza distinzione alcuna.

I lavori della 39^ sessione si sono aperti con il primo discorso al Consiglio della nuova Alta Commissaria per i diritti umani Michelle Bachelet, che ha iniziato il suo mandato quadriennale il 1° settembre 2018.
L’Alta Commissaria ha esordito affermando che “la Dichiarazione universale è un impegno per valori e politiche che hanno portato enormi benefici a milioni di persone. Questo Consiglio, il mio Ufficio e ogni Stato membro delle Nazioni Unite devono continuare a portare avanti questo lavoro. Il futuro del nostro mondo dipende da questo”.

Ponendosi in linea di continuità con l’operato del suo predecessore, Zeid Ra’ad Al Hussein, la Bachelet ha affermato di voler essere la portavoce delle vittime di violazioni dei diritti umani nonché il più forte difensore di tutti i diritti umani, in piena obiettività, senza paura o favoritismi e senza distinzione alcuna poiché i diritti umani costituiscono i diritti inalienabili degli individui, e sono costruiti e sorretti l’uno sull’altro.

L’Alta Commissaria ha asserito di voler apportare il proprio contributo alla causa dei diritti umani anche attraverso il suo attaccamento al coraggio, alla dignità e all’altruismo di tutti gli attivisti e i difensori dei diritti umani, così come attraverso l’assoluta convinzione che la cooperazione tra tutti gli attori, per mezzo delle istituzioni multilaterali, possa risolvere le complesse sfide che il mondo affronta e che, lavorando per difendere i diritti umani, l’Ufficio dell’Alto Commissario ed il Consiglio per i diritti umani, possano garantire società più giuste e rispettose, dove si possa vivere insieme nello sviluppo sostenibile e nella sicurezza.

Ha dichiarato la Bachelet: “La buona governance si basa sull'identificazione e sul riempimento delle lacune nell'accesso alla giustizia, alla dignità e all'uguaglianza, in modo che tutti possano vivere in società più rispettose e armoniose e godere di uno sviluppo più dinamico e sostenibile.
Un buon medico si basa sulla capacità di resilienza: rafforzare i processi di guarigione e intervenire per interrompere i sintomi della patologia. E i diritti umani sono una medicina potente, che guarisce le ferite e sviluppa la resilienza.
Le differenze politiche possono dividere alcuni dei paesi presenti in questa stanza. Ma il rispetto dei diritti umani è nell'interesse di ogni Stato. I vostri popoli cercano un'agenda comune: diritti, sviluppo sostenibile e pace.
Possiamo solo progredire verso quella visione insieme. Se compromettiamo istituzioni multilaterali come questa, non riusciremo a rispondere alle sfide che il nostro popolo affronta”.

“Sono convinta -ha aggiunto l’Alta Commissaria- che questo Consiglio debba sforzarsi di ottenere il consenso. Credo che ci dovrebbe essere un maggiore impegno da parte di tutti gli Stati membri, non le controversie sterili, non i ritiri, ma un lavoro collettivo, coordinato e collaborativo per sostenere principi fondamentali e obiettivi comuni”.

Citando Kofi Annan la Bachelet ha poi affermato "nessun paese, non importa quanto potente o ricco sia, può sperare di risolvere i problemi che affliggono gli Stati. I governi devono mostrare il coraggio e la visione di saper guardare oltre se stessi per trovare soluzioni e creare nuove strutture e nuove regole ".

Nel suo discorso Michelle Bachelet ha fatto il punto della situazione su alcuni Paesi dove sono in corso violazioni dei diritti umani: Nicaragua, Venezuela, Australia, Ungheria, Stati Uniti, Austria, Germania, Libia, Myanmar, Bangladesh, Cambogia, India, Afghanistan, Repubblica democratica di Corea, Cina, Sri Lanka, Siria, Yemen, Arabia Saudita, Iraq, Bahrain, Iran, Egitto, Territori occupati palestinesi, Eritrea, Etiopia, Mali, Camerun, Sudan, Sud Sudan, Somalia, Repubblica Centrafricana, Burundi, Repubblica democratica del Congo, Turkmenistan, Tajikistan, Federazione russa, Turchia, Ucraina, Colombia, Messico, Guatemala, Haiti.
Non è mancato anche un riferimento all’Unione Europea e all’Italia per la questione dei migranti. L’Alta Commissaria ha affermato che “l’Unione Europea dovrebbe essere incoraggiata ad istituire operazioni di ricerca e soccorso per le persone che attraversano il Mediterraneo e per garantire il diritto d’asilo e la protezione umanitaria”. Il governo italiano, ha affermato Bachelet, “ha negato l’ingresso alle navi umanitarie delle Ong. Questo tipo di atteggiamento politico e altri sviluppi recenti hanno conseguenze devastanti su molte persone già vulnerabili. Nonostante il numero di migranti che attraversano il Mediterraneo sia diminuito, il tasso di mortalità per quelli che intraprendono questa pericolosa traversata è stato, nei primi sei mesi di quest’anno, ancora più alto rispetto al passato”.

Nel corso della sessione, il Consiglio prenderà in esame le discussioni relative ai seguenti temi: le relazioni annuali dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, dell’Ufficio dell’Alto Commissariato e del Segretario Generale; la promozione dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali, compreso il diritto alla sviluppo; la situazione critica dei diritti umani in Burundi, Myanmar, Siria, Sud Sudan; organismi e meccanismi dei trattati sui diritti umani; l'esame periodico universale (Universal Periodic Review-UPR); situazione dei diritti umani in Palestina e altri territori arabi occupati; monitoraggio e implementazione della Dichiarazione di Vienna e del suo Programma d'Azione; razzismo, discriminazione razziale, xenofobia, altre forme di intolleranza e implementazione della Dichiarazione di Durban e del suo Programma d'Azione; assistenza tecnica e capacity-building a diversi Paesi in tema di diritti umani.

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