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Donna appartente all'etnia Rom davanti ad una casa fatiscente. Foto scattata durante la visita del Commissario Hammarberg (CoE) nel 2009.
© Consiglio d'Europa/Sandro Weltin

L’Italia da “l’emergenza nomadi” alla Strategia nazionale d’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti (RSC)

A partire da alcune informazioni normative di base, con questa scheda si ricostruisce brevemente il periodo in cui è stato vigente lo “stato d’emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi” (anni 2007-2011), per poi illustrare l’indagine conoscitiva della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato (2011) ed infine l’adozione della Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti 2012-2020.

Autore: Martina Lucia Lanza, MA in Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace, Università di Padova / Collaboratrice del Centro diritti umani

L’Italia prevede tra i principi fondamentali della Costituzione l’uguaglianza senza alcuna distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinione politica, condizioni personali e sociali (art. 3), oltre a riconoscere la tutela delle minoranze linguistiche (art. 6).
Tuttavia, la minoranza Rom non è inclusa tra le minoranze a cui è esteso l’ambito di applicazione della legge n. 489 del 1999 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, mentre sono invece tutelate la minoranza albanese, catalana, germanica, greca, slovena, croata, francese, franco-provenzale, friulana, ladina, occitana e sarda. Tale mancata protezione deriva dal fatto che la normativa riconosce e tutela solamente le minoranze linguistiche di antico insediamento in un territorio delimitato, mentre le comunità Rom non vivono concentrate in aree specifiche ma sono diffuse sull’intero territorio italiano.
La mancanza protezione a livello nazionale è in parte colmata, a livello sub-nazionale, dalle norme a tutela della cultura rom o di misure volte alla loro integrazione adottate da diverse autorità locali, tra le quali: legge regionale del Veneto 54/1999, legge regionale del Friuli Venezia Giulia n. 11/1999, legge regionale della Toscana n.2 del 2000, legge provinciale di Trento n. 12/2009.

Lo stato di emergenza in relazione agli “insediamenti di comunità nomadi” (2007-2011)

A partire dall’autunno del 2007, ha preso avvio l’adozione di una serie di «patti per la sicurezza» tra Governo e Regioni ai sensi dell’art. 1(439) della l. 296/2006 (legge finanziaria per il 2007) che, nel consentire «la realizzazione di programmi straordinari di incremento dei servizi di polizia, di soccorso tecnico urgente e per la sicurezza dei cittadini» ha posto le basi normative – rafforzate da successive misure in materia di sicurezza, quali i decreti sulla cosiddetta «emergenza nomadi» (d.p.c.m. del 21 maggio 2008 e successivi decreti di estensione) e il «pacchetto sicurezza» 2008 (l. 125/2008) – che hanno di fatto legittimato forme di trattamento particolarmente discriminatorio (censimento dei campi Rom, pratica degli «sgomberi forzati») nei confronti di Rom e Sinti nonché di altri gruppi sociali, quali migranti, richiedenti asilo e altre minoranze. Da queste misure derivano anche le accresciute difficoltà per numerosi membri di queste comunità circa l’ottenimento dei documenti di identità necessari per regolarizzare lo status di residenti.
Con riferimento alle contestate misure di sicurezza, risulta significativa la sentenza 6050 del 16 novembre 2011 del Consiglio di Stato, che ha annullato in parte i decreti sull’«emergenza nomadi», sancendo l’illegittimità delle misure messe in atto dalle autorità italiane, sulla base della non esistenza dei presupposti per dichiarare lo stato di emergenza per gestire la situazione di Rom e Sinti in Italia.

Tra la normativa di riferimento sulla dichiarazione di stato d’emergenza e in materia di pubblica sicurezza si annoverano i seguenti atti:

- Decreto legislativo 31 Ottobre 2007, n. 181, recante “Disposizioni urgenti in materia di allontanamento dal territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza”
- Decreto legislativo 2 Gennaio 2008, n. 249, recante “Misure urgenti in materia di espulsioni e di allontanamenti per terrorismo e per motivi imperativi di pubblica sicurezza”
- Decreto legislativo 23 Maggio 2008, n. 92, recante “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”
- Ordinanze del Presidente del consiglio dei ministri n. 3676, 3677 e 3678 del 30 maggio 2008, Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi nel territorio delle regioni Campania, Lazio e Lombardia.
- Linee guida del Ministero dell’Interno, 17 Luglio 2008, per l’attuazione delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 Maggio 2008, nn. 3676, 3677 e 3673, concernenti insediamenti di comunità nomadi nelle Regioni Campania, Lazio e Lombardia.
- Consiglio di Stato, Sentenza n. 6050 del 16 Novembre 2011, “Stato di emergenza dichiarato nel territorio delle Regioni Lombardia, Lazio e Campania in relazione agli insediamenti di comunità nomadi”

L’indagine conoscitiva della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani

La Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica, istituita durante la XIV legislatura (mozione 20 del 1° agosto 2001), è costituita da 25 membri, in ragione dei gruppi parlamentari d’appartenenza ed ha compiti di studio, osservazione e iniziativa in materia di tutela e promozione dei diritti umani.
Rispetto alla situazione di Rom e Sinti e Caminanti in Italia, la Commissione ha avviato un’indagine conoscitiva che ha portato all’approvazione nel 2012 del Rapporto sulla condizione di Rom e Sinti in Italia.
Il rapporto è il primo documento ufficiale del Parlamento italiano su questi temi e descrive in modo analitico la situazione di Rom e Sinti in Italia, la loro consistenza numerica e demografica, le zone di provenienza e di insediamento, la situazione abitativa, le condizioni professionali e sanitarie.
Attraverso questa indagine conoscitiva, la quale si è realizzata attraverso audizioni e visite presso le comunità Rom e Sinti, la Commissione straordinaria è giunta a delineare una serie di proposte per il futuro, tra le quali:

- ideazione di un progetto nazionale che parta dai numerosi punti di osservazione presenti nel territorio, li integri con ricerche di tipo quali-quantitativo costruisca una banca dati;
- costruzione di un Piano Nazionale sulla questione di Rom e Sinti che implichi anche una task force nazionale al servizio delle istituzioni locali, delle organizzazioni non governative, delle rappresentanze dei Rom esistenti che aiuti a passare dalle idee e dalla volontà al progetto;
- adozione di proposte politiche con valore simbolico: un atto di riparazione inserendo il genocidio dei Rom tra quelli che vengono ricordati ogni anno il 27 gennaio nel Giorno della Memoria e riaprire il capitolo della legge 482 del 1999 che riconosce le minoranze linguistiche italiane per includervi la minoranza Rom e la sua lingua;
- adozione di programma graduale di chiusura dei campi, a partire da quelli più degradati, e di offerta di soluzioni abitative diverse, accettabili e accettate, cioè discusse e confrontate.

Infine, la Commissione straordinaria ha sottolineato l’importanza di uscire dalla demagogia e dalle prese di posizione politicizzate e invita la politica a comportarsi responsabilmente, ribadendo che si tratta di una delle questioni più impopolari con le quale misurarsi e che nessuno in Europa è ancora riuscito a risolvere.

La Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti 2012-2020

Per dare seguito della Comunicazione n.173 del 2011 della Commissione dell’Unione Europea per un "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020", l’Italia si è dotata nel 2012 della Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti (RSC) 2012-2020.
Tale strumento segna un cambiamento rispetto all’approccio emergenziale che ha caratterizzato gli anni precedenti ed ha come obiettivo generale la promozione della parità di trattamento e l’inclusione economica e sociale delle comunità RSC, il miglioramento duraturo e sostenibile delle loro condizioni di vita, oltre a renderne effettiva e permanente la responsabilizzazione, la partecipazione e l’esercizio dei diritti di cittadinanza.
Inoltre, la strategia intende perseguire le seguenti finalità generali:

- sottrarre la questione ad una trattazione meramente emergenziale, riduttiva dal punto di vista politico ed istituzionale;
- prendere in considerazione l’opportunità di programmare interventi di integrazione di medio e lungo periodo, non accettando più di adottare misure “straordinarie”;
- far diventare l’inclusione dei RSC parte di un processo di maturazione culturale che interessa l’intera società, contribuendo a purificare la mentalità nazionale ed europea dai germi della discriminazione razziale,
- trattare il tema in una logica interministeriale; a partire dai quattro indicatori di criticità (educazione, occupazione, alloggio e assistenza sanitaria) suggeriti dalla Comunicazione della Commissione;
- connotare la Strategia stessa di una valenza istituzionale ma anche simbolica attraverso l’introduzione dello sterminio dei Rom da parte del nazi-fascismo nelle iniziative pubbliche dedicate alla memoria dell‟Olocausto.

Il perseguimento delle finalità generali della Strategia intende realizzarsi in un’ottica d’interazione con il sistema degli attori istituzionali e della società civile, mediante la costruzione e il funzionamento di un modello di governance multidimensionale basata, oltre che sui principi già illustrati, sulle seguenti parole chiave: integrazione/sussidiarietà, coordinamento/condivisione, informazione/mediazione, identità/cambiamento.
L’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull‟origine etnica (UNAR) è stato individuato dal Governo italiano come Punto di Contatto Nazionale per la Strategia di inclusione, divenendo quindi il centro di un sistema organico di cooperazione interistituzionale, da un lato, e di concertazione e condivisione con la società civile dall‟altro.

Inoltre, l’UNAR si è occupato della tematica RSC portando avanti altri progetti e campagne, per esempio promuovendo la campagna “Dosta!” del Consiglio d’Europa a partire dal 2010, e partecipando come ente al progetto “Net-Kard: cooperazione e networking tra le principali parti coinvolte nella lotta alla discriminazione dei Rom”.

Infine, nell’ambito della più ampia cornice della Strategia nazionale, si inserisce il Progetto nazionale per l’inclusione di bambini e adolescenti Rom, Sinti e Caminanti.
Avviato nel 2012, il progetto prevede un'attività di lavoro centrata su due ambiti di vita dei bambini e adolescenti: la scuola e il campo o altro contesto abitativo. I destinatari sono bambini e adolescenti RSC e non, di età compresa tra i 6 ed i 14 anni, i dirigenti scolastici, gli insegnanti, il personale scolastico e le famiglie degli alunni.

Aggiornato il

12/5/2015

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