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Logo ufficiale della Fondazione Anna Lindh per il dialogo tra le culture
© ALF

La società civile nella regione euromediterranea e la Fondazione Anna Lindh

In questa scheda viene spiegato il ruolo della società civile organizzata in via transnazionale nella regione euromediterranea. Dopo averne analizzato brevemente l'evoluzione e le principali funzioni, la scheda descrive le peculiarità e le attività della Fondazione Euromediterranea Anna Lindh per il dialogo tra le culture, attualmente il maggiore progetto che coinvolge la società civile nell'area.

Autore: Pietro de Perini, MA in Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace, Università di Padova / Ph.D Candidate, City University, London

Uno dei maggiori successi della prima Conferenza interministeriale euromediterranea di Barcellona (1995) è stato sicuramente quello di essere riuscita a superare l'ambito strettamente intergovernativo attraverso l'inclusione, tra gli attori che presero parte all'evento, di organizzazioni di società civile organizzate in via transnazionale.

Tali reti transnazionali hanno progressivamente affiancato le riunioni dei Ministri degli affari esteri dei Paesi del Partenariato Euromediterraneo acquisendo un peso politico sempre maggiore e contribuendo a spostare l'attenzione su questioni a cui i meeting interministeriali tendevano a dare scarso rilievo.

Cercando di schematizzare, possono essere quindi identificate almeno tre funzioni principali per descrivere il contributo della società civile al Partenariato: avvicinare persone geograficamente e culturalmente diverse, promuovere lo sviluppo; e dare sostanza alla democrazia nella regione.

In una fase iniziale, il soggetto più rappresentativo delle reti organizzate di società civile euromediterranea è stato il Forum Civile Euromed, a cui si sono aggiunti nel tempo diverse reti e forum settoriali tra cui, ad esempio, il Network euromediterraneo per i diritti umani, il Forum dei cittadini del Mediterraneo, il Forum euromediterraneo dei sindacati. L'importanza del lavoro svolto da queste reti è stato molto apprezzato a cominciare dalle istituzioni europee come si può notare nella Comunicazione della Commissione Europea al Parlamento Europeo e al Consiglio per la preparazione della Conferenza interministeriale di Valencia (2002) nella quale veniva sottolineata l'importanza della pratica di costruzione di reti di reti, enfatizzando in particolare proprio le articolazioni tematiche di questo processo.

Un ulteriore passo verso l'istituzionalizzazione di tale prassi è avvenuto nel 2004 con la creazione della Piattaforma dei Forum Civili Euromediterranei, una rete di organizzazioni che si è posta come punto di riferimento ed interlocutore rappresentativo della società civile euromediterranea nei confronti della Commissione e dei Paesi membri del Partenariato alla quale sono state affidate le funzioni di organizzare i Forum e di favorire lo scambio di informazioni e best practices tra le associazioni che ne fanno parte.

La Fondazione Euromediterranea Anna Lindh per il dialogo tra le culture (ALF) – inaugurata ad Alessandria d'Egitto nel 2005 – svolge in questo contesto regionale il peculiare ruolo di rete di reti nazionali di organizzazioni di società civile impegnate per lo più nella promozione del dialogo interculturale ed interreligioso.

Per quanto riguarda la sua struttura amministrativa, ALF è costituita da un Consiglio di amministrazione (un rappresentante per ciascun Paese dell'Unione per il Mediterraneo), un Presidente (André Azoulay, marocchino), un Direttore esecutivo, per statuto appartenente al gruppo di paesi (Unione Europea/partner mediterranei) di cui non fa parte il Presidente (Andreu Claret, spagnolo) ed un Consiglio consultivo composto da esperti internazionale in materia di dialogo interculturale.

Ad oggi, la Fondazione coordina i network nazionali dei 43 Paesi che aderiscono all'Unione per il Mediterraneo (che a partire dal 2008 ha sostituito il precedente Partenariato), mettendo in contatto, facendo dialogare, stimolando e finanziando 3219 organizzazioni non governative, università, enti locali e regionali, associazioni private e centri di ricerca. La rete italiana, con capofila la Fondazione Mediterraneo di Napoli, costituisce il più grande e attivo network in seno alla Fondazione Anna Lindh, potendo contare su una rete composta da 359 membri, recentemente suddivisi in coordinamenti regionali, e circa 1200 attività realizzate (dati aggiornati a marzo 2010). Il Centro diritti umani dell'Università di Padova è membro attivo di questo network da dicembre 2009.

I campi d'azione in cui ALF ha concentrato i primi cinque anni di attività sono stati: educazione e gioventù, dialogo interreligioso, arte e cultura, pace e coesistenza, città e migrazioni e mass media.

Tra le sue iniziative più recenti vanno ricordati il primo Forum sul dialogo interculturale nel Mediterraneo, tenutosi a Barcellona tra il 4 e il 7 marzo 2010 ed ha visto la partecipazione di più di mille rappresentanti di società civile provenienti dalle organizzazioni partner, e il primo rapporto sui trend interculturali (pubblicato nel settembre del 2010), un'indagine sociale sui rispettivi immaginari collettivi tra le due sponde del Mediterraneo. Inoltre la Fondazione consegna ogni anno un premio per il dialogo interculturale e uno per il giornalismo.

La sua creazione costituisce il risultato principale delle raccomandazioni contenute nel Rapporto del cosiddetto "Gruppo di Saggi" istituito su iniziativa del Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, nel 2003.

In quella occasione, il Gruppo è stato incaricato di studiare la dimensione euromediterranea del dialogo interculturale e valutare proposte e raccomandazioni per la sua implementazione. Nel rapporto venivano quindi poste le fondamenta per lo sviluppo di un assetto istituzionale tripartito, il cui punto di forza era la proposta di istituire una fondazione culturale euromediterranea, che da li a poco sarebbe stata, appunto, concretizzata attraverso la creazione della Fondazione Anna Lindh.

La Fondazione si sviluppa nell'ottica di un rilancio, urgente e necessario, della terza dimensione del processo di Barcellona all'interno del quale essa è chiamata a giocare il ruolo di principale agente catalizzatore e promotore.

A questo fine tale istituzione culturale euromediterranea ha dato vita ad una serie di accordi e protocolli d'intesa che individuano aree di azione e programmi complementari alle maggiori iniziative promosse a livello regionale ed internazionale. Si evidenziano in particolare gli accordi stretti con Alleanza delle Civiltà (Nazioni Unite), UNESCO, Consiglio d'Europa, ALECSO (Lega Araba) ed ISESCO (Organizzazione della Conferenza islamica).

Risorse

Aggiornato il

24/11/2012

regione del veneto
pace diritti umani