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Viaggio di studio a Ginevra per gli studenti della Laurea magistrale in diritti umani (1-5 maggio 2011)
© Centro diritti umani - Università di Padova

Voci e testimonianze dal mondo

Alcune esperienze in ambito internazionale di studenti dei Corsi di Laurea Magistrale in diritti umani dell’Università di Padova presso organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani. Queste brevi interviste propongono consigli utili a coloro che ambiscono ad intraprendere simili percorsi.

Autore: Claudia Pividori

Laura Aldrighetti, 24 anni, stagista presso l’unità Peace Mission Support and Rapid Response Section, Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR), Ginevra

 

Qual è il tuo percorso di studi?

Dopo aver frequentato il liceo linguistico a Verona, città da cui provengo, mi sono iscritta al corso di laurea in “Relazioni Internazionali e Diritti Umani” presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova.  Ho conseguito la laurea triennale nel novembre 2008 e successivamente ho continuato gli studi nella stessa Università, iscrivendomi al corso di Laurea Magistrale in Istituzioni e Politiche dei Diritti Umani e della Pace (corso del quale mi trovo ora all’ultimo anno).

Attualmente, grazie al programma Erasmus, sto svolgendo l’ultimo anno di studi presso l'Università di Ginevra, città che personalmente ho trovato molto ricca di opportunità e di stimoli per chi, come me, sogna una carriera internazionale. Qui ho avuto l’occasione di poter vivere in stretto contatto con il mondo delle  Nazioni Unite e, più in generale, con quello delle organizzazioni internazionali e delle ONG. Ho voluto quindi trarre il massimo da questo anno di studi presentando la mia Application per il programma di stage dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani.

Se dovessi indicare gli elementi che si sono rivelati utili o decisivi per poter arrivare a ricoprire la tua attuale posizione cosa nomineresti?

Il corso di laurea in "Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace" si è rivelato molto utile, sia per quanto riguarda il mio iniziale indirizzamento verso lo stage, al quale mi sono interessata soprattutto dopo aver partecipato al viaggio studio a Ginevra organizzato dal Centro Diritti Umani lo scorso anno, sia per quanto riguarda l'acquisizione di conoscenze fondamentali per il lavoro concreto che mi trovo attualmente a svolgere. In questo settore infatti si ha quotidianamente a che fare con tematiche di diritto internazionale dei diritti umani, democrazia, giustizia e human dignity, tutti concetti sui quali noi studenti siamo stati abituati a concentrarci durante il nostro percorso universitario e sui quali abbiamo avuto molte occasioni di approfondimento.

Per questo tipo di stage credo che sia stato molto importante aver acquisito conoscenze generali sull'organizzazione internazionale dei diritti umani, e in particolare sul sistema Nazioni Unite, con i suoi organi e agenzie specializzate.

Nella mio caso specifico e per l'unità in cui mi trovo, che lavora sulle missioni di pace e sull'intervento umanitario, hanno avuto un ruolo fondamentale soprattutto corsi piu' pratici e tecnici, quali "monitoraggio diritti umani, osservazione elettorale, peace keeping", grazie ai quali ho approfondito concetti chiave come early warning, humanitarian action, peace keeping e peace building.

Oltre a questo, a mio parere, è stato importante soprattutto dimostrare un vero interesse nella materia e la sincera passione per gli studi sui diritti umani. Un fattore rilevante è stato sicuramente anche la conoscenza di diverse lingue straniere, e soprattutto una buona conoscenza di inglese e francese, le due lingue principali di lavoro alle Nazioni Unite di Ginevra.

Probabilmente è stato un elemento utile anche aver già maturato qualche altra esperienza pratica, di stage o di volontariato. Nel mio caso si trattava di un’esperienza di stage che ho svolto in Brasile, dove ho collaborato per due mesi con una ong locale.

Che cosa consigli a chi vuole intraprendere un percorso analogo al tuo?

Questo stage si sta rivelando un’esperienza molto positiva: è un’ottima occasione per entrare nel vivo del settore dei diritti umani, approfondire le proprie conoscenze sulle tematiche riguardanti i diritti umani, vedere più da vicino come funziona il vasto sistema delle organizzazioni internazionali ed in particolare quello delle Nazioni Unite, incontrare persone provenienti da tutto il mondo e dalla cui esperienza si può imparare moltissimo.

Per chi è interessato a questo tipo di esperienza, consiglierei caldamente uno stage all’OHCHR, un’esperienza che arricchisce molto e che personalmente sto trovando molto interessante e formativa.

Naturalmente si tratta anche di uno stage abbastanza impegnativo, che richiede un lavoro a tempo pieno e soprattutto un particolare coinvolgimento personale nella materia. Ma penso che la passione e l’interesse reale per la materia dei diritti umani siano sufficienti per poter apprezzare al massimo tutte le opportunità che uno stage come questo può offrire.

Aggiornato il

17/12/2013

regione del veneto
pace diritti umani