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Manoscritti di versioni provvisorie della Dichiarazione universale dei diritti umani, durante i lavori di redazione del testo.
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Impegno di Barcellona per i diritti umani

Data di adozione

17/10/1998

Organizzazione che ha prodotto il documento

Istituzioni nazionali e locali

Annotazioni

Adottato dai rappresentanti di 36 città europee riunite a Barcellona il 17 ottobre 1998, in occasione del 50° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite.

Allegati


Impegno di Barcellona per i diritti umani

Nessuna città è un’isola. La rete delle città percorre il mondo attuale facendone un organismo vivente, agile, continuamente attivo. Tuttavia noi sappiamo che umori differenti possono scorrere nelle sue vene. La città è stata ed è spesso uno strumento di liberazione, un’autentica macchina di riduzione della povertà e lo spazio dove sono nati i diritti delle persone. Ma noi sappiamo anche che lo spazio urbano può giocare il ruolo di una potente macchina di esclusione sociale e che, nel corso di questo XX secolo che sta finendo, la barbarie si è accanita contro le città e ha lasciato nella nostra memoria un rosario di nomi che vanno da Verdun, Guernica, Berlino e Hiroshima a Vukovar, Sarajevo e Srebrenica.

È per questa ragione che, in occasione del cinquantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, desideriamo affermare la nostra volontà che questi diritti arricchiscano la vita delle nostre città. Il loro carattere universale possiede uno straordinario valore quando opera per unire le città del mondo intero in una alleanza destinata a creare una nuova cultura dei diritti umani. I valori di uguaglianza e solidarietà, di giustizia, di democrazia nella vicinanza, di partecipazione, di trasparenza e di buon governo ispirano l’attuazione dei diritti umani nell’ambito delle città. E questi valori fanno in modo che, ovunque, le città possano unirsi per difendere un medesimo concetto della dignità umana e che la cittadinanza possa appropriarsi dell’antico motto: “l’aria della città ci rende liberi”.

Posando lo sguardo sul secolo che viene, in un contesto di globalizzazione, di urbanizzazione crescente e di fratture sociali, ci rendiamo conto che l’interrelazione è un tratto fondamentale del nostro mondo che rende indissolubile la soddisfazione dei bisogni minimi dell’insieme della popolazione mondiale, la protezione dell’ambiente e il rispetto dei diritti delle future generazioni. In questo mondo futuro la città è chiamata a divenire uno dei principali attori per la promozione dello sviluppo duraturo e per la difesa dei diritti umani interdipendenti e indivisibili. In un mondo globalizzato la città è più vicina alle cittadine e ai cittadini, e di conseguenza capace di assicurare la visibilità delle situazioni di vulnerabilità dei diritti e di agire legittimamente di fronte ai cittadini.

La cultura della comunicazione, che dà luogo alla trasmissione del sapere fra ambiti differenti e alla capillarità delle azioni e delle idee, fa emergere progressivamente le città come una nuova voce nella vita internazionale. Attraverso le numerose iniziative della società civile e delle politiche comunali, la città gioca attualmente un ruolo nelle politiche attive di difesa dei diritti umani, nella cooperazione internazionale, è un baluardo per le vittime delle violazioni dei diritti, si può mostrare generosa nell’accoglienza dei rifugiati. In un contesto di scambi sotto vari aspetti, diventa un imperativo incoraggiare con tutte le nostre forze l’Alleanza Mondiale delle Città contro la Povertà, per sottolineare i diritti economici, sociali e culturali, che sono una parte intrinseca dei diritti umani.

Per una cultura dei diritti umani nella città

Noi, sindaci delle città e delle capitali europee e rappresentanti dei poteri locali, ci assumiamo l’eredità dei cinquant’anni di sviluppo della Dichiarazione universale dei diritti umani e la sfida dei nuovi contesti in cui vivono gli uomini e le donne di oggi. In virtù del principio della sussidiarietà e della vicinanza dell’amministrazione comunale nei confronti dei cittadini e delle cittadine, affermiamo la nostra volontà di promuovere la cultura dei diritti umani e la responsabilità umana nella città e, di fronte alle nuove realtà, ci assumiamo i seguenti impegni:

Vogliamo l’estensione del diritto di partecipazione politica, il diritto di voto e la libertà di associazione nell’ambito municipale per tutti i cittadini e le cittadine, inclusi tutti coloro che, residenti in città da un certo periodo in poi, non abbiano la nazionalità dello Stato. In questo senso occorrerà senza indugio lavorare con gli organismi o istanze che hanno le competenze per cambiare, in modo appropriato, le leggi elettorali. Bisognerà intanto creare, nelle nostre città, meccanismi che faciliteranno la partecipazione reale ed effettiva di tutti i cittadini e soprattutto dei membri dei gruppi politicamente più esclusi.

I diritti umani sono indivisibili e i diritti sociali, economici e culturali ne sono una parte inalienabile. Il principio di prossimità fa sì che l’amministrazione municipale sia più sensibile alle realtà dove questi diritti sono particolarmente vulnerabili. Sosteniamo quindi che le politiche urbane contro l’esclusione sociale, le politiche per l’impiego, la promozione del diritto ad un alloggio adeguato e le azioni cittadine che mirino a proteggere i gruppi vulnerabili (i bambini, le donne, gli anziani, gli individui portatori di handicap...), cosi come le politiche che mirano a riconoscere agli immigrati in situazioni irregolari i diritti di accesso ai servizi sociali, all’educazione e alla sanità pubblica, fanno della città un baluardo dei diritti umani.

La promozione dei diritti sociali e lo sviluppo economico sono ai giorni nostri indissolubili dalla protezione dell’ambiente. Dobbiamo intraprendere azioni di prevenzione contro gli attentati all’ambiente ma allo stesso tempo sanzionare i responsabili del degrado ecologico e ambientale e cooperare con le autorità locali dei paesi dell’Est e del Sud in una alleanza destinata a proteggere il clima, l’acqua, la terra e la biodiversità. Per questo scopo vogliamo impegnare le città a realizzare e applicare i programmi locali Agenda 21 tenendo conto dell’articolo 28 del programma Generale Agenda 21 e della Carta Europea d’Aalborg.

Radicate nella cultura dei loro paesi, le città sono anche un polo d’attrazione per le persone e le comunità di altre culture. La città deve proteggere il pluralismo e la convivialità. Deve rispettare la cultura di ciascuno mediante la prospettiva di una azione politica diversificata che comprenda: la difesa dei diritti delle comunità linguistiche che vivono nel paese e dei diritti linguistici di ciascuno, l’adozione di politiche multiculturali, la promozione del dialogo fra le religioni, l’azione permanente contro la discriminazione etnica e la creazione di centri d’assistenza comunitaria ai rifugiati.

Prospettiamo il bisogno di attivare meccanismi di protezione e monitoraggio dei diritti umani in tutte le città europee - grandi, medie, piccole - mediante istituzioni obiettive ed indipendenti dal potere locale, incaricate di difendere i cittadini e di sostenerli per quanto riguarda i loro diritti in materia di competenza comunale.

Constatiamo il ruolo attuale delle città nella promozione della cultura dei diritti umani su scala internazionale. Lanciamo dunque un appello alle istituzioni internazionali perché aprano degli spazi che permettano di far sentire la nostra voce. In questo nuovo contesto noi desideriamo favorire la cooperazione fra le città di differenti culture, con differenti situazioni economiche e soprattutto con le città in zone di conflitto. Ciascuna città deve assumere la propria responsabilità nella cooperazione internazionale e nella partecipazione alle reti delle città per la difesa dei diritti umani.

Il diritto alla città

Le politiche comunali in questo ambito esigono un dialogo permanente con la società civile e una stretta collaborazione con le associazioni e le ONG. Occorre che i consigli comunali mantengano contatti in modo permanente con i diversi attori sociali impegnati nella difesa dei diritti umani e che le politiche comunali possano essere attivate in partenariato o attraverso l’azione delle organizzazioni.

La cultura dei diritti umani nella città si svilupperà veramente a partire dalla più vasta partecipazione di tutti i cittadini. La democrazia della convivenza deve fare in modo che tutti gli abitanti possano riconoscersi nell’immagine dell’amministrazione locale: cittadine e cittadini, popolazione autoctona e gruppi di immigrati, membri di minoranze religiose e culturali.

Noi vogliamo umanizzare lo spazio urbano, dargli corpo attraverso la protezione e la promozione dei diritti umani. Il diritto alla città che noi affermiamo è il seguente: il diritto di ciascuno alla partecipazione attiva alla vita della città. Il diritto di essere protagonista della propria cittadinanza.

Obiettivi

A Barcellona il 17 ottobre 1998, giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, noi firmiamo questo impegno e ci accordiamo a diffonderne ovunque il contenuto e lo spirito e, a questo scopo, assumiamo i seguenti obiettivi:

Mantenere un rapporto permanente fra le nostre città al fine di condividere le azioni, le pratiche e le politiche che promuovano i diritti umani nelle città e nei suoi molteplici ambiti;

Continuare a procedere nella riflessione sul ruolo presente e futuro delle città come baluardo dei diritti umani in partenariato con le associazioni specializzate nella loro difesa e promozione, come abbiamo già fatto fino ad ora. A partire dalla sintesi dei lavori dei seminari preparatori e dei risultati della Conferenza di Barcellona e a partire dalla collaborazione con le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa e in collaborazione con la Commissione Europea, vogliamo continuare a cooperare in vista della redazione di una futura Carta dei diritti umani nella città e pervenire così ad avere, attraverso la voce delle città, una ripercussione reale sulle deliberazioni di questi organismi internazionali;

Facilitare meccanismi idonei a promuovere i contenuti di questo Impegno nelle nostre città con la partecipazione comunale e il collegamento delle persone appartenenti alla società civile che possano essere punti di riferimento indiscutibili dell’impegno per la difesa e la promozione dei diritti umani e che possano assicurare la presenza permanente dell’attenzione verso i diritti umani all’interno delle strutture di governo delle città;

Attivare meccanismi di valutazione del rispetto di questo Impegno in ciascuna città e proporre, in questo senso, la creazione di un gruppo di lavoro in uno degli organismi europei che abbia poteri locali già rappresentati;

Invitare le città firmatarie a studiare questo documento e ad approvarlo in una seduta comunale plenaria;

Far conoscere i contenuti e i valori di questo documento ai nostri cittadini e cittadine e lavorare per estenderlo ad altre città.

Incarichiamo le città di Saint-Denis e di Barcellona di diffondere a livello internazionale questo impegno, di coordinare il proseguimento dei lavori e di incoraggiare la creazione di un gruppo di lavoro all’interno dell’organismo europeo di coordinamento comunale già esistente, affinché nell’anno 2000 abbia luogo la seconda Conferenza Europea delle Città per i diritti umani.

Aggiornato il

26/02/2019