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22/12/2012
Una donna musulmana di fronte alla moschea An-Nur, la più grande di Timor est.
© UN Photo/Martine Perret

Nazioni Unite. L’Egitto esortato a rivedere il progetto di Costituzione al fine di garantire l’uguaglianza e i diritti umani delle donne

Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla questione della discriminazione nei confronti delle donne nel diritto e nella pratica (Unied Nations Working Group on the issue of discrimination against women in law and in practice) ha espresso profonda preoccupazione per il modo in cui il progetto definitivo della nuova Costituzione egiziana, approvato dall'Assemblea Costituente lo scorso 30 novembre 2012, affronta i temi dell'uguaglianza, della non discriminazione, e della protezione e  promozione dei diritti umani delle donne.

Il governo egiziano ha ratificato diversi strumenti internazionali, quali la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, il Patto internazionale sui diritti civili e politici, il Patto sui diritti economici, sociali e culturali, che pongono degli obblighi chiari in materia di parità tra uomo e donna e rispetto del divieto di discriminazione in base al sesso.

Gli esperti del Gruppo di lavoro riconoscono che il progetto di Costituzione finale comprende nel suo preambolo un principio generale che prevede che “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e hanno gli stessi diritti e doveri pubblici senza discriminazioni”. Tuttavia, la Costituzione non include nelle sue disposizioni sostanziali la garanzia di non discriminazione di genere, necessaria a dare attuazione al principio della parità tra uomini e donne presente nel preambolo, in conformità con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani che l'Egitto ha ratificato.

Kamala Chandrakirana, l'Esperto indipendente che attualmente presiede il Gruppo di lavoro, ha sottolineato la sua preoccupazione rispetto all'assenza di figure femminili nell'Assemblea Costituente incaricata di redigere la nuova Costituzione e, in generale, rispetto alla forte sottorappresentanza delle donne nello Stato egiziano.

Di conseguenza, il Governo egiziano è invitato a: favorire la piena ed equa partecipazione delle donne in tutti i processi legati alla transizione politica; tutelare la libertà di espressione; proteggere le donne da ogni forma di violenza, anche in relazione alla attività politica e pubblica; promuovere l'uguaglianza di genere e i diritti delle donne, in linea con gli obblighi di diritto internazionale sottoscritti dall'Egitto.

Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla questione della discriminazione nei confronti delle donne nel diritto e nella pratica è stato istituito dal Consiglio diritti umani nel 2010. L'intento del Gruppo è quello di individuare i mezzi e le metodologie per eliminare la discriminazione nei confronti delle donne esistenti nel diritto e nella pratica. Gli Stati, inoltre, vengono assistiti nel promuovere l'empowerment e una maggiore autonomia delle donne in tutti i settori della vita pubblica. 
Il Gruppo è attualmente composto da quattro esperti indipendenti sui diritti umani: Kamala Chandrakirana, presidente-relatore (Indonesia); Frances Raday, vice-presidente (Israele / Regno Unito); Emna Aouij (Tunisia); Eleonora Zielinska (Polonia) e Patricia Olamendi Torres (Messico). Essi operano in maniera indipendente e imparziale da qualsiasi governo o organizzazione.

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