A A+ A++
5/1/2016
Divise di una missione di Peacekeeping delle Nazioni Unite, con la tradizionale scritta UN in bianco su fondo blu.
© UN Photo/Marie Frechon

Nazioni Unite: approvata Risoluzione su "Giovani, Pace e Sicurezza"

Il 9 dicembre 2015 è stata adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la Risoluzione n. 2250 “Giovani, Pace e Sicurezza”. La risoluzione si pone in continuità con una serie di altri documenti volti a rinforzare la protezione di categorie vulnerabili nei conflitti e a promuovere una loro effettiva partecipazione nei processi di riconciliazione, ricostruzione e promozione della pace. Tra questi, di particolare rilevanza è stata la Risoluzione 1325 del 2000 la quale riconosce e incoraggia il ruolo delle donne nella ricostruzione politica e sociale dei Paesi usciti dai conflitti, promuovendo al contempo la messa in atto di misure di protezione speciali durante le situazioni di conflitto, che colpiscono le donne in modo sproporzionato.

La Risoluzione n. 2250 invece focalizza l’attenzione sui giovani, con particolare riferimento al loro crescente coinvolgimento in movimenti violenti estremisti. Dopo un preambolo iniziale, il testo si compone di 22 paragrafi divisi in sei sezioni tematiche:

  • Partecipazione dei giovani ai negoziati e ai processi di promozione e mantenimento della pace (par. 1-3)
  • Protezione, specialmente dei civili, durante i conflitti, con particolare attenzione affinché i crimini di guerra e contro l’umanità non rimangano impuniti (par. 4-9)
  • Prevenzione dell’insorgenza di tensioni sociali, attraverso iniziative volte a favorire il dialogo interculturale e inter-religioso, la tolleranza, la coesione sociale e la promozione di una cultura di pace tra i giovani (par. 10-13)
  • Cooperazione tra gli Stati membri affinché queste iniziative si concretizzino grazie un appropriato supporto e collaborazione politico, finanziario, tecnico e logistico. Di particolare preoccupazione è anche la radicalizzazione della violenza e dell’estremismo che vede una sempre più ampia partecipazione di giovani. Tale fenomeno può essere contrastato solo attraverso un’azione coordinata di leader e rappresentanti politici e religiosi, famiglie, donne e organizzazioni della società civile al fine di promuovere l’inclusione attiva ed efficace dei giovani nel tessuto sociale, così da prevenire marginalizzazione e discriminazione che sono spesso alla base di questi fenomeni (par. 14-16)
  • Reintegrazione nella società di giovani coinvolti da conflitti, attraverso la promozione di politiche che siano attente ai loro bisogni specifici e che adottino un’ottica di genere (par. 17-18)
  • Nuovi passi da intraprendere in modo coordinato e coerente a livello delle Nazioni Unite per mantenere alta l’attenzione su questa tematica e prendere i futuri passi necessari (par. 19-22)

I giovani rappresentano un gruppo finora oggetto di poche attenzioni nell’ambito delle politiche delle Nazioni Unite, a fronte tuttavia del loro ruolo fondamentale nei contesti di peacebuilding e promozione della pace. Alla luce anche dei recenti sviluppi in relazione al terrorismo internazionale, è emerso come i giovani formino un gruppo suscettibile ad essere coinvolto in movimenti e organizzazioni estremisti, e per questo devono essere oggetto e soggetto di azioni di promozione della pace e della coesione sociale.

L’Inviato del Segretario Generale per i Giovani, Ahmad Alhendawi, ha accolto positivamente l’adozione della Risoluzione, definendola “una svolta fondamentale … in grado di riconoscere l’importante ruolo dei giovani nel contrastare l’estremismo e nel promuovere la costruzione della pace nel mondo”.

regione del veneto
pace diritti umani