Consiglio d'Europa: per il Commissario per i diritti umani la creazione in Italia di un’istituzione indipendente per i diritti umani deve essere una priorità
A seguito di una visita in Italia, dal 12 al 16 gennaio, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha invitato le autorità nazionali a rafforzare il sistema nazionale di tutela dei diritti umani, anche attraverso l’istituzione di un’istituzione nazionale indipendente per i diritti umani (NHRI) e a intensificare gli sforzi per sradicare la persistente povertà minorile.
Il Commissario ha osservato che l’Italia rimane tra i pochi Stati membri del Consiglio d’Europa privi di un’Istituzione nazionale per i diritti umani o di progressi concreti verso la sua istituzione. Pur rilevando che sono state presentate diverse proposte legislative, ha incoraggiato le autorità a considerare questa questione una priorità. Il modello prescelto dovrebbe essere adeguato al contesto nazionale e, in ogni caso, pienamente conforme ai Principi di Parigi, al fine di ottenere l’accreditamento con “status A” presso l’Alleanza globale delle NHRIs. Il Commissario ha ribadito che una NHRI deve essere pienamente indipendente nella sua struttura, nel mandato, nel personale e nella cultura organizzativa, disporre di un ampio mandato in materia di diritti umani e di risorse sufficienti per operare efficacemente.
Il Commissario ha sottolineato che le riforme richieste dalla legislazione dell’Unione europea quali l’adozione di standard minimi per gli organismi per l’uguaglianza e l’istituzione di meccanismi di controllo indipendenti sulle procedure di screening alle frontiere e sull’uso dell’intelligenza artificiale rappresentano un’opportunità per riesaminare e rafforzare l’attuale architettura italiana di tutela dei diritti umani. Rafforzarne l’indipendenza, anche attraverso procedure di nomina trasparenti, partecipative e basate sul merito, nonché garantire risorse e personale adeguati, è fondamentale.
Per quanto riguarda la povertà infantile, Il Commissario ha accolto con favore le misure adottate dall’Italia per contrastare, in particolare, l’introduzione dell’Assegno Unico e Universale nel 2022. Ha riconosciuto l’attenzione costante dedicata dai governi succedutisi nel tempo agli elevati livelli di povertà minorile. anche attraverso iniziative volte a proteggere i bambini dai tagli che hanno interessato altri gruppi sociali. Ha inoltre rilevato che tutti gli interlocutori incontrati hanno riconosciuto l’urgenza e la portata della sfida.
Tuttavia, i dati provenienti da fonti affidabili, quali ISTAT e Caritas, continuano a delineare un quadro preoccupante. I livelli di povertà assoluta e relativa restano nettamente superiori alla media dell’Unione europea e colpiscono i bambini in modo diseguale a seconda del territorio e del contesto sociale, perpetuandosi di generazione in generazione. Ciò evidenzia la necessità di risposte politiche più incisive ed efficaci.
In questo contesto, il Commissario ha esortato le autorità a elaborare una strategia complessiva e trasversale a tutta l’azione di governo per l’eliminazione della povertà minorile, fondata su un approccio basato sui diritti umani e costruita a partire dalle iniziative settoriali esistenti .Le politiche dovrebbero affrontare le molteplici dimensioni della povertà infantile, tra cui istruzione, salute e protezione sociale, ed essere concepite e attuate a livello nazionale in stretta collaborazione con le autorità locali e la società civile. Un finanziamento adeguato e sostenibile è essenziale per garantire investimenti duraturi a favore dei bambini oltre l’esaurimento delle attuali risorse europee e nazionali. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata a servizi quali le mense scolastiche, fondamentali non solo per assicurare un’alimentazione adeguata, ma anche per favorire la frequenza scolastica.
Riconoscendo la complessità della sfida, il Commissario ha sottolineato l’importanza di un coordinamento efficace tra i diversi livelli di governo. In tale prospettiva, ha evidenziato la necessità di istituire tempestivamente su tutto il territorio nazionale i Livelli Essenziali di Prestazione (LEP), accompagnati da risorse adeguate, al fine di garantire in modo uniforme i diritti sociali dei bambini, in particolare nelle aree in cui la povertà è maggiormente concentrata.
Un’attenzione specifica dovrebbe essere riservata ai bambini più svantaggiati, tra cui i minori non cittadini privi di permesso di soggiorno di lungo periodo e i bambini appartenenti alle comunità rom. I criteri di accesso alle prestazioni non dovrebbero escludere i bambini che vivono in condizioni di povertà e i fenomeni di marginalizzazione dovrebbero essere contrastati attraverso maggiori investimenti in misure sociali e strutturali inclusive.